Querena Luigi

Luigi Querena. Tramonto Veneziano. Tecnica: Olio su tela
Tramonto Veneziano. Tecnica: Olio su tela

Biografia

Luigi Querena (Venezia, 1820 – 1890) figlio del pittore neoclassico Lattanzio (1768-1853), si specializza soprattutto nelle vedute di Venezia e nella realizzazione di interni. Si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove si fa notare subito per la sua spiccata abilità nella veduta. Dunque, sin dagli esordi, il giovane Querena si distacca dalla pittura paterna, per aggiornare la tradizione vedutistica veneziana.

Parte dagli stilemi settecenteschi per rinnovarli, seguendo l’esempio delle vedute dai delicati contrasti luministici del milanese Giovanni Migliara (1785-1837). Partecipa con regolarità alle esposizioni di Torino e Genova e non di rado a quelle di Napoli e Milano.

Non manca nemmeno di esporre a Parigi nel corso degli anni Quaranta e Cinquanta. Esordisce a Venezia, con una veduta, nel 1847, e da questo momento esporrà fino al 1883.

L’impegno nei moti del ’48

Luigi Querena, nel 1848, partecipa ai moti rivoluzionari di Venezia, sostenendo l’instaurazione della Repubblica, durata fino all’anno successivo. Abbiamo testimonianza della sua partecipazioni ai moti insurrezionali veneziani grazie ad una bella serie di tempere dedicate da Luigi Querena a questo straordinario e importante evento della storia veneziana.

Esse sono conservate al Museo del Risorgimento di Venezia e sono anche accompagnate da un gruppo di oli commissionati dal conte Papadopoli. In queste narrazioni per immagini, troviamo una Venezia delle vedute tradizionali, denotata però da un accento nuovo, quello dell’evento storico o aneddotico le cui protagoniste sono piccole figure che animano la scena.

Viaggiatore instancabile, riporta le sue impressioni delle città che visita in diversi studi e oli, poi esposti in Italia. Riempito di committenze dall’aristocrazia veneziana e veneta, Luigi Querena dipinge con regolarità fino all’inizio degli anni Ottanta. Muore nella sua Venezia nel 1887.

Luigi Querena: vedute e interni veneziani

Luigi Querena esordisce nel 1847 a Venezia con una Veduta della Chiesa dei SS. Giovanni e Paolo. Già da questa prima prova si nota come il pittore sia essenzialmente legato al linguaggio della veduta classica veneziana. Con gli anni, però, grazie all’attenzione alle variazioni atmosferiche e luministiche, le sue vedute risultano più sciolte e caratterizzate da un notevole studio del dato reale.

Nel 1851 partecipa alla Promotrice di Torino esponendo uno degli oli dedicati ai moti veneziani del ’48, Esterno della Batteria di Sant’Antonio nel piazzale di mezzo del Ponte sulla Laguna, mentre viene colpita da un proiettile. L’anno successivo vi presenta La scala dei Giganti in Venezia e nel 1861 a Firenze espone invece Interno della Chiesa di San Marco a Venezia.

Una ricca attività espositiva

Attraverso una tavolozza vivida e vivace, rinnova, pur mantenendone i caratteri di base, la veduta veneziana, arricchendola anche di episodi storici. Infatti, a Genova nel 1863 Luigi Querena presenta Il Doge di Venezia riceve sulla piazzetta di San Marco la Regina Caterina Cornaro di ritorno da Cipro nel 1486.

Testimonianza dei suoi frequenti spostamenti in Italia, ma anche all’estero, sono le opere presentate a Genova nel 1865 che rappresentano diversi interni della Chiesa di Santa Maria in Castello a Genova. Risalgono al 1868 Sala dell’Archivio del Carmine a Venezia e Veduta del Canal Grande.

Grande successo ottiene Querena all’Esposizione di Milano del 1872, dove presenta di nuovo vedute dedicate ai moti veneziani del 1848: La via Eugenia negli ultimi giorni del bombardamento (1849), Primi momenti del bombardamento di Venezia nel 1849, Interno della Batteria di Sant’Antonio, da cui si vedono le batterie austriache.

Importante è la partecipazione di Luigi Querena all’Esposizione napoletana del 1877, in cui invia Interno della Sala dell’Assunta nella Reale Accademia di Belle Arti di Venezia, Interno di San Marco, Interno della Sala del Senato nel Palazzo Ducale di Venezia.

Naturalmente, le tradizionali vedute del pittore veneziano cominciano a cozzare con le grandi innovazioni veriste che comparivano nella stessa esposizione napoletana. Ma tra gli aristocratici veneziani fa ancora breccia il linguaggio di Luigi Querena che partecipa anche alla promotrice torinese del 1880.

Vi presenta Il Ponte di Rialto, Una seduta del Maggior Consiglio nel Palazzo Ducale (secolo XIII) e Sala della Crocifissione nella Scuola di San Rocco a Venezia. Nel 1883, compare per l’ultima volta ad una mostra a Genova, esponendo Pescheria a Venezia, Il ponte di Via Garibaldi, Piazzetta e Palazzo Ducale di Venezia.

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