Giovanni Battista Trabucco

Giovanni Battista Trabucco. Ninfa (Dettaglio). Scultura in marmo
Ninfa (Dettaglio). Scultura in marmo

Biografia

Giovanni Battista Trabucco (Torino, 1844 – ?) si forma presso l’Accademia Albertina di Torino, dove è allievo di Vincenzo Vela (1820-1891). Ben presto, si specializza nella realizzazione di monumenti e statue decorative in ambito piemontese.

Contemporaneamente, partecipa regolarmente alle Promotrici Torinesi a partire dal 1865 e fino al 1898. Abbiamo pochi dettagli biografici su Giovanni Battista Trabucco, ma è certo che nel 1884 partecipa al concorso per il Monumento a Garibaldi a Roma e che è autore del Monumento Funebre del Monsignor Sola nella Cattedrale di Nizza.

La scultura in ambito torinese

Si tratta di un autore ancora molto legato alla tradizione purista e romantica della scultura, come dimostrano soprattutto le prime opere presentate a Torino alla fine degli anni Sessanta. Diversi sono i soggetti di ispirazione letteraria, mitologica e storica che sicuramente riflettono la stessa sensibilità del maestro Vincenzo Vela.

L’accademismo della prima ora si coniuga, in Giovanni Battista Trabucchi, in una graduale adesione al verismo, che si verifica a cominciare dalla fine degli anni Settanta, per poi caratterizzare gran parte della sua carriera.

Nel 1887, partecipa all’Esposizione Nazionale di Venezia, in cui presenta alcuni soggetti orientalisti, cosa che si ripete anche l’anno successivo alla Nazionale di Bologna. Questo indirizzo dimostra l’interesse dello scultore nei confronti della sperimentazione esotista, che porta avanti fino all’inizio degli anni Novanta.

Non è certa la data di morte dell’artista torinese. È indubbia la sua presenta alla Promotrice di Torino del 1898, ma da questa data in poi si perdono sue notizie biografiche.

Giovanni Battista Trabucco: la scultura dal Purismo al Verismo

Artista molto legato all’influenza del maestro Vincenzo Vela, Giovanni Battista Trabucco, inizia la sua carriera presentando a Torino una serie di opere che mostrano un’adesione ancora molto forte agli stilemi puristi.

L’epidermide levigata dei gruppi scultorei, ma anche i riferimenti alla scultura quattrocentesca e soprattutto la scelta di temi classici, compare nella prima opera presentata alla promotrice torinese del 1865, La musica.

Con L’Orlando Furioso partecipa alla promotrice successiva, destando l’interesse della critica, anche se lo stile di Giovanni Battista Trabucco non appare completamente definito. In effetti, alla promotrice del 1868, si presenta con L’innamorata (costume del ‘500), un soggetto di genere che si distanzia dai temi prettamente puristi come La poesia e La prosa esposte nel 1869.

Tutti gli anni Settanta rappresentano per lo scultore torinese un bilanciamento continuo tra temi di genere, che affronta anche con spontaneo verismo, e allegorie di stampo classico, come si nota dalla mostra torinese del 1873, in cui compaiono Musica ambulante (pifferaio di Terra di Lavoro) e Meditazione (mezza figura di donna).

Nel 1877 è presente all’Esposizione Nazionale di Napoli con lo studio dal vero Sole in giardino a Nizza, con Busto in marmo e Rossini, sculture che evidenziano una sua ormai quasi totale adesione al verismo. Ciò appare evidente soprattutto all’Esposizione di Torino del 1880, quando Giovanni Battista Trabucco presenta Giovannina, Infanzia e Monsignor Sola, tre opere dichiaratamente studiate dal vero.

Manlio Garibaldi, Effigie ultima di Garibaldi e Ricordo vengono esposte dallo scultore alla Mostra Nazionale di Belle Arti di Roma del 1883. L’anno successivo, a Torino presenta Crumiro e Generale Garibaldi, modello per il concorso del monumento romano di Garibaldi.

La tematica orientalista compare per la prima volta all’Esposizione Nazionale di Venezia del 1887, con due Teste di arabo, studi che anticipano quelli dell’anno successivo a Bologna, due Tipi arabi in bronzo, accompagnati da Giovannina la ciociara. Negli ultimi tempi, Giovanni Battista Trabucco partecipa alle rassegne torinesi con opere a guazzo e ad acquarello, come Realtà e immaginazione e Notturno rusticano, esposti alla Promotrice del 1897.

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