Previati Gaetano

Gaetano Previati. Maternità
Maternità (dettaglio). Tecnica: Olio su tela, Firma in basso a destra

Biografia

Gaetano Previati (Ferrara, 1852 – Lavagna, 1920) nasce da una famiglia della piccola borghesia. Nel 1870 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Ferrara, ma dopo tre anni si trasferisce a Livorno per prestare servizio militare. Spostatosi a Firenze nel 1876, comincia a frequentare lo studio del pittore di storia Amos Cassioli (1832-1891).

Ma si rivela un esercizio di breve durata, perché un anno dopo si trasferisce a Milano. Qui si iscrive all’Accademia di Brera e segue di corsi di Giuseppe Bertini (1825-1898). Inizia così il periodo in cui si specializza nella pittura di storia di matrice romantica. Solo dalla metà degli anni Ottanta comincia a frequentare gli ambienti della Scapigliatura milanese.

Gli anni Novanta

Avvicinatosi ai temi della scapigliatura ma anche a quelli del simbolismo internazionale, Gaetano Previati partecipa alla Triennale di Brera del 1891 approdando alla tecnica divisionista. In questa occasione conosce Vittore Grubicy de Dragon (1851-1920) con cui stipula un contratto che gli permette di dedicarsi tranquillamente alla ricerca artistica.

Questo è infatti un periodo di intense sperimentazioni e suggestioni che l’artista riceve dalla letteratura, dai Preraffaelliti e dagli amici divisionisti come Giovanni Segantini (1858-1899). Compie molti viaggi soprattutto in Liguria, dove può più di prima dedicarsi alla ricerca cromatica, influenzato dai colori così diversi del paesaggio ligure.

Il successo nel nuovo secolo

Grazie all’azione di promozione svolta da Alberto Grubicy, fratello di Vittore, Gaetano Previati inizia ad esporre in diverse città italiane ed europee. Partecipa infatti alla Secessione di Berlino del 1902, alla Quadriennale di Monaco del 1905, alla mostra divisionista di Parigi del 1907. L’attività svolta dai fratelli porta Previati a rinnovare nel 1911 il contratto con la loro società.

Questo fa sì che un gruppo delle sue opere entri a far parte di una mostra divisionista itinerante da loro promossa.
Purtroppo, nel 1917 la tragiche morti del figlio e della moglie lo portano a porre fine alla sua attività artistica. L’ultima mostra a lui dedicata sarà la personale di Milano del 1919 quando è ancora in vita ma ormai lontano dalla scena artistica. Muore solamente un anno dopo a Milano.

Gli inizi: la pittura di storia

Ancora studente all’Accademia di Brera, nel 1879 vince il premio Canonica con il dipinto di storia Gli ostaggi di Crema. È la fase giovanile in cui Previati è potentemente influenzato dalla poetica romantica intrisa di richiami patriottici e storici. Lo ispirano la letteratura e la lirica in dipinti come Valentino a Capua  o Paolo e Francesca, anche se l’opera dantesca ritornerà più volte.

In questo periodo i dipinti di Previati offrono spunti e richiami che lo collegano direttamente alle espressioni di Domenico Morelli (1826-1901). Immaginazione e realtà sono unite in un connubio esplicitamente morelliano in opere come Ecce Homo, Dolor materno, Via Crucis. Quest’ultimo un affresco per il cimitero di Castano Primo realizzato proprio quando Gaetano Previati apre il suo studio a Milano nel 1881.

Suggestioni scapigliate

Negli anni Ottanta l’artista effettua un passaggio graduale dalla pittura di storia di matrice romantica ad opere dalla chiara influenza scapigliata. Entra infatti in contatto con l’ambiente maledetto, ma intensamente attivo e geniale della Scapigliatura milanese. Riceve le suggestioni pittoriche di Tranquillo Cremona (1837-1878) e l’eredità delle immagini simboliste, visionarie e “gotiche” di Luigi Conconi (1852-1917).

Con quest’ultimo in particolare si lega dal punto di vesta personale, approdando ad una pittura carica delle già presenti riflessioni letterarie. Emilio Praga e altri autori come Carlo Dossi si erano addentrati nello studio di Baudelaire, Hoffman, Shelley. Non è un caso che Gaetano Previati nel 1887, si dedichi alle illustrazioni per le Storie straordinarie di Edgar Allan Poe, purtroppo respinte dalle case editrici.

In ogni caso questa sperimentazione simbolista di carattere europeo lo fa affiancare dalla critica ad artisti come Odilon Redon (1840-1916) o Félicien Rops (1833-1898). Inoltre lo spinge ad affrontare temi perturbanti e mistici, come nelle Fumatrici d’oppio del 1887.

Non sono solo i temi della Scapigliatura a penetrare nel linguaggio di Gaetano Previati, ma anche la tecnica pittorica. Comincia ad adottare una pittura vibrante, materica, filamentosa, tormentata e a tratti impalpabile, come quella di Cremona o Conconi. Soltanto pochi anni dopo aderirà alla divisione dei colori.

Gaetano Previati. Il Divisionismo

Il permanere della radice simbolista

Nel 1891 Gaetano Previati partecipa alla prima Triennale di Brera con l’opera Maternità con cui giunge all’uso della tecnica divisionista. Il contatto con Grubicy, conosciuto proprio alla Triennale, lo spingerà ancora di più ad addentrarsi nel Divisionismo. Quello che permane come un sostrato sempre attivo in Previati è la tematica simbolista. La maternità stessa è vista nella sua accezione più spirituale e mistica.

I filamenti dei colori divisi contribuiscono a dare una sensazione di luminosità diffusa non di carattere terrestre, ma sicuramente divino o simbolico. Sembrano quasi ricordare le grandi composizioni absidali bizantine in cui la piattezza delle figure dimostrava una atemporale impalpabilità e ieraticità.

Allo stesso tempo, ciò che traspare è anche l’incredibile tenerezza del gesto materno. Non a caso, il dipinto alla Triennale viene allestito accanto a Le due madri di Segantini sicuramente più terreno e naturalista di quello di Gaetano Previati.

Maternità non viene pienamente accolta a Milano, invece verrà ospitata e ampiamente apprezzata al Salon della Rose-Croix di Parigi l’anno successivo. Da questo momento comunque, l’artista approfondisce la tecnica divisionista in dipinti come La Madonna dei gigli del 1894 e I funerali della Vergine del 1895.

In questi anni ritorna anche ai classici riferimenti letterari tramite l’illustrazione de I promessi sposi per la nuova edizione Hoepli del 1896. Inoltre, insieme a Conconi e Attilio Pusterla (1862-1941) si occupa di una serie di disegni destinati ad un padiglione mobile che non verrà mai realizzato.
Questo avrebbe dovuto illustrare l’Inferno dantesco, visto anche attraverso il filtro delle influenze ricevute dal linguaggio dei preraffaelliti, in particolare di Dante Gabriel Rossetti (1828-1882).

Il soggiorno il Liguria

Nel 1898 si trasferisce a Lavagna in Liguria. Qui, grazie al contratto per la vendita delle sue opere firmato con Grubicy, può godere di una discreta tranquillità economica, quindi dedicarsi a nuove sperimentazioni. È proprio in questi anni infatti che realizza La danza delle ore in cui emerge in tutto e per tutto il simbolismo della luce. Essa esplode da un nucleo e si dipana grazie ai raggi divisi, frazionati, accecanti.

Proprio come avviene in altri dipinti dello stesso genere, La caduta degli angeli o La creazione della luce, esposte a New York nel 1913. In queste opere traspare la raffinata tecnica usata da Gaetano Previati e teorizzata nel 1905 ne I principi scientifici del divisionismo. Scritto questo che tanto influenzerà il primo linguaggio del Futurismo e in particolare quello di Umberto Boccioni (1882-1916).

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