" /> Ottilio Pesci, Scultore | Acquisto Opere, Biografia, Valutazione Gratuita

Pesci Ottilio

Ottilio Pesci. Donna Giapponese (dettaglio). Scultura in bronzo
Donna Giapponese (dettaglio). Scultura in bronzo

Biografia

Ottilio Pesci (Perugia, 1877 – Liguria, 1959) dopo essersi formato all’Accademia di Belle Arti di Perugia e dopo aver passato i primi anni nella sua città, decide di trasferirsi, ancora molto giovane, a Parigi.

Qui, svolge con successo l’attività di scultore, dedicandosi a ritratti e a piccoli soggetti di genere. Espone diverse volte alla Nationale des Beaux-Arts e, a cominciare dal 1904 è presente regolarmente ai Salon parigini.

L’incontro con la cultura giapponese

La vicenda artistica di Ottilio Pesci è strettamente ed insolitamente legata alla cultura giapponese. Durante i suoi anni di permanenza a Parigi, ha la fortuna di imbattersi in Théodore Duret, giornalista e critico d’arte molto vicino agli Impressionisti ed autore del saggio Critique d’Avant Garde, nel 1885.

Duret è anche un noto conoscitore ed estimatore di stampe giapponesi e ha il merito di iniziare l’artista perugino alla cultura orientale. La conoscenza tra i due è testimoniata anche da un ritratto di Duret che Ottilio Pesci realizza nel 1912, oggi conservato al Museo Cernuschi di Parigi, dedicato alle arti dell’Asia Orientale.

Proprio insieme al finanziere italiano Enrico Cernuschi, Duret aveva viaggiato in Giappone negli anni Settanta, riportando con sé una vasta produzione di vasi, stampe, sculture e oggetti d’arte orientali. Così, profondamente catturato da questa cultura, anche Ottilio Pesci, decide di trasferirsi in Giappone, dopo un breve soggiorno negli Stati Uniti.

Il trasferimento in Giappone

Lo scultore di Perugia giunge in Giappone nel 1912 e vi rimane fino al 1923. Qui, entra ben presto in contatto con le più influenti personalità della cultura e della politica, ottenendo importanti commissioni. La sua scultura, molto apprezzata dai collezionisti locali, approda a questo punto anche alle mostre di Tokyo.

Durante il lungo soggiorno giapponese, Ottilio Pesci conosce la sua futura sposa, Ura Okumura, figlia di un influente commerciante di stampe tradizionali giapponesi. Così, i coniugi, rientrati a Parigi nel 1923, portano con loro una cospicua serie di stampe, libri, sculture e oggetti artistici che hanno ispirato il linguaggio dello scultore per molti anni.

Alcuni di questi fogli e stampe, tra l’altro, oggi fanno parte della collezione del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi, ceduti dallo stesso Pesci nel 1925. Vivendo a Parigi fino al 1939 insieme alla moglie, continua a dedicarsi alle sue minute sculture di bronzo, tutte di genere orientalista.

Nel 1930 partecipa, con una di queste opere, alla Biennale di Venezia. Rientrato in Italia, si stabilisce in Liguria, dove muore nel 1959, ad ottantadue anni.

Ottilio Pesci: la scultura giapponista

La prima produzione dell’artista umbro Ottilio Pesci è legata alla scultura di genere. Nel 1907, quando già vive a Parigi, viene invitato a partecipare alla Mostra dei Divisionisti Italiani organizzata da Alberto Grubicy, fratello di Vittore (1851-1920). Vi espone due sculture: il Ritratto di Madame X e la piccola opera di genere La Gigolette.

Ma a seguito del suo interessamento nei confronti della cultura orientale e del suo trasferimento in Giappone, la sua produzione è soprattutto orientata verso soggetti giapponisti in bronzo. In effetti, giunto a Tokyo, viene subito accolto dall’entourage dell’imperatore Taisho, che gli commissiona numerosi ritratti ufficiali.

A questo punto, diviene una sorta di ritrattista di corte, ma rimane impegnato anche nella piccola produzione di genere, caratterizzata da un’attenta trattazione di particolari e da un acuto sguardo verista.

I soggetti di Ottilio Pesci vedono come protagonisti soprattutto danzatrici giapponesi, piccole fanciulle coperte da ombrellini e avvolte nei tradizionali kimono e uomini in diversi atteggiamenti ed in abiti tipici.

Nel 1930, partecipa alla Biennale di Venezia con una scultura ancora legata al periodo giapponese, Il maresciallo principe Yagamata. Tra le opere più conosciute di Ottilio Pesci vi sono Giapponesina e Geisha.

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