Signorini Giuseppe

Giuseppe Signorini. L’Accensione della Lampada nella Moschea - Aacquarello su Carta, 30,5 x 19,2 cm
L’Accensione della Lampada nella Moschea. Tecnica: Acquarello su carta

Biografia

Giuseppe Signorini (Roma, 1857 – 1932) studia presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e successivamente si perfeziona nello studio di Aurelio Tiratelli (1842-1900).
Si avvicina subito alla tecnica dell’acquarello, della quale diviene un notevole interprete.  Si specializza soprattutto nella realizzazione di soggetti di genere in costume settecentesco e in vivaci scene orientaliste, graditissime al gusto del tempo.

Parigi: un successo

Ottiene subito un grande successo di mercato, soprattutto presso i collezionisti e i mercanti americani, inglesi e francesi. È proprio in Francia che si stabilisce per più di trent’anni, esponendo ai Salon e ottenendo premi e riconoscimenti.
Sempre a Parigi, viene nominato direttore dell’Academie des Champs-Elysèes, divenendo uno degli artisti di genere più apprezzati del periodo.

In Francia, pur stando a contatto con gli Impressionisti, non ne riceve l’influenza. Anzi si fa interprete di una pittura di genere variopinta, luminosa e particolareggiata, sul modello di Jean-Louis Ernest Meissonier (1815-1891) e di Mariano Fortuny (1838-1874). Gli acquarelli di Giuseppe Signorini vengono esposti per oltre dieci anni nel negozio del mercante d’arte Shilhaus a New York.

Partecipa a diverse esposizioni italiane e francesi, ma lavora soprattutto per committenti privati. Muore a Roma nel 1932. Nelle Gallerie Nazionali di Barcellona, Brema, Madrid, Amburgo, Parigi, New York sono conservate sue opere.

Giuseppe Signorini e il filone orientalista

Il trasferimento a Parigi, per Giuseppe Signorini, significa introdursi in quel mercato della pittura alla moda, di cui diventa un fondamentale interprete. Si avvicina soprattutto ai temi orientalisti, pur non avendo mai frequentato i paesi arabi o del Nord Africa.

Le sue scene, tutte realizzate ad acquarello, racchiudono le tipiche ambientazioni che caratterizzano anche la pittura del coetaneo Ettore Simonetti (1857-1909).

Bazar, mercati orientali, moschee, interni ricchi di stoffe e tappeti raffinati ospitano figure vestite all’orientale, spesso ritratte per intero, nello splendore delle loro vesti.
La resa perfetta dei costumi e dei dettagli dell’arredamento e delle ambientazioni è presente in moltissime opere. Si tratta di Arabo armato, Riposo nel bazar, L’accensione della lampada in moschea, Le combat, L’arabo che fuma.

La scelta di una tavolozza chiara e variegata, priva di toni scuri e pesanti caratterizza tutta la produzione di Giuseppe Signorini, concentrato sui gusti dei ricchi collezionisti. Di questo filone orientalista si ricordano soprattutto Moro, Mercante di frutta, La sultana favorita, Una scena nell’harem.

Ricostruzioni in costume sei e settecentesco

Giuseppe Signorini esegue leziose e ricche scene in costume sei e settecentesco, al pari dei dipinti orientalisti. Anche in questo caso, una tavolozza sgargiante e il versatile medium dell’acquarello permettono all’artista di farsi interprete di una pittura agile e sciolta.

Scene accattivanti, ambientate in lussuosi interni settecenteschi, alimentano la fantasia dei collezionisti Vengono attratti soprattutto dalla ricchezza dei particolari e dalla leggerezza dei temi. Ne sono esempio dipinti quali La lezione di musica, Fanciulla elegante allo specchio, Il cardinale nella cappella, La proposta.

Tutte opere molto vicine al gusto diffuso da Meissonier, caratterizzate da frivolezza e da una forte carica seduttiva.
Gradevoli scenette come Lo studio del pittore o Elegante compagnia nella taverna rappresentano la classica assenza di significato in favore del piacere per gli occhi.

Nel 1880 Giuseppe Signorini espone a Roma con la Società Amatori e Cultori Il pulpito della chiesa dell’Aracoeli. All’Esposizione Universale di Parigi del 1900 Chiacchiere in sagrestia e alla Mostra di Milano del 1906 Il consiglio dei Dieci e Prima della processione.

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