Tafuri Raffaele

Raffaele Tafuri. Tetti. Tecnica: Acquarello su Carta
Tetti. Tecnica: Acquarello su Carta

Biografia

Raffaele Tafuri (Salerno, 1857 – Venezia, 1929) si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Esordisce negli anni Ottanta, facendosi conoscere per i suoi raffinati quadri di genere, elaborati nel solco della tradizione della scuola napoletana.

All’inizio degli anni Novanta si trasferisce a Venezia, continuando a dedicarsi alla pittura di genere, ma allargando gli orizzonti anche al paesaggio dal vero.
Sono molto suggestivi i suoi scorci di Venezia, o delle città campane realizzati ad acquarello. La tecnica erudita e la tavolozza luminosa, accompagnate da un fare pittorico scioltissimo, caratterizzano molte vedute dell’autore.

Sia nei dipinti di genere che nei paesaggi urbani e agresti, Raffaele Tafuri mette in campo una forte conoscenza del colore partenopeo. Esso risulta inoltre aggiornato alle istanze veneziane di Giacomo Favretto (1849-1887), nella sua essenza vibratile dei quadretti di interni o esterni veneziani.

Espone regolarmente a Milano, Genova, Torino, Verona, Roma, Napoli e Palermo ma anche alle Biennali veneziane dal 1895. Negli ultimi anni si dedica prevalentemente a paesaggi della campagna veneta, stabilendo il suo studio nei pressi di Belluno. Muore a Venezia nel 1929.

La pittura di genere: gli esordi a Napoli

Raffaele Tafuri, dopo aver effettuato gli studi presso l’Accademia napoletana, esordisce alla Promotrice Salvator Rosa del 1880 con Il figlio della Sagrestia. Segue la tradizione partenopea della pittura di genere di stampo realista, non dimenticando i valori cromatici del Seicento.

Al 1881 risale un altro quadro di genere, È partito, esposto insieme allo studio Una testa. Mentre dell’anno successivo sono Le nuove ospiti e Solo al mondo, tutti dipinti che rappresentano la prima fase pittorica dell’artista. Il colore, già in queste iniziali prove, risulta trattato con ampia naturalezza e luminosità, come poi avrà modo di dimostrare ulteriormente a Venezia.

Raffaele Tafuri a Venezia: i paesaggi dal vero

Quando Raffaele Tafuri si trasferisce a Venezia, la sua tavolozza si schiarisce ancora di più. Si fa interprete di una serie di studi e paesaggi dal vero, trattati con sorprendente disinvoltura e vivacità cromatica.

È un abile acquarellista: tramite questo medium può realizzare scorci urbani delle calli e dei canali di Venezia, ma anche nostalgiche vedute meridionali. Marina di Capri viene esposta nel 1891, mentre In piazza d’Erbe, A Venezia Canal Grande e A Venezia canal interno vengono inviate nel 1892 a Napoli.

I paesaggi appaiono veramente raffinati e curati nei dettagli cromatici più minuziosi, dalla luce che si riflette nei canali al sole che batte sui tetti. I tagli sono estremamente moderni nella loro particolarità, come si può osservare in Rio vecchio, Venezia, dipinto esposto nel 1897 a Genova. Alla Biennale del 1895 Raffaele Tafuri presenta Ultimi raggi, mentre a quella del 1905 Foglie secche e la scena di genere Spia.

Tra Pedavena e la memoria dei paesaggi meridionali

Ormai pienamente integrato nell’ambiente pittorico veneziano, Raffaele Tafuri, risulta spesso influenzato dal tocco favrettiano, soprattutto nelle scene di genere. Traspare l’aneddoto curioso e la piacevolezza del racconto, in alcune scenette argute come I falsari e In cucina di campagna presentati a Firenze nel 1906.

Alla Biennale del 1907 il pittore si divide tra una serie di suggestivi paesaggi veneti e qualche dipinto di genere: Neve, A Pedavena – Feltre, Convegno imminente, Canto della sera, Automobile.

Da questi paesaggi si può notare come l’artista si sia da poco trasferito a Pedavena, piccolo borgo vicino Feltre, tra le montagne bellunesi. Da questo momento in poi presenterà soprattutto vedute tratte dai luoghi che frequenta abitualmente. Baci del sole e Il frutteto risalgono alla Biennale del 1909, al 1910 Dal mio studio di Pedavena e Ritorno dal mercato.

Nel 1918 a Milano si tiene una personale dedicata all’artista Raffaele Tafuri con una selezione di centosette opere.
Tra di esse vi sono quelle dell’ultimo periodo come Una sera di sagra a Chioggia, Cercando (Bosco di Pedavena), A merenda (nel feltrino), Sul torrente Colmeda a Pedavena, Case campestri (Telva di Feltre), Ampezzo (dal mio studio) e A Pian d’Avena.
Vi sono esposti però anche paesaggi di memoria campana come A Sorrento, Nel porto di Salerno, Le lavandaie (“Fornelle” di Salerno), A Posillipo, Gadoni di Chiaia e Uliveto – Salerno.

Quotazioni Raffaele Tafuri

Confida sull’esperienza dei nostri estimatori storici dell’arte per una valutazione gratuita della tua opera di Raffaele Tafuri.

Consultaci sia posizionando le foto della tela nel form sottostante, oppure utilizza i procedimenti di contatto in alto.

La nostra competenza storica ci permette di offrire una perizia qualificata anche in meno di 24 ore. Acquistiamo inoltre opere di questo pittore e artisti coevi.

È indispensabile per avere una stima accurata, inviarci le foto dell’opera con rispettive misure, della firma ed anche del retro; 

Corrente Artistica:

Richiesta inviata correttamente.

Ti risponderemo nel più breve tempo possibile. Grazie

Errore! Richiesta non inviata.

Ti preghiamo di riprovare e in caso di errore di contattarci via mail scrivendo a info@valutazionearte.it

Hai un'opera di Raffaele Tafuri e vuoi venderla?

Risposte anche in 24 ore.

Chiedi una valutazione gratuita, professionale e veloce usando il modulo sottostante, oppure usando i contatti in alto.

Instruzioni: allegare tramite il seguente modulo foto nitide e dettagliate (anche del retro e della firma).

Indicare inoltre nel campo "messaggio" le misure dell'opera.

Non trattiamo stampe e litografie.

Carica immagini delle tue opere

Seleziona o trascina i file da caricare qui dentro

error: © Copyright Berardi Galleria d\'Arte S.r.l.