Tominetti Achille

Achille Tominetti. Fra l’Erica. Tecnica: Olio su tela, 59 x 98,5 cm
Fra l’Erica. Tecnica: Olio su tela, 59 x 98,5 cm

Biografia

Achille Tominetti (Milano, 1848 – Miazzina, 1917) nasce in una famiglia di Miazzina trasferitasi a Milano per vendere il latte prodotto dai suoi animali. Manifesta ben presto attitudini artistiche, così si iscrive all’Accademia di Brera, frequentando i corsi di ornato e poi di paesaggio.

Ha come maestro Luigi Riccardi (1808-1877) e come compagno Eugenio Gignous (1850-1906), con cui si reca spesso nella campagna lombarda a dipingere dal vero.

Finita l’Accademia, compie un apprendistato presso lo studio di un incisore milanese, poi decide di fare ritorno a Miazzina nel 1871. Achille Tominetti vi si stabilisce per un lungo periodo, accompagnando all’attività pittorica il lavoro nei campi.

Partecipa alle esposizioni braidensi, alla Permanente di Milano, ma anche alle mostre di Torino, Genova e Firenze. Vi presenta una serie di paesaggi ispirati alla realtà rurale di Miazzina e del Lago Maggiore, ma anche ai boschi e alle montagne del Verbano.

Il contratto con la Galleria Grubicy

Dal 1885 inizia a frequentare Villa Troubetzkoy, conoscendo i molti artisti e intellettuali che spesso vi soggiornano, tra cui Vittore Grubicy de Dragon (1851-1920). Achille Tominetti stringe un profondo rapporto con Grubicy, tanto che quest’ultimo viene ospitato più volte a Miazzina per le sue sessioni di pittura en plein air.

Tominetti invece, comincia ad esporre assiduamente presso la Galleria dei fratelli Grubicy a Milano, iniziando a farsi conoscere a livello internazionale.
Espone alla Mostra degli italiani a Londra nel 1888 e ad una serie di altre importanti rassegne europee. Tutto questo grazie ad un contratto che stipula con Grubicy nel 1889 che gli permette di essere stipendiato per le sue tele.

Entra così in contatto con altri artisti promossi dalla società, come Giovanni Segantini (1858-1899) e Angelo Morbelli (1853-1919), ai quali spesso viene affiancato nelle esposizioni. Diventa un artista di valenza internazionale, ricercato dai collezionisti e frequentato da una serie di allievi.

Negli ultimi anni, per i suoi studi paesaggistici Achille Tominetti fa uso anche della fotografia come medium per indagare nel miglior modo la realtà. A Verbania, nel 1911, in collaborazione con la Galleria Grubicy, viene allestita una personale dell’artista. Le quarantotto tele esposte costituiscono il primo nucleo di opere del Museo del Paesaggio.

Unendo all’attività artistica quella politica divenendo sindaco di Miazzina, è impegnato fino alla fine dei suoi giorni, sopraggiunta nel 1917.

I paesaggi di Miazzina

Achille Tominetti, già assiduo frequentatore delle campagne attorno Milano, nel 1867 esordisce alla Mostra di Brera con uno Studio di paesaggio. All’Esposizione di Torino del 1871 presenta un altro Studio dal vero, Cortile rustico (campagna lombarda), Reminiscenze della Brianza e Alta Lombardia.

Il 1871 è anche l’anno che segna il ritorno a Miazzina. Intervallando la pittura all’attività agricola, è inevitabilmente spinto ad inserire temi agresti e pastorali nelle sue veriste tele. Il suoi paesaggi cominciano ad essere popolati da pecore al pascolo accompagnate da pastori e da una serie di motivi montani.

I colori accesi dei tramonti ad alta quota, i leggeri filamenti di erica, gli alberi e le cime innevate diventano i protagonisti delle sue tele. Un’atmosfera carica di pace, ma anche di vibranti colori ed emozioni circonda i caseggiati di Miazzina, intorno al Lago Maggiore, frequentissimi nei suoi dipinti.

Ne sono esempio Casa rustica esposta nel 1871 a Firenze, Strada alpestre del 1872, In cerca di legna del 1877, Veduta del Lago Maggiore del 1880 e Alla fonte del 1881.
All’Esposizione Internazionale di Roma del 1883 invia Caccia magra e L’aurora, mentre risalgono al 1884 Aprile, Autunno e Ghiffa – Lago Maggiore.

Quest’ultima veduta testimonia che Achille Tominetti sta iniziando a frequentare la Villa Troubetzkoy a Ghiffa. La frequentazione diventa assidua nel 1885 e lo testimoniano paesaggi come Dopo la pioggia, Tempo grigio, Autunno con cestoni e Ultimo raggio.

Achille Tominetti e la Galleria Grubicy

Grazie al contratto stipulato con i Grubicy nel 1885, prende parte alla Mostra di Londra del 1888, dove presenta opere come Autunno e Inverno a Miazzina. Il sostrato verista è sempre la principale caratteristica dei paesaggi di Achille Tominetti, ma si avvicina anche alla tecnica divisionista. Il colore si fa più filamentoso e gli accordi cromatici assumono un valore simbolico, soprattutto nella trattazione della luce.

Il successo sopraggiunge veloce e potente: viene ricercato a livello internazionale grazie a tele come Prime nevi e Le mie pecore esposte alla Festa dell’Arte e dei Fiori di Firenze del 1896. È dell’anno successivo Ritorno all’ovile, mentre alla Mostra di Belle Arti di Milano del 1906 presenta Cader delle foglie, Mattino e Al pascolo.

Negli ultimi anni Achille Tominetti si serve del mezzo fotografico per meglio rendere il senso reale delle campagne in cui vive e a cui è profondamente legato. Uno dei paesaggi che testimonia questa novità, L’aratura a Miazzina è conservato presso il Museo del Paesaggio di Verbania.

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