Simonetti Alfonso

Alfonso Simonetti. Casa del Tasso a Sorrento
Casa del Tasso a Sorrento. Tecnica: Olio su tavola. Firmato in basso a sinistra A. Simonetti

Biografia

Alfonso Simonetti (Napoli, 1840 – Castrocielo, 1892) viene introdotto alla pittura dal padre Giuseppe Simonetta. Si iscrive poi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove si forma sotto la guida di Giuseppe Mancinelli (1813-1875), Gabriele Smargiassi (1798-1882) e Filippo Palizzi (1818-1889). Inizialmente dimostra la sua predilezione per i temi storici e letterari di matrice romantica.

In questo primo periodo formativo, precisamente nel 1864, ottiene il pensionato artistico e così può recarsi a Firenze e a Roma per portare a compimento i suoi studi. In questa fase Alfonso Simonetti si presenta non solo come abile pittore di storia, ma anche come ispirato paesaggista.

Si specializza in paesaggi notturni denotati da una serie di effetti luministici che si modellano sul chiaro di luna. Terminati gli studi pensionistici, viene nominato professore onorario dell’Accademia di Napoli.

Il trasferimento a Castrocielo

Dal 1876, dopo aver sposato una fanciulla nobile di Castrocielo, in provincia di Frosinone, vi si trasferisce. Sono frequenti in questo periodo una serie di vedute del paese, ma qui comincia anche a dedicarsi a scene di costume popolare e folklorico.

È interprete di una serie di generi diversi, dall’iniziale pittura di storia, al paesaggio realista, al ritratto, a scene di costume. Alfonso Simonetti partecipa assiduamente a gran parte delle Promotrici napoletane fino al 1892, anno della sua morte.

È presente anche alle Promotrici torinesi, milanesi, genovesi e fiorentine. Tra le altre esposizioni, prende parte a quella Artistica di Torino, al Salon di Parigi, all’Esposizione Nazionale di Belle Arti di Roma, all’Esposizione Italiana di Londra.

È testimoniata anche la sua presenza a Melbourne dove espone alcune vedute di Castrocielo. Pochi anni prima della morte ottiene la nomina di Cavaliere della Corona d’Italia. Muore a Castrocielo nel 1892.

Gli esordi nel solco del genere storico

Ancor prima del pensionato artistico a Firenze, Alfonso Simonetti, da studente, comincia a presentarsi al pubblico con una serie di dipinti di genere storico. Alla Promotrice di Napoli del 1862 espone Ettore Fieramosca a Montegargano.

A quella del 1863, due soggetti manzoniani: Il Castello dell’Innominato e Il ratto di Lucia. In questi anni dunque si specializza nella pittura di storia e di finzione letteraria, per poi addentrarsi gradualmente anche in altri generi.

In realtà però nel corso degli anni, farà diverse incursioni nella pittura di storia, ad esempio con il dipinto inviato a Melbourne nel 1887 Gutenberg, Faust e Coeffer che tirano la prima pagina della Bibbia, commissionato dal commendator Giannini.

Alfonso Simonetti: atmosfere notturne, effetti di luce lunare

Accanto al genere storico, soprattutto durante l’approfondimento dei suoi studi a Firenze, si fa interprete di una pittura di paesaggio di matrice romantica.
Le sue vedute, nel solco della Scuola di Posillipo, ma anche nell’influenza della Scuola di Resina, sono di ampio respiro, limpide, attentissime alle variazioni della luce e ai suoi effetti sulla natura.

Spesso sono costruite all’interno di atmosfere notturne che giocano molto sugli effetti luminosi della luna.
Il suo splendore si riflette nelle acque marine, si nasconde tra le fronde degli alberi o dietro le nuvole, con un piacevole effetto di “indefinito” di chiara ascendenza romantica.

Sono esempi di questa produzione Io vo cercando pace – Chiaro di luna esposto alla Promotrice napoletana del 1866, Campagna romana-effetto di luna, del 1870. Ma anche Plenilunio, Il sorgere della luna, Il silenzio della notte,  Impressione di una notte nelle Maremme toscane.

Paesaggi e costumi popolari a Castrocielo

Già negli anni del pensionato a Firenze e poi a Roma, Alfonso Simonetti aveva iniziato ad interessarsi al paesaggio delle campagne toscane e laziali, unendolo a scene di vita popolare.
Ne sono testimonianza Campagna romana al tramonto, Maremma, tela acquistata dal re, L’acquedotto di Claudio, Una morta delle Maremme del 1867.

Alla prima metà degli anni Settanta risalgono anche i primi dipinti dedicati alle donne ciociare, genere molto diffuso nel mercato del tempo.
Si dedica poi pienamente al paesaggio e al costume popolare del frusinate da quando si trasferisce a Castrocielo nel 1876.

A questo periodo appartengono A Castrocielo, La toletta di promessa, Palazzolo Castrocielo, Andando per acqua, Via Giuseppe Mancinelli, Costume di Palazzolo Castrocielo, L’ultimo raggio. Campagna di Terra di Lavoro.
Tutte opere inviate alle maggiori esposizioni nazionali e internazionali che hanno come soggetto il popolo della piccola Castrocielo, con le sue usanze, i suoi ritmi lavorativi.

La pittura di Alfonso Simonetti risulta chiara, limpida, sincera. Risente certamente dell’atmosfera romantica appresa a Napoli dal posillipista Smargiassi, soprattutto nelle vedute notturne.
Le figure che popolano questi chiari paesaggi, sono quasi tutte donne intente nei loro umili lavori quotidiani, dalla spigolatura alla raccolta delle olive.  Al 1885 risalgono Il ricotto degli ulivi in Castrocielo, Spigolatrici, Selva Abbattecola. 

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