Morbelli Angelo

Angelo Morbelli. Giovinetta malata, 1894-98. Tecnica: Olio su Tela
Giovinetta malata, 1894-98. Tecnica: Olio su Tela

Biografia Angelo Morbelli

Angelo Morbelli (Alessandria, 1853 – Milano, 1919) nasce da una famiglia moderatamente agiata di agricoltori. Questa gli permette di iniziare presto a studiare pittura nella sua città natale.

All’età di soli 14 anni  il comune di Alessandria gli concede una borsa di studio grazie alla quale può iscriversi all’Accademia di Brera a Milano, dove studia fino al 1876. Uno dei maggiori esponenti del Divisionismo, stringe amicizia con Pellizza da Volpedo (1868-1907), con cui inizia negli anni Novanta un lungo scambio epistolare.


Entrambi esprimono opinioni sul Divisionismo sia dal punto di vista tecnico e teorico che dal punto di vista della matrice sociale di questo movimento. 
Tale visione viene condivisa in particolare da questi due esponenti, insieme a Emilio Longoni (1859-1932) e a Giovanni Sottocornola (1855-1917).

Nasce proprio da qui l’idea di Angelo Morbelli di creare un compatto gruppo divisionista che potesse presentarsi sempre unito alle mostre nazionali e internazionali. Purtroppo il desiderio non va a buon fine forse per le diverse attitudini di ogni artista,

Dal 1912 l’artista scrive un diario intitolato La via crucis del Divisionismo, in cui annota tutte le sue riflessioni sulla pittura e sul Divisionismo. Muore a Roma nel 1919. Solo due anni prima, il comune gli conferiva una medaglia d’oro per il dipinto Il viatico conservato alla Galleria Nazionale di Roma.

Gli esordi a Brera

Tra naturalismo e pittura di storia

Durante gli anni di studio a Brera Angelo Morbelli si forma sotto la guida di Giuseppe Bertini (1825-1898) e Raffaele Casnedi (1822-1892) entrambi pittori di storia. Essi ovviamente incidono sulla sua iniziale produzione.

Per la prima volta però espone a Brera nel 1874 la tela dal forte impianto naturalistico Interno del coro del monastero Maggiore in Milano.  L’anno successivo La Galleria Vittorio Emanuele in Milano.

Per la realizzazione di quest’opera Angelo Morbelli si avvale dell’aiuto di una fotografia molto diffusa in quegli anni a Milano. Ciò testimonia il suo sperimentale interesse per l’uso di questo medium come importante aiuto alla pittura di matrice realista.

Solamente in seguito capirà quanto la fotografia abbia valore e significato come mezzo artistico a sé stante, indipendentemente dalla pittura.
In quegli anni l’artista non espone soltanto a Brera, ma anche alla Promotrice di Torino, dove nel 1880 presenta quadri di soggetto storico. Si tratta di Goethe morente e Cleopatra, dipinto questo che arriva fino alla Italian Exhibition di Londra del 1888, organizzata dalla galleria dei fratelli Grubicy.

 Le ricerche luministiche e la tematica sociale

Negli anni Ottanta Angelo Morbelli approfondisce attentamente lo studio della luce ed inizia ad indagare temi sociali che diventeranno poi fondamentali nella sua produzione divisionista. Ne è un esempio Giorni ultimi, con cui vince a Brera il Premio Fumagalli nel 1883 e nel 1889 la medaglia d’oro all’Esposizione di Parigi.

Con quest’opera si può indicare l’inizio dell’interesse antropologico, sociale e artistico nei confronti degli anziani del Pio Albergo Trivulzio, cui dedicherà diverse opere.
In questi anni infatti i temi sociali sono quelli prediletti dall’artista ma anche di suoi amici Pellizza, Longoni e Sottocornola. Con loro aderisce infatti alle idee socialiste legate alla lotta di classe.

Rispecchiano questa fase opere come Ritorno alla stalla (1882) e Lo spaccalegna (1881-1884).
Continua ad approfondire le teorie del colore, facendo attenzione alla luminosità brumosa dell’atmosfera attraverso i primi esperimenti di divisione del colore. Concentrato su questi elementi, Angelo Morbelli diventerà uno dei maggiori esponenti del Divisionismo.

Il Divisionismo

Alla fine degli anni Ottanta approfondisce il rapporto con Vittore Grubicy de Dragon (1851-1920) che lo aiuta nell’applicazione della teoria della scomposizione cromatica.

Partecipa alla prima Triennale di Brera, riconosciuta come prima presentazione del gruppo dei divisionisti, esponendo Alba, un’opera che indaga scientificamente la divisione del colore. Giorno di festa invece, viene presentata a Torino l’anno successivo per poi essere acquistata dallo stato francese e appartenere ora alla collezione del Musée d’Orsay.

Alla Permanente di Milano, nel 1893, Angelo Morbelli espone Per 80 centesimi! una delle sue tele sociali più significative, dedicata al delicato tema lavorativo delle mondine.

Molto legato a Pellizza, rimane deluso quando realizza che non potrà mai nascere un gruppo divisionista con un manifesto programmatico in grado di coinvolgere tutti.

S’avanza

Nonostante questo, non abbandonerà mai la ricerca e la tecnica divisioniste. Lo dimostra con il dipinto S’avanza che fa il giro delle mostre più importanti: Firenze, Torino, Dresda. L’opera ha un carattere simbolista perché la figura che avanza del titolo è la morte che sta per cogliere una ragazza tisica sdraiata su una poltrona nel cortile di una villa.

La luce crepuscolare, il fatto che della ragazza non si veda nulla, se non una mano che cade dalla poltrona, lasciano un alone di mistero. Questo senso di inquietudine è provocato anche dal modernissimo taglio fotografico e ravvicinato del dipinto.

Il tema della vecchiaia

Ai primi del Novecento torna anche al tema degli anziani del Pio Albergo. Utilizza sempre di più le fotografie per indagare al meglio gli effetti della luce e le espressioni dei personaggi che popolano le scene.

Tra l’altro il contatto epistolare con Pellizza ci conferma la volontà di Angelo Morbelli di realizzare un ciclo interamente dedicato agli anziani. Tema sociale questo a lui carissimo, tanto che decide di sistemare il suo studio nel Pio Albergo.

Fanno parte di questa serie Mi ricordo quand’ero fanciulla, Il Natale dei rimasti e Poema della vecchiaia. In questi dipinti si nota come oramai la tecnica divisionista sia giunta a maturità.

Dalla metà degli anni Dieci Angelo Morbelli effettua diverse ricerche incentrate sul paesaggio, ritraendolo dalla sua villa alla Colma di Monferrato. Ne sono un esempio Era già l’ora che volge al desio, titolo dantesco per una scena crepuscolare e numerose vedute del giardino. Paesaggi quasi tutti esposti a Roma presso la Società Amatori e Cultori delle Belle Arti.

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