Scrosati Luigi

Luigi Scrosati. Secchio di Rame con Fiori - Tecnica: Olio su Tela, 78 x 127 cm
Secchio di Rame con Fiori. Tecnica: Olio su Tela

Biografia

Luigi Scrosati (Milano, 1814 – 1869) viene avviato allo studio dell’arte dallo zio materno Ambrogio, pittore e decoratore attivo in area lombarda.
Importante è anche l’apporto di Giovan Battista Bertini (1799-1849), socio dello zio nella realizzazione di smalti e vetrate colorate.

Sotto la guida di questi due particolari precettori, Luigi Scrosati inizia a lavorare nel campo della decorazione a fresco.

Dagli anni Trenta in poi riceve moltissime committenze in ambiente lombardo. Le sue decorazioni floreali, che si contrappongono a quelle di carattere più accademico e mitologico di altri artisti, piacciono agli aristocratici. Soggiorna spesso a Parigi e, raggiunta una notevole tranquillità economica, sposa Teresa Pizzamiglio con cui fa sei figli.

La malattia alle gambe

Tutte le famiglie borghesi e nobili di Milano e dintorni richiedono l’intervento di Luigi Scrosati, che raggiunge una tale fama da essere richiesto anche all’estero.

Purtroppo, nel 1857, una paralisi lo colpisce alle gambe. Questo tragico evento, dopo i primi attimi di panico, conduce Scrosati a cambiare le proprie abitudini artistiche, senza rinunciare al proprio lavoro. Infatti, pur dovendo evitare di realizzare grandi cicli pittorici in ville e appartamenti, decide di eseguire simili decorazioni su cavalletto.

Fiori, ghirlande e nature morte sono i soggetti principali delle sue tele fino agli anni Cinquanta. Animato da un sincero e originale naturalismo, ispirerà autori scapigliati come Tranquillo Cremona (1837-1878) e Daniele Ranzoni (1843-1889).

Negli ultimi anni Luigi Scrosati  si specializza nella tecnica dell’acquarello, con cui diviene interprete di quadri d’interno. Al 1863 risale l’ottenimento della cattedra a Brera di Decorazione pratica e pittura floreale, disciplina creata appositamente per lui. Insegna con passione e dedizione fino alla morte, sopraggiunta a Milano nel 1869.

Luigi Scrosati: la decorazione floreale

Ottenuti fin da giovane numerosi incarichi per la decorazione di ville milanesi e dei dintorni, Luigi Scrosati acquista ben presto fama. Le prime committenze arrivano dai Poldi Pezzoli che gli commissionano la decorazione della Sala Gialla della loro casa di Milano.

Ma gli incarichi più importanti giungono dalla famiglia Litta, per cui decora la villa a Vedano a Lambro. Già da questi primi lavori si intuisce l’indirizzo estetico del giovane.  Si intervallano con armonia decorazioni floreali e ghirlande, ma anche paesaggi e scene agresti.

Si occupa di Palazzo Serbelloni a Milano e di Villa Ghirlanda a Cinisello e poi del Gabinetto bisentino della dimora Poldi Pezzoli.  La raffinatezza delle decorazioni, composta da riquadri naturalistici floreali o campestri, lo fa apprezzare in tutto l’ambiente lombardo.

Nature morte di fiori 

Costretto a praticare solo pittura da cavalletto a causa della malattia, Luigi Scrosati inizia una vasta produzione di nature morte con fiori, oggetti e animali.

Un naturalismo aggiornato alle più recenti istanze lombarde e toscane pervade tutti i dipinti, senza cedere alle artificiosità delle nature morte settecentesche. Dunque, più o meno gli stessi soggetti delle decorazioni a fresco diventano i protagonisti delle tele.

Fiori e oggetti di ogni genere vengono accostati, a variazioni luministiche e cromatiche, nel rispetto della più attenta osservazione del vero. Ne sono dimostrazione FioriMessale e fiori, La corazza e le rose e Cocomero aperto, tutti degli anni Sessanta.

Gli accostamenti fantasiosi e la perfetta resa cromatica fanno delle nature morte di Luigi Scrosati delle vere e proprie composizioni naturalistiche originali e variegate.

Acquarelli di interni

I preziosi acquarelli dedicati agli interni del Duomo di Milano, esposti nel 1865 a Torino, rappresentano una vera e propria innovazione. Nel 1826 partecipa alla mostra degli Acquarellisti Belgi con Interno e Portale della chiesa di Sant’Ambrogio.
Queste opere, insieme alle nature morte, stuzzicano l’interesse e la curiosità dei collezionisti italiani e stranieri.

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