Sala Eliseo

Eliseo Sala. La Toilette del Mattino - Tecnica: Olio su Tela
La Toilette del Mattino (dettaglio). Tecnica: Olio su Tela

Biografia

Eliseo Sala (Milano, 1813 – Rancate di Brianza, 1879) si forma presso l’Accademia di Brera, sotto la guida di Luigi Sabatelli (1772-1850), fino al 1837. In questo stesso anno, si trasferisce a Venezia per perfezionarsi, poi si sposta a Roma, dove stringe amicizia con Francesco Coghetti (1801-1875).

Da lui apprende il delicato cromatismo neoveneto, ma anche il linguaggio purista, aggiornando le sue tendenze accademiche classiciste. Il suo stile diventa arioso e si svincola dalle rigidità della prima formazione. Sempre dal 1837, comincia ad esporre presso l’Accademia di Brera: si dedica al quadro storico e sacro, ma anche soprattutto al ritratto.

A causa della presenza degli austriaci a Milano, dal 1849 al 1856 Eliseo Sala si trasferisce a Torino. Qui lavora soprattutto per i Savoia, pur continuando a partecipare alle esposizioni braidensi.

È legato a diverse famiglie lombarde e piemontesi, con cui stringe duraturi rapporti di committenza. Si lega particolarmente alla famiglia Litta, per cui realizza numerosi ritratti, poi donati in parte alla Quadreria dell’Ospedale Maggiore di Milano.

Tornato a Milano nel 1856, Eliseo Sala continua la sua intensa attività espositiva e nell’ambito delle committenze private, fino agli anni Settanta. Nel 1872 fa parte della Commissione d’ordinamento della seconda Esposizione Nazionale di Belle Arti di Milano. Muore a Rancate di Brianza nel 1879.

La pittura di storia e il ritratto

Fortemente influenzato dal linguaggio di Sabatelli ed in seguito da quello di Coghetti, Eliseo Sala esordisce nel 1837 con una serie di ritratti. Il suo stile, legato principalmente a quella delicata ariosità pittorica appartenente alla Scuola veneta, lo renderà famoso tra i collezionisti lombardi e piemontesi.

Il suo iniziale legame con la pittura di storia viene comunque sempre intervallato dalla presenza dei ritratti, in cui si esprime magistralmente. Nel 1838 a Brera Eliseo Sala presenta una Flagellazione di Cristo e sei ritratti, nel 1842 espone La signora Giuseppina Corridoni Guenzati.

Si dedica poi a numerosi dipinti di ispirazione letteraria: realizza una Lucia Mondella nel 1843 e una Pia de’ Tolomei per il conte Brozzoni di Brescia nel 1846.

Nell’anno del suo trasferimento a Torino, il 1849, espone un altro dipinto di matrice letteraria, La Lucia dei Promessi Sposi e poi un Costume romano. Partecipa alle esposizioni torinesi per gran parte degli anni Cinquanta, intervallando sempre la presentazione di ritratti a quella di dipinti storici o letterari.

A questo filone appartengono Gli ultimi giorni di Eleonora d’Este, eseguito per il duca Antonio Litta, ma anche Masaniello, Bice Visconti nel castello di Rosate e Michelangelo al letto di morte di Vittoria Colonna.

Eliseo Sala: ritrattista dell’aristocrazia lombarda e piemontese

Apprezzatissimo in tutto l’ambiente aristocratico lombardo e piemontese per la delicata modulazione cromatica e per la fedele realizzazione fisiognomica, Eliseo Sala esegue una lunga serie di ritratti su commissione.

Anche il gusto biedermerier che inserisce nella resa degli interni, ma anche degli abiti e degli accessori è graditissimo ai committenti. Lo richiedono tanto i Savoia, quanto la famiglia Litta, quanto il cavaliere Vitta ed istituti pubblici e privati. Tra il 1840 e il 1845 Eliseo Sala realizza i ritratti dei duchi Antonio e Giulio Litta, nel 1851 quello della madre Camilla Litta Lomellini.

All’Esposizione Universale di Parigi del 1855 Eliseo Sala invia il ritratto del Marchese Trotti Teodoro. Risale poi al 1860 il ritratto di Camillo Benso conte di Cavour, al 1863 quello di Vittorio Emanuele II e al 1866 quello di Massimo D’Azeglio, esposto prima a Brera, poi a Parigi nel 1867.

Sono molto sciolti e meno accademici i ritratti degli amici pittori come Carlo Silvestri, ma anche quello di Alessandro Manzoni conservato presso la Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia. Quello di Cesare Beccaria si trova nella Pinacoteca Ambrosiana di Milano. Mentre molti ritratti di benefattori sono conservati nella Quadreria dell’Ospedale Maggiore di Milano.

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