Ximenes Ettore

Ettore Ximenes. Mensola con Indiano. Scultura in bronzo
Mensola con Indiano. Scultura in bronzo

Biografia

Ettore Ximenes (Palermo, 1855 – Roma, 1926), nato in una nobile famiglia palermitana di discendenza spagnola, viene introdotto all’arte dal padre, miniaturista e studioso di calligrafia.

Dopo i primi studi da autodidatta, inizia a frequentare l’Accademia di Belle Arti di Palermo, per poi passare a quella di Napoli, dove ha come maestro di disegno Domenico Morelli (1823-1901).

Diplomatosi nel 1872 e vinto il pensionato nel 1874, decide di trasferirsi a Firenze, dove si stabilisce aprendo uno studio. L’anno precedente, aveva esordito all’Esposizione di Vienna, mostrandosi come uno scultore a metà tra le tendenze naturalistiche e un linguaggio fortemente celebrativo, intessuto di reminiscenze romantiche e un decorativismo fantasioso e narrativo, che lo renderà uno dei maggiori rappresentati della scultura liberty italiana.

Già nel 1878, con la sua partecipazione all’Esposizione di Parigi, inizia il graduale successo di Ettore Ximenes, che prende parte alle principali rassegne italiane e internazionali, ottenendo una vasta approvazione da parte della critica, per la sua statuaria perfettamente adeguata alle commissioni pubbliche.

È proprio in questo campo che spicca la personalità artistica dello scultore siciliano, impegnato nell’esecuzione di numerosi monumenti a Roma, tra cui la Quadriga per il Palazzo di Giustizia e la personificazione del Diritto per il Vittoriano.

Roma e il successo

A soli ventinove anni, nel 1884, viene chiamato a dirigere l’Istituto d’Arte di Urbino, ma per il resto della sua vita si stabilisce a Roma a partire dal 1900. Vive nel Villino Ximenes, da lui progettato e decorato, in collaborazione con gli architetti Ernesto Basile e Leonardo Paterna Baldizzi.

Oggi, questo edificio nel quartiere Nomentano costituisce uno dei maggiori esempi di architettura Liberty a Roma. Il primo e il secondo decennio del Novecento rappresentano per Ettore Ximenes gli anni di maggiore impegno artistico, soprattutto nel campo della scultura celebrativa e funeraria.

È presente, inoltre, alla Biennale di Venezia del 1895 al 1909, mostrando la sua forte vena eclettica, non solo nei gruppi e nelle opere celebrative, ma anche nei ritratti, che rappresentano una parte importante della sua produzione.

Allegoria, mito, realtà, eroismo sono caratteri che si uniscono nello stile liberty e a tratti baroccheggiante dello scultore, che guarda tanto al classicismo e al Quattrocento italiano, quanto a Bernini, fino ad arrivare all’Impressionismo di Rodin.

Attivo fino agli ultimi anni a livello internazionale, con un lungo periodo trascorso anche in Brasile all’inizio degli anni Venti, muore a Roma nel 1926, a settantuno anni.

Ettore Ximenes: la scultura liberty

Dopo aver esordito a Vienna nel 1873 con la scultura Lavoro senza genio, Ettore Ximenes espone a Firenze nel 1874 Il dubbio e Amore e i suoi intrighi. Queste prime opere, caratterizzate da un verismo armonioso ed equilibrato, sono anche contrassegnate da una vena di sentimentalismo che appartiene alla scultura di genere.

Il decorativismo frivolo e baroccheggiante caratterizzerà in modo più o meno continuo la produzione dell’artista palermitano, anche nelle opere monumentali.
Nel 1875, all’Esposizione di Genova, continua su questa linea, presentando La vanesia e Il birichino di Firenze e lo stesso vale per l’Esposizione Nazionale di Napoli del 1877, cui invia Cristo e l’adultera e L’equilibrio, riproposta l’anno successivo a Parigi, con il conseguimento della medaglia d’oro.

Ecco che la scultura celebrativa di Ettore Ximenes, vibrante e ricca di particolari, comincia ad avere un enorme successo in Italia, come si nota dai numerosi incarichi che riceve, a cominciare dal Ciceruacchio presentato all’Esposizione Nazionale di Torino del 1880 e poi eretto a Roma.

Nella stessa occasione espone poi Dal Bandino a Firenze, Cuore di re e Le Marmiton, mentre ben dieci opere di piccole dimensioni compaiono a Milano nel 1881, tra cui La quistione di Tunisi, Grandi manovre, Grazie nonno, Il piccolo carlista, Per chi non ha un guardiaportone e La burrasca.

È proprio verso gli anni Ottanta che si verifica una sostanziale svolta dal verismo sentimentale ad una elaborazione formale più vicina ad un decorativismo ricco di particolari che poi sfocerà in una piena adesione al liberty negli anni successivi.
Ne sono esempio le opere esposte alla Mostra Nazionale di Roma nel 1883, Lo scirocco, Pesca miracolosa, Perturbatrice, Garibaldi e Giulio Cesare.

Il pieno gusto floreale si riscontra nella Rinascita, opera presentata alla I Biennale di Venezia del 1895 ed oggi conservata presso la Galleria Nazionale di Roma. L’imponente Ritratto del Senatore Durante compare invece alla Biennale del 1899, mentre Tarantella, Questua, L’ubriaco, Ecce mater, Elegia e Monumento a Zanardelli a quella del 1905.

Nel frattempo, Ettore Ximenes si occupa della decorazione liberty del suo villino romano, in cui sono presenti diverse sculture, come La mensola con indiano, oppure le figure femminili della Galleria delle Statue e la Danza delle Ninfe che sorreggevano con le loro mani il lampadario del Salone.

Tra i monumenti che realizza all’estero, vi sono la statua di Giovanni da Verrazzano a New York, quella di Alessandro II a Kiev e il Monumento al generale Belgrano in Argentina.

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