Zago Erma

Erma Zago. Gondola a Venezia. Tecnica: Olio su Compensato
Gondola a Venezia. Tecnica: Olio su Compensato

Biografia

Erma Zago (Bovolone, 1880 – 1942) nasce da un’umile famiglia della provincia veronese. Il padre è muratore, ma non rifiuta la richiesta del figlio di intraprendere la carriera artistica.

Sin da bambino, infatti, manifesta doti disegnative, per cui all’età di tredici anni, si iscrive all’Accademia Cignaroli di Verona. Dopo i cinque anni di corsi, ottenuto il diploma, diviene allievo di Angelo Dall’Oca Bianca (1858-1942).

Sono questi gli anni in cui inizia a dedicarsi alle impressioni dal vero, a scene tratte dalla vita quotidiana e popolare e ai ritratti. Esordisce a vent’anni a Verona, ma nel 1901 si trasferisce a Milano.

Continua ad esporre tra la città lombarda e Verona, affermandosi con uno stile sempre più personale e raffinato e specializzandosi nell’uso del pastello.
Erma Zago partecipa a tutte le esposizioni di Brera dal 1906 al 1925, a diverse mostre della Galleria Pesaro e all’Esposizione d’arte di Verona del 1931.

I numerosi viaggi in Italia

Nel 1924 viene nominato Socio onorario dell’Accademia di Brera e soggiorna per un periodo a Roma, dove continua a dipingere traendo ispirazione dalle nuove vedute. In questi anni nasce la sua passione per la fotografia che utilizza sia come aiuto alla pittura che come medium indipendente.

Gli anni Trenta segnano un’importante crescita artistica per Erma Zago: compie diversi viaggi in Italia, continuando a dipingere ininterrottamente. Trae molte suggestioni dai paesaggi liguri, pisani, napoletani e veneziani. Contemporaneamente però, si fa meno assidua la sua partecipazione alle mostre ufficiali.

È del 1937 la sua prima personale nella Bottega Arte Salvetti, con una serie di dipinti realizzati tra Milano, Roma e Venezia.
Di essi vengono esaltati la varietà tematica, la vivacità coloristica e il sapiente uso del pastello tanto quanto dell’olio.

All’inizio degli anni Quaranta Erma Zago comincia a soffrire di problemi di salute insieme alla figlia. Così decide di trasferirsi con lei sulla costa ligure.
Lavora intensamente a dipinti in cui la pennellata si fa sempre più consistente, materica, viva. La figlia muore di tubercolosi nel 1941 e lui la segue soltanto un anno dopo.

Erma Zago. Paesaggi e studi dal vero

Erma Zago esordisce nel 1900 all’Esposizione Nazionale di Verona con una serie di Studi dal vero, che già evidenziano una particolare sensibilità coloristica.
Dopo il trasferimento a Milano, espone a diverse mostre braidensi dipinti quali Ore quiete, Impressioni dal vero, Luoghi tranquilli, Maggio, Ottobre e Nubi primaverili.

Si tratta di dipinti attentissimi alle variazioni atmosferiche rese con una pennellata indefinita, vibrante e movimentata. È in questi anni che inoltre si sviluppa la sua attenzione verso gli atteggiamenti umani. Erma Zago è un profondo osservatore del carattere e delle espressioni della gente che incontra nei suoi luoghi prediletti: i parchi e i giardini milanesi.

Scene di vita quotidiana: i giardini pubblici a Milano

Frequentando i parchi riesce a cogliere i più variegati caratteri umani, usando una tavolozza vivace e brillante. I soggetti prediletti sono i bambini che giocano in compagnia delle mamme o delle balie, immersi nel verde cittadino.

Ne nascono così dipinti intensi, festosi, ricchi di vitalità. Gli esempi maggiori sono Giardini pubblici (Impressioni) del 1916, Via Verziere a Milano e Sera d’estate tele presentate nel 1920 all’Esposizione Nazionale di Milano.
La vasca dei Giardini Pubblici di Milano del 1922 viene acquistato da Vittorio Emanuele III per la collezione del Quirinale.

Durante gli anni del Fascismo, Erma Zago continua ad esporre dipinti come Balie e bambini e Novembre, sempre caratterizzati dalla stessa vivacità tematica e briosità cromatica.

Alla V Esposizione della Camerata degli Artisti Combattenti d’Italia, tenutasi alla Permanente milanese del 1931 presenta dipinti elogiati per la loro qualità coloristica: Conversazione, Latteria dei Giardini Pubblici, Figura muliebre. Quest’ultimo è un ritratto a pastello, medium particolarmente amato da Zago.

Nello stesso anno, all’Esposizione d’Arte del Sindacato Fascista Belle Arti della Provincia di Verona presenta Ombre estive, Balie e bambini, Conversazione e Primavera. I dipinti confermano la grande sensibilità dell’artista nei confronti della natura e delle persone che la vivono e la popolano quotidianamente.

Ritratti a pastello

Un genere amatissimo da Erma Zago, sin dai primi anni della sua carriera artistica, è quello del ritratto. Associa a questa produzione intima ed emozionante l’uso del pastello. Numerosi sono i ritratti di figure muliebri anticipate da diversi studi preparatori che mettono in evidenza la vitalità del tratto dell’artista. Esempi di questa produzione sono Ritratto a pastello della moglie TeresaAutoritratto.

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