Olivari Eugenio

Eugenio Olivari. Nel Sole del Mattino, 1912. Tecnica: Olio su tela
Nel Sole del Mattino, 1912. Tecnica: Olio su tela

Biografia

Eugenio Olivari (Genova, 1882 – 1917) si avvicina alla pittura in età molto precoce. Inizia a frequentare l’Accademia Linguistica di Genova nel 1899, a diciassette anni, sotto la guida di Giovanni Quinzio (1832-1918). Ben presto, si specializza nella pittura di paesaggio declinata in senso divisionista, anche grazie alla frequentazione di Giuseppe Cominetti (1882-1930), suo coetaneo originario di Salasco.

Il Gruppo di Albaro

Negli anni Novanta, si avvicina a Plinio Nomellini (1866-1943), giunto a Genova proprio nel 1890. Attorno al pittore livornese si raccolgono immediatamente diversi pittori, per la maggior parte Genovesi, che sono conosciuti con il nome di Gruppo di Albaro.

Su questa collina genovese, pittori come Giuseppe Sacheri (1863-1950), Angelo Vernazza (1869-1937) e Eugenio Olivari stesso si riuniscono per portare avanti una pittura che unisca il paesaggio tradizionale con la tecnica divisionista.

Nel 1903, esordisce alla Promotrice genovese per poi prendervi parte per altri dodici anni, fino al 1915. Nel corso della sua breve carriera artistica, il pittore partecipa a numerose e prestigiose rassegne italiane, come quella milanese del 1906 per il Traforo del Sempione, le Biennali veneziane del 1907, 1909, 1910 e 1912 e la Secessione romana del 1915.

La vita culturale genovese

Nel corso delle sue sessioni di pittura all’aperto, conosce Rubaldo Merello (1872-1922) e ne condivide l’esperienza divisionista e l’amicizia con Plinio Nomellini. Al 1906 risale la sua frequentazione del gruppo di intellettuali e artisti chiamato “Società di letture e conversazioni scientifiche”, partecipando attivamente alla vita culturale genovese.

La pittura di Eugenio Olivari è costantemente pervasa da un’intima sensazione di connessione con la natura. Il suo divisionismo è calibrato e ricco di elementi lirici e poetici di grande ritmo evocativo. Questo avviene in particolare per le marine e per i paesaggi spesso visti attraverso finestre aperte che gettano luce in interni in penombra.

Negli anni Dieci e fino alla sua prematura morte, il pittore abbandona in parte il Divisionismo in favore di una pennellata più sciolta e corposa, libera da convenzioni. I suoi studi e i suoi paesaggi risultano comunque sempre pervasi da una diffusa ed equilibrata luminosità e da una tavolozza estremamente accesa.

Nel 1914 attraversa una crisi che lo porta a rifiutare la sua partecipazione alla Biennale di Venezia, anche se comunque non abbandona la Promotrice genovese. Muore nel 1917, a soli trentacinque anni, nella sua Genova.

Eugenio Olivari: un Divisionismo luminoso ed intimo

Dopo aver partecipato alla Promotrice genovese del 1903 con una veduta, Eugenio Olivari viene invitato a partecipare alla Mostra di Milano del 1906. Vi espone i due paesaggi lirici e già divisionisti Crepuscolo estivo e Sera in giardino, che gli garantiscono l’apprezzamento della critica.

Alla Promotrice genovese dello stesso anno espone Mattino di marzo in Liguria, la fontana sotto la luna e Colloquio. Sono gli anni in cui partecipa attivamente alla vita culturale della sua città, unendosi agli altri pittori divisionisti. Nel 1907 prende parte alla sua prima Biennale di Venezia con Paese e Il parco.

Marine e paesaggi liguri

Crepuscolo estivo, Canzone d’autunno, Sera in giardino e Nubi rosa compaiono sempre nel 1907 alla Promotrice genovese, mentre nel 1908 vi espone gli intimi ed espressivi dipinti Sera d’autunno, Notte lunare e Mattino a San Fruttuoso. Con i Cipressi partecipa alla Biennale del 1909 e con Tramonto in riviera e Sera sul mare a quella del 1910.

Un senso di mistero e pace emerge dai dipinti di questi anni, sempre trattati con una attentissima ricerca degli effetti di luce, anche e soprattutto in quelli notturni o crepuscolari. Alla Promotrice di Genova del 1911 espone gli emblematici dipinti Terrazzo sul mare, Pomeriggio d’agosto, Alba, Sestri Levante e Nubi d’estate, Viareggio.

A questo punto, abbandona gradualmente la tecnica divisionista per adottare una tecnica più ampia e libera, a tratti carica di colore. Nel 1912 prende parte alla sua ultima Biennale di Venezia con le tele Giorno d’estate, Pineta sul mare e Sera d’estate sulla spiaggia. Invece, tra le opere presentate alla Promotrice genovese dello stesso anno compare il luminosissimo Nel sole del mattino, accompagnato da Autunno in giardino e Giardinetto in Riviera.

Al 1913 risale la sua partecipazione alla Secessione romana con Ingresso nel porto seguita dalla seconda nel 1915 con Sera. Alla sua ultima Promotrice prima della morte, Eugenio Olivari espone Giardino a Venezia, Mattino di pioggia in piazza san Lorenzo, Sotto i pini, Sera a san Fruttuoso e Neve in Liguria.

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