Semino Francesco

Francesco Semino. Poesia (dettaglio). Tecnica: Olio su tela, 150 x 93 cm
Poesia (dettaglio). Tecnica: Olio su tela

Biografia

Francesco Semino (Genova, 1832 – 1883), a dodici anni, nel 1844 viene ammesso all’Accademia Ligustica di Genova, dove è allievo di Giuseppe Isola (1808-1893). Esordisce alla Promotrice della città nel 1850, mostrando subito l’indirizzo di pittore di storia, sulla scia del suo maestro.

Nel 1857 si trasferisce a Firenze per completare la sua formazione, insieme all’amico Nicolò Barabino (1832-1891). Qui Francesco Semino frequenta assiduamente il Caffè Michelangelo e stringe amicizia con diversi pittori Macchiaioli.

Infatti, nonostante la maggior parte della sua produzione sia di carattere storico-letterario e sacro, non è da sottovalutare la sua esperienza al fianco della Scuola Grigia ligure. Nelle sue incursioni nella pittura di paesaggio, ne condivide l’innovazione legata allo studio dal vero della natura, con tutti i suoi effetti luministici e cromatici.

Dal 1861 al 1865, vinta la pensione Traverso, Francesco Semino si stabilisce a Roma e, al suo rientro a Genova, viene nominato Accademico della Linguistica nel 1867. Da questo momento in poi, la sua carriera è soprattutto riconducibile alle decorazioni a fresco di numerosi palazzi e chiese di Genova.

Queste opere risultano più accademiche e meno sciolte rispetto ai suoi aggiornamenti cromatici acquisiti a Firenze e accanto a Barabino. Riceve diverse committenze ufficiali per tutti gli anni Settanta. Muore nella sua città natale nel 1883, a soli 51 anni.

Francesco Semino, pittore di storia

Molto legato alla lezione del suo maestro Isola, Francesco Semino esordisce alla Promotrice di Genova del 1850 con un dipinto a tema biblico, La Samaritana al pozzo.

Al 1851 risale invece il soggetto letterario Tancredi e Erminia, mentre nel 1856 presenta ancora un dipinto di storia, I genovesi condotti da G. Embriaco scoprono le mura di Gerusalemme. L’anno successivo espone Francesco Semino Quei di Bonifazio assediati dal Re d’Aragona sono soccorsi dalle galee genovesi.

Il 1857 è anche l’anno del trasferimento a Firenze con Barabino. Qui si avvicina naturalmente alle istanze della pittura di macchia, rendendo il suo linguaggio più aggiornato e sciolto.

Continua in ogni caso la sua produzione più accademica anche con una serie di opere allegoriche e mitologiche: La poesia, La ninfa al bagno, L’immortalità affiancata dalla gloria e dalla storia.

Incursioni nella pittura di paesaggio: la Scuola Grigia

Non è un caso che proprio in questi anni  Francesco Semino si avvicini alla pittura di paesaggio, assimilando sia alcuni elementi macchiaioli che della Scuola Grigia ligure. Naturalmente continua sempre ad esporre dipinti di storia come Dafni e Cloe o Andrea Doria nell’atto di rifiutare la corona.

Ma sono di questi anni una serie di paesaggi o scene agresti che rispecchiano la sua adesione allo studio dal vero della natura. Pratica che continua anche durante gli anni romani, quando realizza una serie di studi della campagna attorno Anzio e una Ciociara.

Il famoso dipinto che ritrae una fanciulla in costume ciociaro denuncia sicuramente un sostrato disegnativo accademico, ma la tematica e lo studio della luce e del colore dimostrano come sia stato raggiunto dalle istanze veriste.

Decorazioni a fresco

La produzione più cospicua e importante di Francesco Semino è quella legata a decorazioni pubbliche ad affresco. Tra il 1859 e il 1860 si occupa della volta del Teatro Carlo Felice di Genova, poi della cupola della chiesa di Nostra Signora della Consolazione, con La caduta di Lucifero.

Realizza poi il San Siro  per il coro della parrocchiale di Nervi e una lunga serie di affreschi a soggetto sacro per numerose chiese genovesi. Ne sono esempio gli affreschi con L’incoronazione della Vergine e Santi per la chiesa dei Santi Nicolò ed Erasmo a Genova-Voltri.

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