Rosa Costantino

Costantino Rosa. Studio di Piante. Tecnica: disegno a penna
Studio di Piante. Tecnica: disegno a penna

Biografia

Costantino Rosa (Bergamo, 1803 – 1878) inizia molto giovane a lavorare come orafo, mestiere che gli procura lodi e apprezzamenti. Ma l’amico Enrico Scuri (1806-1884), notate le sue doti disegnative, lo spinge a studiare pittura e a frequentare l’Accademia Carrara di Bergamo.

Una volta entrato in Accademia, studia al seguito del paesaggista classico Pietro Ronzoni (1781-1862) e si addentra così anche lui nello studio della veduta. Il suo esordio avviene proprio in Accademia nel 1833, con ben otto dipinti, di cui uno realizzato su commissione del pittore Giuseppe Diotti (1779-1846).

Sin da subito, Costantino Rosa viene apprezzato dalla critica per il suo approccio al paesaggio agreste, leggermente meno per la veduta urbana. È proprio con i dipinti dedicati alla campagna bergamasca che il pittore ottiene subito numerose commissioni e soprattutto viene invitato ad esporre a Brera nella metà degli anni Trenta.

Il soggiorno a Roma

Nel 1835, il pittore bergamasco decide di compiere un viaggio di perfezionamento tra Roma e Napoli. I risultati di questo soggiorno compaiono all’Esposizione di Bergamo del 1838, in cui Costantino Rosa presenta diversi panorami di Roma e della campagna romana.

Insieme ad essi, vengono esposte anche vedute istoriate, che prevedono l’inserimento di personaggi della storia o della letteratura in paesaggi di stampo classico, ma visti attraverso una lente nuova, più sciolta.

Questo è il primo approccio del pittore con il linguaggio di matrice romantica, che gli permette dunque di compiere un passo in più rispetto al suo maestro Ronzoni.

Negli anni Sessanta, il successo di Costantino Rosa raggiunge livelli altissimi, poiché viene chiamato a comporre un paesaggio per il matrimonio della Principessa Pia con il Re del Portogallo. Molti sono i viaggi che fa il pittore bergamasco, anche in tarda età, per sperimentare suggestioni nuove.

Si reca in Liguria, in Val Camonica, e in Trentino e ritorna anche nel Lazio, dove realizza una serie di vedute del Lago di Nemi. Dipinge fino alla fine e muore a Bergamo nel 1878, all’età di settantacinque anni.

Costantino Rosa: dal paesaggio classico a quello romantico

L’esordio di Costantino Rosa, come premesso, avviene presso l’Accademia di Bergamo nel 1833. Vi espone Un’aurora e Veduta del ponte di Almenno realizzata per Giuseppe Diotti.

Dopo il soggiorno romano e napoletano del 1835, il pittore sembra cedere piano piano il passo alla veduta di matrice romantica, passando dalla rigida impostazione classica ad una maggiore libertà compositiva e sensibilità atmosferica.

Quando nel 1838 rientra a Bergamo, espone i risultati di questi sviluppi: La fontana di Ariccia, diverse Vedute del Colosseo, Il porto di Anzio, Tramonto a Nettuno e soprattutto alcune vedute istoriate come Un corpo di guardia, scena del 1600, Orlando che scopre gli amori di Angelica e Medoro e Cucullino chiama i suoi guerrieri alla pugna.

Nel 1861 Costantino Rosa partecipa all’Esposizione di Firenze con Interno di un villaggio e Officina d’un alchimista. Due anni dopo, viene incaricato di realizzare un grande Paesaggio bergamasco per la principessa Pia, dipinto che conferma l’ormai pieno successo del pittore.

Al 1864, risale invece la sua partecipazione all’Esposizione di Torino con Monti della Prezzolana in valle di Scalve, Chiesa della Salute a Venezia, al sorgere dell’aurora e Porto Venere sul Golfo di La Spezia.

Vedute che confermano i numerosi viaggi effettuati da Costantino Rosa tra gli anni Sessanta e Settanta e documentati anche dai molti schizzi presenti nella collezione dell’Accademia Carrara.

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