Zolla Venanzio

Venanzio Zolla. Paesaggio. Tecnica: Olio su Tela. Firmato in basso a destra “Venanzio Zolla”
Paesaggio. Tecnica: Olio su Tela. Firmato in basso a destra “Venanzio Zolla”

Biografia

Venanzio Zolla (Colchester 1880 – Torino 1961) nasce da genitori italiani in Inghilterra, precisamente nell’Essex. Si trasferisce ben presto in Italia per frequentare a Torino l’Accademia Albertina. Qui è allievo dei pittori di genere Andrea Marchisio (1850-1927) e Pier Celestino Gilardi (1837-1905).

Da loro eredita una certa predilezione nei confronti di tematiche leggere e di genere. Si dedicherà poi nel corso degli anni anche alla natura morta, al nudo, a vedute urbane e rurali.

Molto importante per l’autore è anche l’influenza dei post-impressionisti e del pittore statunitense James Abbott McNeill Whistler (1834-1903). Durante i primi anni del Novecento, seguendo sia la lezione di Whistler che quella dei suoi maestri accademici, si divide tra il suo studio londinese e quello torinese.

Dal 1920 Venanzio Zolla partecipa a diverse edizioni della Biennale di Venezia, figurando prevalentemente come pittore ritrattista. Non mancano però le numerose incursioni nel paesaggio e in scene di genere ambientate soprattutto in interni borghesi. Nel corso della sua carriera, a metà tra il mondo artistico britannico e quello italiano, partecipa a diverse esposizioni.

Presenta opere a Torino, Firenze, Milano, Venezia, ma anche a Londra, Liverpool, Glasgow ed Edimburgo. Nel 1929 gli viene dedicata una personale alla Galleria Micheli di Milano.
Diverse sue opere sono conservate alla Galleria di Palazzo Pitti a Firenze, a L’Aja, a Torino e Lima. Venanzio Zolla muore a Torino nel 1961.

I ritratti e la pittura di interni

Prendendo spunto soprattutto dai post-impressionisti e dai pittori di interni inglesi, Venanzio Zolla si fa interprete di una pittura trasognata, caratterizzata da pennellate vaporose e impalpabili. In Italia esordisce alla Biennale di Venezia del 1920 con il delicatissimo dipinto Intimità. A quella del 1922 presenta Les images e Una sedia vuota e nel 1924 Mia madre.

Durante gli anni del fascismo continua comunque ad esporre alle mostre del Sindacato Interprovinciale Fascista di Belle Arti. Nel 1929 presenta Il vecchio e Il libro rosso. Continua poi con una serie di dipinti di genere in interni che ricordano molto le atmosfere alla Whistler.

Il suo stile appare infatti armonioso ed evidenti sono gli accordi tonali che talvolta si servono di una tavolozza spenta, talvolta accesissima, soprattutto nei paesaggi. Ai suoi maestri piemontesi Venanzio Zolla deve la predilezione di scenette leggere e aneddotiche, mentre a Whistler l’atmosfera intima, quasi nostalgica e gli accordi cromatici attentamente calibrati.

Sono ereditate dal pittore americano anche alcune ambientazioni interne con donne che suonano strumenti, colte in istantanee pure ed essenziali. Questo tipo di rappresentazioni si trovano in Accordando e Interno del 1932, ma anche in Ritratto del pianista Magda Brard e in Interno musicale del 1934.

Venanzio Zolla. Il paesaggio

Nella seconda parte della sua carriera pittorica, sempre diviso tra Torino e Londra, Venanzio Zolla si dedica alla pittura di paesaggio. Le pennellate di Zolla appaiono indefinite, proprio come il taglio dell’inquadratura. Esso è quasi fotografico, perché rivelatore di prospettive inedite e di ravvicinate rappresentazioni di strade urbane, colline, parchi.

Le figure, quando sono presenti, appaiono come pure macchie di colore, lontane dall’intento descrittivo dei ritratti. Alla fine degli anni Trenta risale una serie di paesaggi di questo tipo: Verso la collina, Marina di Spotorno, Londra-Paesaggio, Piazzetta-Torino e Inverno.

Nel corso del Novecento Venanzio Zolla partecipa a diverse esposizioni della Royal Academy di Londra, dove in particolare viene notato per il Ritratto della signora Cutburch.

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