Turletti Celestino

Celestino Turletti. Ritratto di Emilio Praga. Tecnica: Acquaforte. Dalla Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli
Ritratto di Emilio Praga. Tecnica: Acquaforte. Dalla Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli

Biografia

Celestino Turletti (Torino- 1845-1904) si forma, per volere del padre, attraverso gli studi classici. Intraprende poi la carriera notarile, esercitando la sua professione. Allo stesso tempo però, spinto da una spiccata passione per la pittura, frequenta l’Accademia Albertina di Torino.

Qui segue i corsi di Enrico Gamba (1831-1883), Andrea Gastaldi (1826-1889) e Agostino Lauro (1806-1876). Inizialmente frequenta l’Accademia solo saltuariamente, poi, con il permesso del padre, riesce a dedicarsi completamente all’attività artistica.

Completa gli studi a Firenze, dove soggiorna alla fine degli anni Sessanta. Nella città toscana è allievo di Adolfo Bignami (1846-1906) e comincia a delineare la sua personale cifra stilistica. È proprio qui infatti che decide di specializzarsi completamente in scene di genere dal carattere umoristico.

I suoi studi vengono tradotti in incisioni con l’acquaforte, tecnica che fa conoscere Celestino Turletti al grande pubblico. Riesce ad ottenere un grande successo di mercato, anche con la riproduzione di opere di artisti torinesi a lui contemporanei come Giovanni Battista Quadrone (1844-1898) e Lorenzo Delleani (1840-1908), tra gli altri.

La pittura di genere

Celestino Turletti fa parte della schiera di artisti piemontesi dediti alla pittura di genere. È erede dunque del linguaggio della fase generista di Delleani e soprattutto di Quadrone, autori di scene in costume neo-sei e settecentesco. Il loro successo commerciale, arrivato fino agli interessi di mercanti come il fiorentino Luigi Pisani o il francese Adolphe Goupil, ha lasciato traccia nell’espressione artistica di Celestino Turletti. Formatosi, come spesso accade, sul genere storico sotto l’ala di Gamba e Gastaldi, si abbandona poi ad una briosa pittura di genere.

Abbiamo esempi di questa produzione anche nel suo dipinto di esordio, Chiostro e caserma. Elaborato a Firenze, ma esposto alla mostra annuale del Circolo degli Artisti di Torino nel 1869, ottiene un subitaneo apprezzamento.

Lo stesso avviene per il dipinto esposto alla mostra dell’anno successivo, L’ultima ora di mercato. Ma il dipinto che decreta definitivamente la sua affermazione pubblica è Memento!, esposto alla Promotrice di Belle Arti di Torino nel 1872.

Con quest’opera viene alla luce la sua personalissima inclinazione a fornire le scenette di uno spiccato humor che le rendono uniche nel loro genere. Basta pensare al dipinto del 1873, poi tradotto in acquaforte, dal titolo Chiuso fuori, in cui un ragazzotto del popolo, bussa ad un portone speranzoso.

Celestino Turletti : l’acquaforte

La tecnica di cui Celestino Turletti diventa specialista è quella dell’incisione all’acquaforte. Riproduce moltissimi dei suoi quadri, in modo tale da renderli accessibili al più vasto mercato.
Tramite l’incisione però, è anche un abile riproduttore di opere di artisti a lui contemporanei e non. Basta citare l’incisione del Ritratto di Innocenzo X  di Velásquez.

Tra le incisioni più famose e richieste dai collezionisti alle Promotrici vi sono i Martiri della grammatica, Preparativi per una brillante serata, acquistato dal duca d’Aosta nel 1874, Ilarità, ottenuto dalla regina Margherita nel 1881.
Il ritratto in costume appartiene alla Civica Galleria d’Arte Moderna di Torino, mentre Ben arrivato lo zio è stato acquistato dal marchese Malaspina nel 1882.

Umoristiche scene conventuali

Un filone molto caro all’artista Celestino Turletti è quello dei simpatici frati ritratti nelle loro attività quotidiane in convento o fuori. Si tratta di umoristiche scene bozzettistiche che si diffondono rapidamente in diverse riproduzioni, proprio perché richiestissime dal mercato.

Ne sono esempi Questua delusa, presentato a Torino nel 1881 e riproposto in numerosi versioni incisorie, ma anche il famoso Andiam pel mondo, esposto a Torino nel 1884, a Milano nel 1886 e a Venezia nel 1887.

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