Sçedrin Silvester

Silvester Sçedrin. Tempio di Vesta a Tivoli (dettaglio). Olio su Tela.
Tempio di Vesta a Tivoli (dettaglio). Olio su Tela

Biografia

Silvester Sçedrin (San Pietroburgo, 1791 – Sorrento, 1830) dal 1800 al 1812 si forma presso l’Accademia di Belle Arti di San Pietroburgo, di cui il padre, lo scultore Fedosii era rettore.

In seguito si perfeziona nello studio del paesaggista Fedor Alexeev, pittore accademico influenzato dal linguaggio classico francese. Molto importante per i suoi studi iniziali, è anche l’apporto culturale dello zio Semion, professore di paesaggio.

Il trasferimento in Italia

Ottenuta una borsa di studio per completare la sua formazione all’estero, Silvester Sçedrin parte per Roma nel 1818. Dal 1819 al 1821 soggiorna a Napoli, per una committenza della famiglia imperiale russa. È incaricato di realizzare due vedute di Napoli, infatti i documenti attestano che nel 1820 vive nella colonia russa legata all’ambasciatore Orlof.

È proprio in questi anni che, come si deduce dalla sua corrispondenza, si avvicina agli artisti della Scuola di Posillipo, in particolare a Antoon Sminck van Pitloo (1790-1837).

Il 1821, anno dei moti rivoluzionari, vede Silvester Sçedrin lasciare Napoli di nuovo alla volta di Roma. Sono questi gli anni in cui gradualmente abbandona il fare accademico della prima formazione, per abbandonarsi completamente allo studio del vero.

L’influenza di Pitloo è permeata ormai nel suo linguaggio, tanto che nel 1825 ritorna a Napoli, per realizzare vedute di Sorrento, Vico, Amalfi e Capri. Il clima favorevole del meridione lo aiuta anche a migliorare le sue condizioni di salute, dato che è affetto da tisi.

I suoi paesaggi appaiono sempre più sciolti e legati al motivo dal vero, soprattutto quando stringe amicizia con Giacinto Gigante (1806-1876). Si lega anche a Raffaele Carelli (1795-1864), suo più fedele seguace italiano. La luce e la realtà entrano prepotentemente nelle opere del periodo compreso tra il 1825 e il 1828.

Questo è infatti l’anno in cui molto probabilmente Silvester Sçedrin entra in contatto con Camille Corot che soggiorna a Napoli.
Nel 1829 viene nominato professore onorario dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e compie numerosi viaggi nel nord Italia e in Svizzera. La malattia si fa sempre più acuta. Rientrato a Sorrento, vi muore nel 1830.

Paesaggi di Roma e Napoli

Arrivato a Roma nel 1818, Silvester Sçedrin subito rivolge il suo interesse alle rovine archeologiche e ai paesaggi della campagna romana. Il suo tratto è ancora legato alla formazione accademica e alla veduta classica.

I paesaggi appaiono limpidi e caratterizzati da quell’atmosfera tipica della veduta del Seicento, ma già si manifesta in lui il bisogno di andare oltre.

L’allontanamento dal paesaggio accademico: l’influenza di Pitloo e Gigante

Il trasferimento a Napoli gli permette realmente di studiare la natura en plein air, avvicinandosi alla cerchia di Pitloo. La Scuola di Posillipo lo induce ad uscire dalle costrizioni accademiche e ad interpretare il paesaggio con una maggiore soggettività.

Il clima, l’atmosfera, gli effetti di luce e il mutamento del punto di vista e del momento della giornata sono gli elementi principali delle sue vedute.

Tornato a Roma per un breve periodo, Silvester Sçedrin mette in pratica le novità acquisite in dipinti come Veduta del Colosseo e in quella del Lago di Albano, entrambe realizzate tra il 1822 e il 1824. Inoltre si occupa della serie dedicata alle Cascate di Tivoli, ritratte in diversi momenti della giornata e da vari punti di vista.

Il 1825 è l’anno del suo definitivo ritorno a Napoli. Il legame con Gigante lo porta a realizzare vedute sciolte e luminosissime per numerosi committenti russi. Ne sono esempio Sorrento, Mergellina, La riviera di Chiaia, La terrazza in riva al mare, Piccola cala a Sorrento.
Tutti dipinti questi, appartenenti al mercato antiquario o conservati in importanti musei come il Louvre o la Galleria Tretakov di Mosca.

Pennellate estremamente libere e colori luminosi, tipici della costa campana caratterizzano i dipinti dedicati al folklore di Napoli e Sorrento. Tra di essi, Pescatori sulla riva, Castel dell’Ovo a Mergellina – notturno, Terrazza a Sorrento e Casa sul mare con pescatori.

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