Morgari Pietro

Pietro Morgari. Almea. Tecnica: Olio su tela, 135 x 187 cm. Firmato e datato al centro a sinistra "Morgari Pietro settembre 1874"
Almea. Tecnica: Olio su tela, 135 x 187 cm. Firmato e datato al centro a sinistra "Morgari Pietro settembre 1874"

Biografia

Pietro Morgari (Torino, 1852 – Londra, 1885) figlio di Rodolfo (1827 – 1909) e cresciuto in una famiglia di pittori e decoratori da diverse generazioni, viene subito avviato alla pittura. Ben presto, affianca il padre nella realizzazione di alcuni cicli di affreschi in area piemontese.

Adolescente, inizia a frequentare l’Accademia Albertina di Torino, studiando al seguito di Enrico Gamba (1831-1883) e Andrea Gastaldi (1826-1889). In questa prima fase si rivela subito la straordinaria scioltezza interpretativa del giovane, che inizialmente segue i suoi maestri nella scelta di soggetti storici.

Esordisce alla Promotrice torinese del 1872, quando ha solo vent’anni, ma il vero successo giunge alla Promotrice del 1875, con il suo più famoso dipinto, di genere orientalista.

Versato nell’esecuzione di dipinti di storia, ritratti e nudi, tuttavia Pietro Morgari è soprattutto conosciuto per i suoi dipinti animalier, dedicati in particolar modo ai cani di tutte le razze, suo grande amore.

La pittura di genere animalier

È certo che il pittore possedesse diversi cani come i levrieri e che amasse ritrarli come uomini nel loro status di borghesi, all’interno di salotti eleganti o protagonisti di seducenti e aneddotiche scene di genere.

Proprio per l’ottimale riuscita di questi dipinti di animali, lo stesso pittore inventa strumenti e accorgimenti meccanici da lui studiati nei minimi dettagli, per garantire pose particolari e scenette gustose tra cani. Espone regolarmente alla Promotrice torinese fino al 1884 e nel 1883 partecipa alla Mostra Nazionale di Belle Arti di Roma.

Negli ultimi anni, i suoi dipinti vengono esposti a Parigi e Londra, città dove ottiene sin da subito un enorme successo con i suoi caratteristici dipinti di cani. Non si tratta di mere scenette divertenti, ma di dipinti costruiti da una pennellata rapida e sciolta e da un tocco originalissimo, che accompagnano i ritratti di animali con acuta emotività da parte dell’autore.

Nonostante il successo, Pietro Morgari, forse perché il meno acclamato della sua famiglia di grandi pittori torinesi, muore suicida a Londra, nel 1885, a soli trentatré anni, tormentato da una personalità particolare e fortemente emotiva.

Pietro Morgari: i dipinti di animali con un segno accattivante

Pietro Morgari esordisce alla Promotrice di Torino del 1872 con il dipinto di ispirazione letteraria Povera Imelda. Giovane andalusa, dipinto seducente e cromaticamente vivace compare alla Promotrice genovese del 1873, accolto con piacere.

Ma un enorme successo di pubblico e di critica giunge solamente alla Promotrice di Torino del 1875, quando espone Almea. La protagonista, l’almea, è la tipica odalisca egiziana versata nel canto e nella danza. L’ambientazione calda di un harem orientale fa dell’opera il massimo capolavoro dell’artista, mai eguagliato in seguito dalla sua produzione animalier.

Alla Promotrice del 1877 propone il dipinto di genere Attori girovaghi, dipinto acquistato da Vittorio Emanuele II. Dunque, il successo di Pietro Morgari è immediato e ampio, anche quando nel 1880, sempre a Torino, presenta L’ultima caccia del Conte Rosso. 

Espone anche Violazione di confini, in cui un cavallo sembra aver oltrepassato la linea di confine con la cuccia dei cani, che rabbiosi abbaiano e protestano in difesa dei loro cuccioli.

Questo primo dipinto rivela la grande capacità del pittore nel rendere le espressioni degli animali, quasi come se fossero quelle di personaggi umani. Al 1881 risalgono Romola, Armonie dei boschi e Ritratto di donna.

Nello stesso anno prende parte alla Mostra Nazionale di Milano con Desolazione, dipinto più volte riprodotto con incisioni, che ritrae un cane abbandonato, perso e solo nella campagna.

Ritratto di cane e Ritratto di donna con cane vengono esposti alla Promotrice di Torino del 1882, Prime confidenze, Maggio, Rêverie e Gioventù a quella del 1883. Sempre nel 1883 espone alla Nazionale di Roma Dolor, ottenendo un vasto successo che poi lo conduce ad esporre a Parigi e a Londra, dove è amatissimo. Al 1884, anno della sua morte, risalgono Caccia alla volpe e Idillio.

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