Minardi Tommaso

Tommaso Minardi. San Paolo in Carcere. Tecnica: Disegno su Carta
San Paolo in Carcere. Tecnica: Disegno su Carta

Biografia

Tommaso Minardi (Faenza, 1787 – Roma, 1871) è il terzo di cinque figli. Manifesta da subito una grande predilezione per il disegno e viene quindi indirizzato, nel 1800, alla frequentazione dello studio di Giuseppe Zauli (1763-1822). Insieme a lui viaggia per l’Italia: visita Bologna e Firenze dove conosce le opere di Andrea del Sarto e del Francia.

Pochi anni dopo si trasferisce a Roma grazie ad una sovvenzione di quindici scudi annui, concessa dalla Compagnia di San Gregorio a Faenza.
Nella Capitale Tommaso Minardi può dunque perfezionare la propria tecnica pittorica, soprattutto grazie al contatto con Felice Giani (1758-1823). Il pittore gli mette a disposizione il proprio studio, compreso il materiale pittorico.

Cosa ancor più importante, lo introduce nell’atelier di Vincenzo Camuccini (1771-1844) presso il quale è apprendista per un breve periodo. Proprio in questi anni di formazione, organizza una sorta di accademia libera insieme ad altri giovani pittori, che però viene sciolta nel 1804.

L’Accademia di San Luca

Nel 1808 vince il premio per la pittura all’Accademia di San Luca ed ottiene la pensione triennale a Roma tramite un concorso dell’Accademia di Bologna. Purtroppo il premio viene però annullato e Tommaso Minardi, da curioso e giovane pittore, decide di rimediare visitando Milano, Firenze e Ravenna.

Deciso a partecipare ancora al concorso nel 1810, vince di nuovo. Questa volta inizia finalmente a frequentare i corsi dell’Accademia di San Luca, contesto in cui si lega al suo maestro Gaspare Landi (1756-1830).

Di questa amicizia rimane il ritratto che Tommaso Minardi realizza per lui, conservato nella collezione dell’istituzione. Nel 1818 venne eletto accademico di merito di San Luca. Poco prima Canova lo aveva suggerito come direttore dell’Accademia di Belle Arti di Perugia.

Gli anni perugini

Rimane a Perugia fino al 1821, quando torna a Roma perché riceve l’incarico di professore di disegno. Il periodo perugino è veramente intenso. Riceve la visita dell’imperatore Francesco I d’Austria che gli commissiona una serie di disegni. Stringe una forte amicizia con Pietro Tenerani (1789-1869) che ne realizza il ritratto.

Monsignor Spinola gli fornisce l’importante incarico di occuparsi dell’inventario dei dipinti di Assisi per il loro restauro. Dopo questa serie di impegni e committenze, si fa promotore della riforma dell’Accademia di Perugia.

Il rientro a Roma

Tornato nella Capitale, Tommaso Minardi segue la linea di Perugia e propone anche la riforma dell’Accademia di San Luca. Nel 1829, viene nominato insegnante di pittura, disegno e composizione dell’Accademia degli Ardenti di Viterbo, oltre che sovrintendente delle Gallerie. Gli anni Trenta e Quaranta sono i decenni che lo impegnano di più dal punto di vista artistico e diplomatico.

Nel 1836 è anche tra gli Arcadi con il nome di Driante Parraside e nel 1843 firma il manifesto del Purismo. Lascia l’insegnamento all’Accademia di San Luca nel 1854, ma continua a ricevere una lunga serie di incarichi.

Viene nominato ispettore in numerose commissioni governative, oltre che commendatore della Corona d’Italia da parte di Vittorio Emanuele II nel 1868. Qualche anno dopo la sua morte, avvenuta nel 1871, i suoi allievi hanno voluto dedicargli un monumento nel quadriportico del Verano.

Tommaso Minardi. Le prime prove 

La pittura di storia, tra sacro e profano

Quando Tommaso Minardi è per la prima volta a Roma grazie alla sovvenzione faentina, ogni anno deve presentare un saggio per dimostrare il lavoro svolto. La prima prova in cui si cimenta è una copia da Poussin San Giovanni Battista battezza il popolo, del 1804. L’anno successivo propone un Autoritratto da giovane, mentre nel 1806 L’Accademia di Platone e nel 1807 La cena in Emmaus.

Pochi anni dopo, sempre a Roma, prima di entrare a San Luca, copia le opere michelangiolesche della Cappella Sistina. Conosce poi l’incisore Giuseppe Longhi che gli richiede il disegno del Giudizio Universale, ultimato solamente nel 1826.

Durante la frequentazione dell’Accademia, comincia ad interessarsi a quel clima di ritorno alla purezza e chiarezza del Quattrocento, sulla scia dei Nazareni tedeschi. Per la Storia della scultura di Leopoldo Cicognara disegna il pulpito di Nicola Pisano a Siena e l’Arca di San Domenico a Bologna.

Nel 1814 realizza per Antonio Canova (1757-1822) San Paolo che rimanda Onesimo a Filemone. Nel 1815 il conte di Castelbarco gli commissiona una tela con I filosofi della Divina Commedia ma Tommaso Minardi non la porta a termine.

Il Purismo

Già durante il periodo formativo è uno dei pittori più apprezzati e richiesti dai committenti. Poco prima di divenire Accademico di San Luca, il conte Massimo lo invita a decorare il suo Casino sull’Esquilino.
Minardi rifiuta proprio perché impegnato nel disegno del Giudizio Universale e suggerisce di assegnare l’incarico al gruppo dei Nazareni.

Dopo un breve periodo a Firenze, affresca il San Filippo nella cappella Paolina al Quirinale. Disegna il Laocoonte vaticano per l’Eneide tradotta da Annibal Caro.
Dopo il periodo del trasferimento a Perugia e l’impegno didattico, torna a Roma per affrontare il momento più intenso della sua carriera.

Per il conte Rasponi dipinge Ettore che rimprovera Paride di femminile mollezza. Nel 1824 esegue La Vergine che appare a San Stanislao Kotska per la chiesa di Sant’Andrea al Quirinale. In quest’opera in particolare si può notare il culmine dell’avvicinamento della poetica di Tommaso Minardi al Quattrocento.

È proprio dagli anni Venti infatti che assimila le posizioni dei Nazareni: guarda ai maestri dei primo Rinascimento fino al Raffaello della Disputa del Sacramento.
Di lì a poco il termine Purismo verrà utilizzato da Antonio Bianchini per designare un’arte dai contenuti spirituali umili, nel rispetto della religiosità più pura.

Nel 1840 Tommaso Minardi realizza La Madonna del Rosario di chiara matrice peruginesca. Tre anni dopo firma il Manifesto del Purismo nelle arti, insieme al Nazareno Friedrich Overbeck (1789-1869) e allo scultore Pietro Tenerani (1789-1869). Nel 1845 viene nominato direttore dell’Accademia Britannica a Roma.

L’anno successivo, l’elezione di Pio IX, che era stato già suo committente, gli assicura la direzione di diverse imprese. Lavora infatti in Santa Maria Sopra Minerva, San Lorenzo in Lucina, San Lorenzo fuori le mura, San Nicola in Carcere, Santa Maria in Trastevere. Per il Palazzo del Quirinale dipinge La propagazione del Cristianesimo.

Per la cappella del Palazzo Doria realizza invece L’incoronazione della Vergine, La Vergine con Bambino e La disfida di Barletta. Tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta si dedica a numerose Madonne con Bambino e Sacre Famiglie.

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