Achille Talarico

Achille Talarico. Malinconia. Tecnica: Olio su tela
Malinconia. Tecnica: Olio su tela

Biografia

Achille Talarico (Catanzaro, 1837 – Napoli, 1902), nato da un’umilissima famiglia calabrese, dimostra ben presto la sua attitudine artistica. Riesce quindi a partire per Napoli dove studia sotto la guida di Giuseppe Mancinelli (1813-1875).

Solo in un secondo momento decide di iscriversi all’Accademia di Belle Arti, dove conosce Domenico Morelli (1826-1901).
Esordisce nel 1864 alla Promotrice Napoletana, per poi esporvi fino agli anni Novanta dell’Ottocento. Alla partecipazione alle Promotrici napoletane affianca anche quella a diverse mostre di Genova, Torino, Milano, Salerno e Roma.

Abile paesaggista e pittore di genere, Achille Talarico è però ricordato soprattutto per i ritratti. Gentiluomini, donne dell’alta società, ma anche umili popolane e bambini sono i soggetti delle sue luminose tele e tavole.

Fa spesso uso della fotografia come supporto per l’indagine del vero, senza però mai abbandonare la sua pennellata sciolta e veloce. Oltre ai ritratti, realizza anche una serie di dipinti sacri e diverse scenette di genere di stampo folkloristico.

Achille Talarico viene descritto spesso come un uomo solitario e schivo, lontano dalla mondanità. Ciononostante viene apprezzato dall’ambiente artistico a lui contemporaneo e soprattutto da Morelli.

Anche se ottiene un discreto successo di mercato e riesce ad affermarsi con le sue opere, Achille Talarico non diventerà mai ricco. Anzi, per tutta la vita è costretto ad affrontare una serie di difficoltà che lo riportano costantemente alla povertà dell’infanzia. Muore a Napoli nel 1902. Alcune sue opere si trovano al Museo di Capodimonte e altre presso la Galleria Nazionale di Roma.

Gli esordi: l’influenza di Morelli

Achille Talarico esordisce nel 1864 alla Promotrice di Napoli con il sentimentale dipinto Le ricordanze. Sono gli anni in cui ancora si esprime in diverse modalità: pratica tanto la pittura di genere, quanto i ritratti.

Eredita la potenza cromatica di Domenico Morelli, dedicandosi anche alcuni quadri di storia. Ne sono esempio Un paggio e Amilcare fa giurare ad Annibale odio eterno contro i romani, presentati a Milano nel 1865.

Alla Promotrice di Napoli del 1867 partecipa con Dopo una festa in maschera, dipinto oggi conservato presso il Museo di Capodimonte di Napoli. A Milano nel 1874 presenta un Ritratto e Un ricordo. Nel 1870 all’ Esposizione di Agricoltura e Commercio di Salerno, viene premiato con medaglia d’argento. Continua con i soggetti di genere per alcuni anni: nel 1876 a Napoli presenta Innocenza ed amore e Costume napoletano.

Achille Talarico, abile ritrattista

Nel 1882 a Napoli espone Ritratto del fu signor Francesco Passaro, ottenendo diverse lodi. È da questo momento in poi che si specializza nei ritratti, attentissimo alla resa luministica e alla presenza volumetrica delle figure. I delicati passaggi cromatici e una pennellata disinvolta si accompagnano ad un preciso studio del vero attraverso la fotografia.

Nel 1883 all’Esposizione Nazionale di Roma presenta il bel Ritratto di signora. Al 1885 risale il ritratto di Carmelina Sannini, nata Giovine e al 1886 quello del Signor Masucci commendatore.

Molto famosi sono il Ritratto di Matteo Schilizzi, quello Della moglie e Donna che suona il mandolino. Si ricordano anche Ritratto del duca di Noia, Ritratto della duchessa di San Donato. Presso la Galleria Nazionale di Roma si conservano RicordiIdillio e Dama in decolleté.
Ritratto di Mendelssohn del 1888 si trova presso il Conservatorio di Musica di Napoli, mentre il Ritratto di Antonio Villari al Museo di San Martino.

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