Zezzos Alessandro

Alessandro Zezzos. Una Fioraia a Venezia. Tecnica: Olio su Tela
Una Fioraia a Venezia. Tecnica: Olio su Tela

Biografia

Alessandro Zezzos (Venezia, 1848-Vittorio Veneto, 1914), di origini greche da parte di padre, dopo gli studi classici, si iscrive all’Accademia di Venezia. Studia insieme a Giacomo Favretto (1849-1887), Luigi Nono (1850-1918) e Alessandro Milesi (1856-1945). Si specializza nella tecnica dell’acquarello, facendosi interprete di scene di genere ambientate nella Venezia del Settecento.

Si presenta come un abile colorista e grande interprete del ritratto. La pittura di genere, trattata con l’eleganza tonale della scuola veneta, diventa la cifra caratteristica dell’artista, che riceve numerosi premi.

L’agile fantasia orientale permea le scene dal sapore a tratti romantico e simbolico, senza mai abbandonare un sincero realismo. Esso viene adottato soprattutto nei dipinti di soggetto agreste, che risentono dell’influenza di Luigi Nono.

Mentre per quanto riguarda il genere neo-settecentesco e i ritratti, coglie l’esempio dell’amico e compagno Favretto. Rispetto a quest’ultimo però, viene spesso giudicato troppo artificioso e sontuoso, a discapito della naturalezza favrettiana.

Nel 1880 Alessandro Zezzos è eletto accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. Come acquarellista, partecipa alle più importanti esposizioni italiane ed estere. Si ricorda a Venezia, Roma, Milano, ma anche a Monaco di Baviera, Leningrado, Londra, Parigi.

Nel 1937 nel Castello Sforzesco di Milano è stata organizzata una sua retrospettiva con circa ottanta opere, riassunto della vasta e importante carriera dell’artista.
Dopo alcuni anni passati a Parigi, spostatosi da Venezia a Vittorio Veneto nel 1913, vi muore a sessantasei anni.

La pittura di genere

Alessandro Zezzos esordisce molto giovane, alla fine degli anni Sessanta, presentandosi alla Promotrice di Belle Arti veneziana. Espone Figura di donna e un Ritratto. Segue poi una serie di altre partecipazioni alla Promotrice veneta, in cui l’artista comincia a delineare la sua predilezione per i temi di genere, ambientate soprattutto nel Settecento.

Ne sono esempio Avanti la passeggiata, Scena campestreIl caffè Florian, Una calle di Venezia,  Ragazza veneziana Colazione in due.
Nel 1878 viene selezionato dall’Accademia veneziana, insieme ad altri quindici artisti, per partecipare all’Esposizione Universale di Parigi, dove presenta I colombi di San Marco.

La predilezione per l’acquarello

Alla fine degli anni Settanta e all’inizio degli Ottanta inizia a definirsi la scelta della tecnica dell’acquarello, che accompagna la pittura ad olio. Si fa conoscere al di fuori del territorio veneto con la partecipazione all’Esposizione Nazionale di Torino del 1880.

Vi presenta l’acquerello Le rondini, che ottiene un immediato successo, tanto che verrà esposto l’anno successivo anche alla Promotrice di Venezia.
Nel 1881 all’Esposizione Nazionale di Milano invia Mercante diventagliAlla predicamezza figura di fanciulla, e Popolana.

Nel 1883 all’Esposizione Nazionale di Roma Alessandro Zezzos partecipa con il dipinto Gli amanti riproposto a Torino l’anno seguente, insieme a Triste nuova. Partecipa ancora assiduamente alle mostre italiane ed europee continuando con la sua caratteristica produzione di acquarelli di genere.

Il suo stile appare permeato da un’intensa emotività che genera un naturalismo delicato e alla moda. Nel 1891 espone alla Triennale di Brera Lettere d’amore, Il molo di San Marco e Una fuga nel 1700, opera poi mandata all’Esposizione di Monaco di Baviera.

Alessandro Zezzos. Paesaggi e raffinati ritratti

Dal 1895 partecipa ad una serie di edizioni della Biennale di Venezia. Alla prima presenta Aratura e Piazza San Marco. Si fa strada da questo momento anche una certa sperimentazione del genere paesaggistico.

In questo caso Alessandro Zezzos riceve l’influenza dell’intimo naturalismo del compagno accademico Luigi Nono. Fanno parte del filone paesaggistico Riposo campestre, Primavera, Motivo alpestre, Falciatrice, L’aratro, da cui emerge un inaspettato verismo.

La fama di Alessandro Zezzos è però legata soprattutto alla sua grande abilità di ritrattista. È infatti autore di una serie di rappresentazioni ad acquarello su cartoncino che riflettono con esattezza e raffinatezza giovani donne.

L’eleganza senza tempo delle fanciulle, realizzata tramite un tocco veloce e ricco di trasparenze, immortala sguardi vacui e malinconici e visi assorti in misteriosi pensieri. 

Ne sono esempi Perplessità, un Ritratto, Popolana con bimbo al traghetto, Ragazza veneziana.  Ma anche Testa di ragazza, presentato alla Biennale del 1901. Alla Biennale del 1912 espone Ritratto maschile e Ritratto di bambina.

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