Luigi Premazzi

Luigi Premazzi. Il Duomo visto da Corso Francesco. Tecnica: Olio su tela
Il Duomo visto da Corso Francesco. Tecnica: Olio su tela

Biografia

Luigi Premazzi (Milano, 1814 – Costantinopoli, 1891) si forma presso l’Accademia di Brera a Milano, specializzandosi nella veduta prospettica.

Esordisce proprio a Brera nel 1833, con alcune vedute dedicate a facciate di chiese milanesi, eseguite con esemplare precisione ottica e rigore prospettico, nella migliore tradizione vedutistica lombarda che deriva da Giovanni Migliara (1875-1837) e da Giuseppe Canella (1788-1847).

Continuando ad esporre a Brera per tutti gli anni Trenta e Quaranta, guadagna gradualmente il favore del pubblico e della critica, che sa apprezzare l’ariosità e l’ampiezza chiara del paesaggio di Luigi Premazzi.

Il trasferimento a San Pietroburgo e i numerosi viaggi

Negli anni Cinquanta, decide di lasciare l’Italia per trasferirsi in Russia, a San Pietroburgo, dove continua a lavorare come vedutista. Conquistata l’attenzione dell’Accademia Imperiale di Belle Arti, ottiene la cattedra di paesaggio, che lo impegna per diversi decenni.

Durante gli anni di attività didattica, Luigi Premazzi continua a dipingere instancabilmente, ottenendo dalla corte imperiale di compiere alcuni viaggi nella Penisola Scandinava, nel Caucaso e in Medio oriente per raccogliere studi ed impressioni di quelle terre lontane.

Quindi, all’interno della copiosa produzione vedutistica del pittore, compaiono numerose immagini di un Oriente soleggiato, con i suoi porti, i suoi mercati e i suoi deserti, ma anche di un Nord Europa poco conosciuto ed esplorato con spirito d’avventura e curiosità artistica.

Tra le caratteristiche preponderanti dell’opera del pittore rimane comunque l’approccio chiaro e limpido della veduta, che risponde sempre alle regole di precisione prospettica e di descrizione lenticolare dei particolari, senza tralasciare il grande respiro dell’immagine.

All’Ermitage di San Pietroburgo sono conservati diversi dipinti dell’autore, soprattutto vedute prospettiche d’interni tese a glorificare la magnificenza delle case aristocratiche di duchi e conti con la tecnica dell’acquarello, che gli procura un enorme successo e una grande quantità di incarichi ufficiali.

Durante i suoi anni in Italia e in Russia non manca di partecipare ad alcune mostre braidensi e alle Promotrici torinesi dal 1842 al 1881. Dopo gli anni Cinquanta, non rientra mai più in Italia e muore durante una sua spedizione a Costantinopoli nel 1891, a settantasette anni.

Luigi Premazzi, un vedutista viaggiatore tra Europa e Oriente

Tra le prime opere presentate da Luigi Premazzi alla Mostra di Brera del 1833, compaiono Veduta della facciata della chiesa di San marco a Milano, Veduta della chiesa di San Lorenzo a Milano e Veduta della parte posteriore del Duomo di Milano.

In queste vedute già si nota il suo indirizzo artistico, orientato sulla pittura di prospettiva ereditata dal maestro Migliara. Tra le altre opere dedicate a Milano e realizzate tra gli anni Trenta e Quaranta, vi sono La basilica di S. Lorenzo da piazza Vetra del 1838 e La contrada del Brolo.

All’Esposizione di Torino del 1842, è presente con ben undici opere ancora dedicate alla sua regione ed al Piemonte, tra cui Cortile dell’Arcivescovado di Milano, Corso di Porta Orientale, Veduta della Piazza di Moncalieri e Interno della Chiesa di San fedele di Como.

L’anno successivo, sempre a Torino, Luigi Premazzi presenta alcune vedute d’invenzione, tra cui Interno di un convento di monache, Atrio antico e Cortine di un monastero. Partecipa ancora regolarmente a questa rassegna fino al 1848, prima della partenza per la Russia, presentando vedute come Interno della grotta di san Vettore a Brembatta in Lombardia, Piazza di S. Fedele a Milano, Chiesa di s. Eustorgio in Milano.

Ritorna ad esporre a Torino nel 1880. Con una piccola personale in cui compaiono venti sue opere, Luigi Premazzi narra la sua esperienza fuori dall’Italia, tra la Russia, il Medio oriente e la Finlandia.

Tra le vedute esposte vi sono quelle che riassumono quasi tutti i sui viaggi: Crimea, Bakciseray, Caucaso, Varzia convento scavato nella roccia, Caucaso, Defilé du Darial, Crimea, Capo di San Giorgio presso Balaclava, Tiflis, Ponte Avlabar sul fiume Kur, Camera da pranzo principesca a Pietroburgo, Tiflis, Via dei calzolari asiatici, Caucaso, Monte Ararat, Crimea, Villa del principe Voronzow e Case a Bazar Tartaro.

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