Ricci Alfredo

Alfredo Ricci.Donna Clara. Illustrazione di Isaotta Guttadauro. Tecnica: Disegno
Donna Clara. Illustrazione di Isaotta Guttadauro. Tecnica: Disegno

Biografia

Alfredo Ricci (Roma 1864 – 1889) si dedica sin dalla giovane età alla pittura. Si iscrive all’Accademia di San Luca che però frequenta per un breve periodo. Dopo una prima incursione nella pittura di storia, si avvicina alla cerchia dei rappresentanti del Simbolismo romano.

Lavora nel suo studio di via Margutta 54, frequentato dai rappresentanti della letteratura decadentista da Gabriele D’Annunzio a Ugo Fleres a Adolfo De Bosis.

Diego Angeli nelle Cronache del Caffè Greco del 1930, inserisce Ricci tra principali ideatori della società legata al ribellismo artistico di Nino Costa (1826-1903) In Arte Libertas.

Pittore dalla personalità geniale, non ha potuto dare, purtroppo, tutto il suo contributo al Simbolismo romano. Muore molto giovane, nel 1889, all’età di 25 anni.

Il caffè greco

La vicinanza ad Angelo Conti

Dopo le prime esperienze con la pittura di storia, Alfredo Ricci entra subito in contatto con l’ambiente culturale e artistico del Caffè Greco che orbita attorno alla figura di Gabriele D’Annunzio e di Angelo Conti (1860-1930) il famigerato “Doctor Misticus”, scienziato, filosofo e critico d’arte che introduce gli artisti alla lettura di John Ruskin, di Schopenhauer e all’ascolto di Wagner, ma anche alla conoscenza di religioni lontane come il Buddhismo.

In questi anni, intriso di queste novità artistico–filosofiche Ricci partecipa a diverse esposizioni, come quella degli Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma del 1883, in cui espone Ozio e del 1884 in cui espone Contemplazione mistica.

L’Isaotta Guttadauro di D’Annunzio

Il 1886 è un anno molto importante per Alfredo Ricci. Insieme ad artisti come Mario De Maria (1852-1924), Enrico Coleman (1846-1911), Onorato Carlandi (1848-1939), Giuseppe Cellini (1855-1940), Giulio Aristide Sartorio (1860-1932) partecipa all’illustrazione della raccolta di componimenti poetici di Gabriele D’Annunzio Isaotta Guttadauro.

Questa cerchia di artisti rappresenta l’avanguardia Simbolista italiana, fautrice di un linguaggio del tutto nuovo.
È un verbo mistico, simbolico, evocativo e gotico legato alle esperienze artistiche europee, come il Simbolismo, l’arte preraffaellita o quelle che di lì a poco saranno le Secessioni.

Alfredo Ricci si dedica all’illustrazione di Donna Clara e del Dolce grappolo. Due immagini molto legate al linguaggio preraffaellita, con la raffigurazione di due bellissime donne dall’aria misteriosa e affascinante.
La fanciulla del Dolce Grappolo in particolare si affaccia da una finestra con i vetri istoriati, richiamo all’essenza del decorativismo Arts And Crafts inglese.

Alfredo Ricci: In Arte Libertas

Sempre nel 1886 Alfredo Ricci partecipa insieme ad atri artisti all’esposizione anti-ufficiale nello studio Giorgi, da cui sta svolgendo un apprendistato. Esponendo D’onde quell’aereo aspetto tuo pari a giglio morente (da una poesia di Alfred Tennyson) e Musica sacra, compare tra i fondatori dell’associazione In Arte Libertas.

All’esposizione del 1887 della società presenta In chiesa e nel 1888 partecipa all’Esposizione italiana a West Brompton, Londra.
In questi anni stringe una profonda amicizia con i membri di In Arte Libertas.

In particolare con Mario De Maria e Alessandro Morani (1859-1941) con cui si reca anche nella campagna romana a ritrarre il paesaggio dal vero intessendolo di significati simbolici e ideali.

Morto prematuramente nel 1889 di tisi, i compagni lo fanno figurare lo stesso come firmatario dello statuto dell’associazione del 1890. All’Esposizione dello stesso anno, in sua memoria viene allestita una sala con le sue sole opere. Tra queste Raccolta di mandorle, Figura di donna, Ritratto del bambino del duca di Mondragone, alcuni pastelli, e Studi dall’antico.

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