Tadolini Giulio

GiulioTadolini. Monumento a Leone XIII. Tomba Monumentale in Marmo (Dettaglio)
Monumento a Leone XIII. Tomba Monumentale in Marmo (Dettaglio)

Biografia

Giulio Tadolini (Roma, 1849 – 1918) figlio di Scipione e nipote di Adamo, entrambi famosi scultori, viene subito abituato a vivere tra bozzetti di gesso e sculture in marmo, nello studio Tadolini in via del Babuino 150.

Suo padre, erede della scultura neoclassica di Adamo, collaboratore di Antonio Canova (1757-1822), aveva sviluppato un netto avvicinamento alla maniera romantica. Iscrive dunque il figlio Giulio all’Accademia di Belle Arti di Roma, certo della prosecuzione della tradizione di famiglia.

In effetti, il giovane si avvicina subito alla scultura, muovendosi dapprima nel solco dell’eredità paterna, per poi abbandonare gradualmente la tradizione accademica, seguendo gli sviluppi in senso verista della seconda metà dell’Ottocento.

Il successo internazionale

È autore di numerosi monumenti di carattere sacro, celebrativo e funerario, non solo in Italia, ma anche negli Stati Uniti e in Sud America. In Italia e, soprattutto in ambito romano, viene apprezzato anche come ritrattista dell’alta società della fine dell’Ottocento.

Giulio Tadolini non opera soltanto in territorio nazionale, ma anche all’estero, ad esempio in Spagna ed in America Latina. Accanto alle opere monumentali, lo scultore si occupa di statue a tema mitologico e soprattutto orientalista che lo portano ad un grande successo di pubblico.

La sua non è più una scultura fredda e perfetta, ma si adagia costantemente al sentimento dell’autore che unisce sapientemente classicismo e verismo, in composizioni a tratti baroccheggianti, come dimostrano le allegorie della Sapienza e dell’Abbondanza per Sant’Andrea della Valle a Roma.

Soprattutto nell’elaborazione dei soggetti di genere, Giulio Tadolini adotta una freschezza verista che gli garantisce un immediato successo alle esposizioni italiane cui partecipa soprattutto nel corso degli anni Ottanta dell’Ottocento.

Dopo aver preso parte alla Mostra Internazionale di Belle Arti di Roma del 1911, passa gli ultimi anni nel suo studio, impegnato nella scultura e nelle commissioni fino alla fine. Muore a Roma nel 1918, a sessantanove anni.

Giulio Tadolini: monumenti e sculture di genere, tra romanticismo e verismo

Le prime prove di Giulio Tadolini seguono l’impronta classico romantica del padre Scipione e del nonno Adamo. Ma dopo la formazione accademica, cerca di rivolgersi ad un linguaggio più sciolto e legato agli sviluppi estetici contemporanei.

Tra le prime opere della fine degli anni Settanta dell’Ottocento compare il ritratto di Leone XIII. Nel 1881, partecipa all’Esposizione Nazionale di Milano con due busti in bronzo, Tipo orientale: donna e Tipo orientale: uomo, in cui le superfici risultano bagnate da una luce vibrante che accompagna la dimensione esotica dei ritratti.

Nel 1883, Giulio Tadolini partecipa all’Esposizione Nazionale di Roma con Fides, Cecilia Metella (conservato nella Galleria Nazionale di Roma) e con il Ritratto della Regina Margherita. L’anno successivo è invece a Torino con le due sculture orientaliste Marocchino e Nubiano.

Il soggetto orientalista che gli garantisce maggiore successo è però la Cleopatra davanti a Cesare Augusto, scultura in marmo acquistata dal marchese Smith di Londra.

Tramite una serie di opere di genere non solo orientalista, ma anche pompeiano o di ricostruzione storica, come Giuditta prima di uccidere Oloferne acquistato da un collezionista di New York o Rebecca, di proprietà del generale Roca di Buenos Ayres.

Per quanto riguarda la scultura monumentale, è autore del Monumento a Vittorio Emanuele II a Perugia, del Monumento a Sarfield a Cordoba e di quello al Marchese Gundara a Madrid.

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