Tallone Guido

Guido Tallone. Ritratto della Contessa Nicoletta. Tecnica: Olio su tela
Ritratto della Contessa Nicoletta. Tecnica: Olio su tela

Biografia

Guido Tallone (Bergamo, 1894 – Alpignano, 1967) viene introdotto alla pittura dal padre Cesare (1853-1919), prima nel suo studio poi seguendo le sue lezioni all’Accademia di Brera.

Dopo gli anni della formazione e con l’interruzione dovuta alla Prima guerra mondiale, mette a punto il suo stile a cominciare dagli anni Venti del Novecento, lavorando prevalentemente come ritrattista.

È un pittore ancora molto legato al linguaggio ottocentesco, come rivelano anche i suoi dipinti di paesaggio realizzati nella sua casa di Alpignano, in provincia di Torino, ereditata dalla madre.

I viaggi degli anni Venti

Guido Tallone è anche un viaggiatore instancabile, come si nota dai frequenti spostamenti degli anni Venti, in cui frequenta l’Inghilterra e l’America, dove conosce scrittori e artisti di ogni tipo.

Fondamentale è anche il suo soggiorno tra la Spagna e la Francia. In particolare, a Parigi entra in contatto con i maggiori artisti del tempo, traendo continuamente ispirazione non solo nelle mostre, nei musei e negli studi dei pittori, ma anche dal ritmo della vita e della quotidianità.

Rientrato in Italia, si stabilisce per diverso tempo a Milano, dove lavora soprattutto con la galleria del fratello Ermanno e con la Galleria Pesaro.  Il suo esordio avviene proprio a Milano nel 1923, per poi continuare ad esporre alle Sindacali Regionali lombarde, ma anche a diverse edizioni della Biennale di Venezia e della Quadriennale di Roma.

Un pittore instancabile

La sua pennellata rapida e il suo cromatismo luminoso e vibrante danno vita ad una serie di immagini di grande forza sintetica, in cui spesso il colore sembra assumere un carattere quasi materico. Guido Tallone, non assecondando quel rigorismo formale di Novecento, mantiene un linguaggio personalissimo, che lascia molto spazio all’influenza impressionista.

Ma il suo colore è più denso, così come il disegno rimane forte e vigoroso, soprattutto nella definizione di figure tratte dalla quotidianità. Si esprime quindi al meglio nel ritratto, anche se non mancano, nella sua produzione, paesaggi di grande impatto lirico che rimandano ad un post Impressionismo luminoso e corsivo.

Dopo gli anni della guerra, Guido Tallone compie numerosi altri viaggi, in Oriente, in Europa e in America, riportandone continuamente impressioni e suggestioni nuove. Negli ultimi anni, lavora soprattutto tra Milano e Alpignano, ma frequenta molto anche la laguna di Venezia. Muore ad Alpignano nel 1967, a settantatré anni.

Guido Tallone: tra ritratti e paesaggi, l’eredità personale del linguaggio ottocentesco

Guido Tallone esordisce negli anni Venti come ritrattista e come pittore di paesaggio. Porta con sé un ricco bagaglio di esperienze e di influenze pittoriche che ha maturato durante i suoi viaggi che caratterizzano la sua produzione.

Nel 1929 partecipa alla Mostra “Artisti Italiani Contemporanei” alla Galleria Pesaro di Milano, in cui espone Arles – Paesaggio, tela dal cromatismo luminoso ed estremamente sintetico. L’anno successivo, insieme a Raffaele De Grada (1885-1957), tiene una piccola personale, sempre alla galleria Pesaro, in cui espone i ritratti Signora di Toledo e Francesco Figliodoni cavaliere del lavoro e i paesaggi Una strada e L’Essence.

Il Ritratto del Comm. Paolo Ingegnoli compare alla Biennale di Venezia del 1930 e quello dell’On, Paolo Gussoni alla Biennale del 1932. Nel 1939, Guido Tallone partecipa alla Quadriennale di Roma con Bambina e Ritratto di mia madre, ma anche al Premio Bergamo con i due paesaggi Franciacorta e Alta montagna in Val d’Aosta.

Alcuni ritratti come Giovinetta, in collezione privata, rappresentano al meglio la poetica di Guido Tallone, che predilige, in tutta la sua produzione, una pennellata ampia, rapida e sintetica, che traduce in un linguaggio personale e moderno, la ritrattistica che aveva contraddistinto anche quello paterno.

Lo stesso vale per i paesaggi come Marseille che, oltre a testimoniare il continuo movimento del pittore e il suo amore per i viaggi, evidenzia anche un tratto compendiario e luminoso che mette in risalto la visione post impressionista del pittore.

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