Quadrone Giovanni Battista

Giovanni Battista Quadrone. Pranzo Democratico - Tecnica: olio su tavola, 32 x 44 cm
Pranzo Democratico. Tecnica: Olio su Tavola

Biografia

Giovanni Battista Quadrone (Mondovì, 1844-Torino, 1898) nasce in una famiglia benestante in Piemonte.  Nel 1861 comincia a frequentare l’Accademia Albertina di Torino, dove segue i corsi di Enrico Gamba (1831-1883) e Gaetano Ferri (1822-1896). Inizialmente dunque, influenzato dagli insegnanti, esordisce sulla loro scia prediligendo i temi storici e letterari.

In un secondo momento, visto il poco successo di mercato delle sue tele, decide di abbandonare la pittura di storia e di rivolgersi verso altre tematiche. Trova la soluzione nella pittura di genere in costume storico, che garantisce a Quadrone un immediato riscontro economico.

Il viaggio a Parigi

Proprio quando decide di farsi interprete di questo tipo di pittura, Giovanni Battista Quadrone compie un viaggio a Parigi tra il 1869 e il 1870. Su di lui non hanno effetto gli sviluppi della pittura realista en plein air, ma al contrario trova tutta la sua ispirazione nei maestri della pittura di genere.

Infatti, proprio Jean-Louis Ernest Meissonier e Jean-Léon Gérôme, pittori prediletti da Adolphe Goupil e dunque dai collezionisti aristocratici, gli forniscono la chiave del proprio linguaggio.

Campioni dei quadri da cavalletto, del genere in costume sei e settecentesco, ma anche di ambientazioni orientaleggianti, sono insieme a Mariano Fortuny (1838-1874) gli interpreti maggiori della pittura alla moda.

Un immediato successo di mercato

Ecco che Quadrone, tornato a Torino, si fa promotore di scene di genere minuziosamente descritte e curate fino al minimo particolare. Non a caso verrà soprannominato il “fiammingo piemontese”. Il successo aumenta vertiginosamente, insieme ai contratti con le maggiori gallerie europee.

Ben presto arriva l’accordo con il mercante fiorentino Luigi Pisani, per cui lavora per un lungo periodo. Accanto alla pittura in costume, Giovanni Battista Quadrone, esperto cacciatore, si fa interprete anche di quadri di caccia. I frequenti soggiorni in Sardegna lo aiutano in questa nuova fase pittorica.

Negli ultimi anni, si dedicherà anche a quadri circensi, sempre caratterizzati dalla tipica precisione descrittiva. Nel pieno del successo di critica e di pubblico, muore a Torino nel 1898. La Promotrice torinese, l’anno successivo realizzerà una sua personale con trecento opere.

Gli esordi come pittore di storia

Giovanni Battista Quadrone esordisce nel 1865 alla Promotrice di Belle Arti di Torino. È evidente l’influenza dei maestri Gamba e Ferri, nella predilezione del genere storico. Proprio nel 1865 infatti, presenta Vittor Pisani in carcere, mentre nel 1866 Amleto al camposanto, dipinto oggi conservato nella Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino.

L’anno successivo, forse l’ultimo in cui si dedica alla pittura storica, espone Margherita, personaggio letterario del Faust goethiano. Proprio in questi anni si rende conto di come ormai la pittura di storia abbia quasi del tutto perso valore commerciale. Guadagnando ben poco, decide presto di dedicarsi alla pittura di genere.

La pittura di genere in costume storico

Nel 1869, L’agguato, dipinto di transizione tra l’opera in costume e il genere storico, viene acquistato dalla Galleria d’Arte Moderna di Torino. Quadrone capisce che la pittura di genere è la sua strada. Il contatto con Meissonier e Gerôme a Parigi, lo fa addentrare completamente nella pittura francese alla moda.

Una pittura dettagliata, luminosa, traslucida, briosa. La conferma dell’aver intrapreso la giusta strada proviene dalla vendita immediata di Un giullare alla Promotrice del 1871. Da qui, il commercio delle sue opere si fa incessante e Giovanni Battista Quadrone insiste sul filone sei e settecentesco che diventa la sua cifra caratteristica.

Ne è un esempio La lettura di una poesia giocosa, esposta a Parigi nel 1878. Nel dipinto ricalca la seducente pittura di Meissonier. La frivolezza tematica però viene accompagnata da una resa coloristica ben superiore, elemento tipico di tutta la sua produzione.
Le piacevoli composizioni neo seicentesche lo portano al culmine del successo alla fine degli anni Settanta, quando firma il contratto con Luigi Pisani.

Scene di caccia in Sardegna

Grande appassionato di caccia, all’inizio degli anni Ottanta, Giovanni Battista Quadrone parte per la Sardegna diverse volte. Qui, non solo si dedica ad una serie di opere venatorie caratterizzate da una particolare precisione, ma anche a scene folkloriche. Sono esempi di questa fase Processione in Sardegna, Dopo una battuta, Ronzino sardo, Una vecchia berlina, Negozianti ambulanti.

È proprio in queste opere che si nota come giustamente Quadrone sia stato affiancato ai fiamminghi. La perizia di particolari nel ritrarre le ambientazioni rurali e gli animali, lo rendono pienamente adeguato a questa definizione.

Gli ultimi anni e le scene circensi

Nell’ultima fase pittorica di Giovanni Battista Quadrone si fa spazio sia una pittura intima che rende protagonisti gli affetti dei personaggi, sia il genere circense. Nel 1890 inizia questa fase tematica con Le oche ammaestrate al circo, comprato da un collezionista di Basilea.

Poi, alla prima Biennale di Venezia del 1895, espone il dipinto Il circo. L’opera è piccola, ma conta un gran numero di personaggi, tra circensi e pubblico. Mostra l’eccezionale resa dettagliata di ogni piccolo elemento scenico, dai vestiti alle espressioni dei protagonisti.
È stata molto apprezzata dal pubblico per la sua attenzione alla verità minuziosa e particolareggiata, ma meno dalla critica, più avvezza ai suoi quadri di genere.

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