Atanasio Soldati

Atanasio Soldati. Interno. Tecnica: Olio su tela, 60 x 85 cm
Interno. Tecnica: Olio su tela, 60 x 85 cm

Biografia

Atanasio Soldati (Parma, 1896 – Roma, 1953) si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Parma, dove si diploma in disegno architettonico all’inizio degli anni Venti. Inizialmente, si dedica soprattutto alla realizzazione di progetti architettonici, grazie ai quali vince alcuni concorsi, come quello per il restauro della chiesa di Sant’Alessandro a Parma.

Nel 1925, Atanasio Soldati decide di trasferirsi a Milano per insegnare geometria descrittiva alla Scuola del Libro della Società Umanitaria. Risalgono a questi anni le prime composizioni paesaggistiche eseguite dall’artista con l’uso di una forte linea di contorno che contiene larghe campiture piatte di colore, come tarsie geometriche, in una sorta di schematismo primordiale.

Nella sua prima esposizione del 1928 a Reggio Emilia, presenta proprio queste prime prove, mentre il vero esordio ufficiale risale al 1929, presso la Sindacale di Bologna, dove sembra aver rielaborato il linguaggio espressivo e geometrico di Cézanne.

La vicinanza agli astrattisti comaschi e a Carlo Belli

Nel fervore artistico della Milano della fine degli anni Venti, Atanasio Soldati entra in contatto con Edoardo Persico che gli fa tenere la sua prima personale alla Galleria del Milione, nel 1931. A questo punto, la poetica dell’artista è ancora indefinita e guarda tanto ai paesaggi periferici e metafisici di Mario Sironi (1885-1961) quanto alle campiture piatte dell’espressionismo francese.

Verso il 1932, il pittore già sembra orientarsi verso uno schematismo primitivista, in cui gli oggetti, di grande valore geometrico, lo fanno avvicinare al pensiero degli astrattisti comaschi con cui espone nello stesso anno sempre nella Galleria del Milione.

Piano piano, si avvicina con costante attenzione alle teorie elaborate da Carlo Belli nel manifesto dell’astrattismo italiano Kn, che nasce dalle idee del Bauhaus tedesco, ma anche da gruppo francese Abstraction – Création.

L’approdo all’Astrattismo

Nel 1933, Atanasio Soldati pubblica sul “Saggiatore” un articolo che riflette esattamente il suo pensiero riguardo Kn di Belli, di fatto esprimendo la sua totale adesione all’astrattismo concreto milanese, basato su una forte asserzione di mediterraneità, rispetto ai colleghi d’oltralpe.

A questo punto, le opere di Atanasio Soldati cominciano a rispettare a pieno gli stilemi propugnati da Belli, come l’assenza di titolo, la presenza di numeri e riferimenti algebrici e soprattutto la continua combinazione tra colore e forma, in una miriade di declinazioni, sintesi dell’arte astratta.

Nel 1935 compaiono le prime opere definitivamente astratte del pittore parmense e allo stesso anno risale il suo viaggio a Parigi, per approfondire la conoscenza di Kandinskij, di cui visita la mostra. Nel corso degli anni Trenta e Quaranta si sviluppa al massimo la potenza creativa di Atanasio Soldati, che espone le sue opere astrattiste alle Quadriennali romane, alle Sindacali, al Premio Bergamo e nelle sue personali milanesi.

Nel 1938 si unisce al gruppo Valori Primordiali e scrive sull’omonima rivista di Franco Ciliberti. Negli anni Quaranta riscopre il valore della metafisica, inserendo atmosfere surreali nelle sue composizioni. Il suo legame con gli astrattisti milanesi e comaschi si rafforza ulteriormente quando espone con loro alla Mostra d’Arte Astratta presso la Galleria bergamini di Milano nel 1945.

Risale infine al 1948 la fondazione da parte di Atanasio Soldati, Gillo Dorfles (1910-2018), Bruno Munari (1907-1998) e Bruno Monnet (1912-1958) il Gruppo MAC, Movimento Arte Concreta. Nello stesso anno, prende parte alla Biennale di Venezia, dove nel 1950 tiene una grande personale a coronamento della sua carriera. Muore a Roma nel 1953, a soli cinquantasette anni.

Atanasio Soldati e l’Astrattismo

Le prime opere di Atanasio Soldati sono paesaggi fortemente geometrici, con dimensione metafisica e solenne, in cui campiture di colore si intersecano tra loro, quasi anticipando la fase astratta successiva.

Ne abbiamo testimonianza nella prima personale dell’artista presso la Galleria del Milione del 1931, in cui presenta una piccola Tempera che contiene una sghemba veduta di città in lontananza, in una atmosfera primitivista e giocosa.

Una prima Composizione astratta compare invece alla mostra Sindacale fiorentina del 1933, lo stesso anno in cui tiene la seconda personale al Milione, con sessanta opere. Sono immagini che ancora non approdano definitivamente all’astrattismo, ma giocano ancora tra il cubismo e la metafisica, sicuramente denotate da un uso piatto e sintetico del colore e da un purismo lirico e semplificato.

Vengono presentate in mostra, tra le altre opere, Interno, natura morta con orologio, Paesaggio, una serie di composizioni numerate, Paesaggio marino, Forme, Tappeto rosso, Busto bianco con paesaggio.

Nel 1935 compaiono le prime opere completamente astratte, dopo la partecipazione alla Quadriennale di Roma con Paesaggio marino e Naufragio. La semplificazione degli elementi diventa, alla fine, pura astrazione geometrica concreta.

Le composizioni di Atanasio Soldati risultano armoniche e perfette, prendendo come riferimento Belli e il richiamo alla purezza classica non solo degli antichi ma anche dei maestri rinascimentali come Piero Della Francesca.

Il colore e la forma, mezzi principali dell’arte, trasmettono ogni tipo di bisogno estetico, senza più la necessità di un richiamo alla figura. Le linee creano ritmi e spazi, come si nota dalle diciotto Tempere e i trenta Disegni in bianco e nero presentati alla personale alla Galleria del Milione del 1935, o la Pittura n° 20 comparsa alla Sindacale fiorentina del 1936.

Il massimo di questa espressione astratta si ritrova in opere come Pittura del 1935, conservata presso la Galleria Nazionale di Roma, in cui il purismo delle linee finissime e del colore basico trasmettono l’idea primordiale della pittura.

Negli anni Quaranta, con Paesaggio con palla presentato al Premio Bergamo del 1941 ritorna brevemente alla neometafisica e alle sue atmosfere sospese e fortemente geometrizzanti.

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