" /> Silvio Poma, Pittore | Acquisto Opere, Biografia, Quotazione Gratuita

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Silvio Poma. In Riva al Lago. Tecnica: Olio su tela
In Riva al Lago. Tecnica: Olio su tela

Biografia

Silvio Poma (Trescore Balneario, 1841 – Turate, 1932) inizia la sua carriera lavorativa come militare. Studia presso il collegio militare di Ivrea e poi partecipa come volontario alla seconda guerra d’indipendenza. Come ufficiale, prende parte alla terza guerra d’indipendenza nel 1866 e poi viene mandato al sud a combattere il brigantaggio.

Ben presto, però, avendo contratto la malaria ed essendosi indebolito molto, è costretto ad abbandonare la vita militare. Questo evento gli dà modo di ritornare alla pittura, che aveva studiato da giovane, prima di intraprendere l’attività di soldato, al fianco di Giovanni Battista Lelli (1828-1898), pittore originario del bergamasco come lui e di Gerolamo Induno (1825-1890), suo compagno nella campagna del 1859.

Dalla carriera militare alla pittura

Silvio Poma esordisce nel campo della pittura di storia e dei soggetti ispirati agli episodi risorgimentali. Ma quasi immediatamente, abbandona questo genere per dedicarsi al paesaggio. I luoghi che principalmente ama dipingere sono quelli del Lago di Garda, del Lago Maggiore e del Lago di Como.

Anche la Brianza è uno dei suoi luoghi prediletti, ritratta nella lentezza della ciclicità stagionale e nella realtà del lavoro agricolo. L’esordio di Silvio Poma avviene presso l’Esposizione di Belle Arti di Milano del 1872. Da questo momento in poi, espone regolarmente alle più importanti manifestazioni artistiche italiane.

Prende parte alle Promotrici torinesi, alle annuali braidensi, alle Promotrici di Firenze, ma anche alle Esposizioni Nazionali di Venezia, Roma e Bologna. Nel corso degli anni, Silvio Poma ottiene numerosi premi e riconoscimenti e soprattutto si dedica con laboriosità instancabile alla realizzazione di paesaggi di grande respiro.

Se all’inizio la sua pittura risulta ben definita ed equilibrata dal punto di vista cromatico, in un secondo momento, verso la fine dell’Ottocento, si fa più sintetica e veloce. Questo si verifica in concomitanza con la frequentazione degli artisti scapigliati a Milano, cui si avvicina solamente per alcuni aspetti formali e cromatici.

L’ultima, importante mostra cui partecipa è quella del 1906 a Milano per l’inaugurazione del Traforo del Sempione. Dopodiché, ormai anziano, si ritira a vita privata nella Casa dei Veterani di Turate per trascorrervi serenamente la vecchiaia. Vi muore nel 1932, all’età di novantuno anni.

Silvio Poma: gli ariosi paesaggi della Lombardia

L’esordio di Silvio Poma come paesista avviene alla Mostra di Milano del 1872, dove espone Cascinale nelle vicinanze di Porta Vittoria e Paesaggio in Val Seriana. L’anno successivo, a Torino, espone Scena in valle Maggia (Svizzera) e nel 1874 Vicinanze di Milano, Fusio, Valle d’Otro e La foce del torrente Olen presso Alagna (dal vero).

Inizialmente, la pittura di Silvio Poma si concentra interamente su la scelta di una tavolozza calibratissima che riesce a valorizzare su tela il paesaggio alpino lombardo. La stesura è delicatissima, tutta a punta di pennello, come dimostrano soprattutto i riflessi delle montagne e delle figure nei laghi.

Alla Nazionale di Napoli del 1877 espone Lecco ed il Monte Barro e Il Monte san Martino – Lago di Lecco, dipinto acquistato da un mercante straniero. L’attenzione al vero, alla luce, alle variazioni atmosferiche delle stagioni e del tempo colpiscono anche il re Vittorio Emanuele II, che nel 1876 acquista il dipinto oggi disperso Da Malgrate a Lecco.

All’Esposizione di Torino del 1880 si presenta con Le cave di granito presso Baveno e con Strada di Baveno a Feriolo (Lago Maggiore), mentre nel 1881 espone Il Monterosso, Il Lago di Lecco alla riva di Liscione e L’abbadia sul Lago di Lecco. Nel 1883, Silvio Poma partecipa alla Mostra di Belle Arti di Roma, presentandovi Lago Maggiore (Punta di Pollanza), Lago di Pescate, Bosco presso Abbadia e Lago di Garda.

La maturità: una pittura più sciolta e sintetica

Tra gli anni Ottanta e Novanta, raggiunta la maturità artistica e personale, Silvio Poma si avvicina agli artisti della Scapigliatura. Non ne condivide né temi, né modo di vivere, ma viene sicuramente influenzato, almeno in modo superficiale, dalla loro pittura vaporosa, indefinita, evanescente.

I suoi paesaggi si fanno più compendiari, come si nota da quelli presentati all’Esposizione Nazionale di Venezia del 1887: Pescarenico sull’Adda, Il Ponte di Lecco, La punta di Bellagio e Sul Lago. A Bologna, nel 1888 espone Alture di Menaggio e la punta di Bellagio e Pescarenico e il Monte san Martino.

Per tutti gli anni Novanta, Silvio Poma partecipa soprattutto alle Promotrici torinesi, esponendo paesaggi quali Scogliera del Sasso di Ferro nel 1890, La punta di Dervio nel 1895, Lago di Lugano nel 1897, Palude nel 1898. Nel 1906, compare per l’ultima volta all’Esposizione di Milano, con il maestoso paesaggio Il Monte Rosa e le Prealpi del Lago Maggiore.

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