Zonaro Fausto

Fausto Zonaro. Fausto Zonaro. Dopo il Gioco. Tecnica: Olio su Tela
Dopo il Gioco. Tecnica: Olio su Tela

Biografia

Fausto Zonaro (Masi, 1854 – Sanremo, 1929) nasce in un piccolo paese vicino Padova ed è il primo di sei figli. Maurizio Zonaro, il padre, è un capocantiere che si accorge ben presto della spiccata propensione pittorica del figlio.

Acconsente alla sua iscrizione l’Istituto Tecnico di Lendinara, dove si insegna anche disegno. Proprio qui riceve la sua prima formazione artistica dall’architetto e archeologo Federico Cordenons.

Da Lendinara Fausto Zonaro si trasferisce a Verona, dove studia all’Accademia Cignaroli sotto la guida di Napoleone Nani (1841-1899). Ha come compagni d’Accademia Giacomo Favretto (1849-1887), Angelo Dall’Oca Bianca (1858-1942), Alessandro Milesi (1856-1945).

Tra Venezia, Napoli e Parigi

Terminati gli studi a Verona, si trasferisce a Venezia, dove dipinge piccole tavolette di paesaggio e di genere per i turisti. Nella città lagunare, tra l’altro, incontra il Duca Paolo Camerini, che sarà per lui, oltre che un amico, un importante mecenate e collezionista. Da qui, si sposta a Napoli nel 1878. Comincia a farsi conoscere come abile disegnatore e come esecutore di scene originali, caratterizzate da un realismo sincero e veloce.

In questi anni, la vita dell’artista non è affatto facile. Sicuramente vende molti dei suoi dipinti, ma la concorrenza è spietata e non riesce ad ottenere il successo sperato. Tra il 1885 e il 1888 si sposta continuamente tra Venezia e Napoli, senza trovare pace.

Finalmente, alla fine degli anni Ottanta, Fausto Zonaro decide di partire per Parigi, dove rimane per un anno. Qui porta a compimento la sua formazione artistica, entrando in contatto con i post-impressionisti e affinando sempre di più il suo originale e personale realismo.

La svolta: il trasferimento ad Istanbul

Tornato a Venezia con il nuovo bagaglio di esperienze e conoscenze, inizia ad affiancare l’attività pittorica a quella di insegnante privato di pittura. Si innamora, ricambiato, dell’allieva Elisa Panti.

Con lei, poco dopo, Fausto Zonaro partirà per Istanbul, dando una svolta decisiva alla sua vita e alla sua carriera. La curiosità per il vicino Oriente scatta dopo la lettura di Costantinopoli di Edmondo De Amicis, che convince subito Elisa a partire.

La ragazza è intraprendente: comincia a mantenersi impartendo lezioni di italiano e affitta due piccole case di legno, nel quartiere di Pera. Due mesi dopo la raggiungerà anche l’artista, che non smette di dipingere nemmeno sulla nave. Cattura infatti su tavolette e taccuini diversi paesaggi e impressioni di viaggio.

Arrivato a Costantinopoli Fausto Zonaro rimane sconvolto dalla sua bellezza e dalla sua diversità rispetto all’Italia. Anche qui all’inizio, per mantenersi compone piccole scene di genere che immortalano momenti tipici della quotidianità turca. Tutto è nuovo, tutto è pervaso da una luce diversa, e così la sua pittura acquista un fascino e una bellezza indiscutibili.

Il rapido successo: la corte del Sultano Abdul Hamid

Nel frattempo, sposa Elisa e comincia ad impartire lezioni di pittura anche a diverse personalità dell’aristocrazia costantinopolitana.
Grazie alla rete di conoscenze che fa crescere giorno dopo giorno, nel 1891 il Sultano Abdul Hamid lo nomina pittore di corte e poi Pascià.

Fausto Zonaro acquista vertiginosamente fama, anche perché le sue opere vengono riprodotte in fotografie e in pubblicazioni. I soggetti di carattere orientale non conquistano solo la Turchia ma anche l’Europa.

La sua casa-atelier a Akaretler diventa uno dei luoghi di incontro di intellettuali, politici e religiosi turchi. Non solo, il salotto riceverà, nel corso degli anni, le visite del principe Emanuele e della principessa Elena e di Winston Churchill, tra gli altri.

Il sultano gradualmente affida sempre più incarichi a Fausto Zonaro, che dal canto suo vede aumentare la sua paga giorno dopo giorno. Prima di ripartire per l’Italia, quando già si sente l’aria di rivoluzione, l’artista riesce a ritrarre il Sultano dal vero, prima che venga esiliato a Salonicco.

Il rientro in Italia

Nel 1910, il nuovo sultano, intenzionato a cancellare tutto ciò che gli ricordava Abdul Hamid, solleva Zonaro dall’incarico di pittore di corte. L’artista con la famiglia è costretto dunque a tornare in Italia.

Si stabilisce a Roma, dove apre uno studio nei pressi di Ponte Milvio. Vi rimane per un periodo, poi decide di trasferirsi a Sanremo. Ora, da ispirazione non sono più i paesaggi mozzafiato del Bosforo, ma quelli luminosi della Liguria.

Nonostante abbia un enorme successo con le vedute italiane, i quadri che più interessano ai collezionisti sono quelli di soggetto orientale. Continua a dipingere fino alla fine dei suoi giorni, con lo stesso entusiasmo dei primi anni. Muore a Sanremo nel 1929.

I primi quadri di genere

Il folklore napoletano

Dopo la formazione Fausto Zonaro a Venezia comincia ad essere conosciuto soprattutto per i suoi quadri di genere e per i piccoli paesaggi.  Decide di trasferirsi a Napoli per affermarsi maggiormente come pittore di genere. La città lo affascina moltissimo, con i suoi colori, odori e rumori.

Le tele di questo momento infatti narrano la quotidianità napoletana, con i suoi scugnizzi, venditori ambulanti, sarte, banditori.  Si dedica anche ad una serie di piccole tavole di paesaggio, che raffigurano per di più marine del Golfo di Napoli.

L’opera più conosciuta di questa fase è Il banditore del 1886, che rappresenta una delle figure fondamentali del folklore partenopeo. Noto anche come “pazzariello”, aveva il compito di informare il popolo sulle novità cittadine, pubblicizzando anche negozi e botteghe.

A questi anni veneziani e napoletani risalgono dipinti come La sofferente e Il calderaio, In attesa, Infilatrici di perle, Al redentore. Si tratta di opere che narrano piccole scene tratte dalla realtà, descritte con grande arguzia e amore per il dettaglio.

Parigi, Boulevard de Clichy

Irrequieto e desideroso di ottenere successo, Fausto Zonaro parte per Parigi. Stabilisce il suo studio in Boulevard de Clichy. Nella città perfeziona il suo stile traendo linfa dalle opere degli impressionisti e si confronta con quelle dei post impressionisti.

Conserverà però sempre quelle caratteristiche che lo hanno reso un pittore peculiare: lo studio della luce, la capacità narrativa, la pittura vivace. È proprio a Parigi infatti che sviluppa un linguaggio personalissimo e inconfondibile e che di lì a poco gli permetterà di cambiare vita.

Fausto Zonaro: pittore alla corte ottomana

Trasferitosi in Turchia insieme alla sua amata Elisa, il pittore inizialmente si dedica ad una serie di vedute ad olio e ad acquerello che si ispirano a Costantinopoli e ai costumi del popolo.

Odalische, pescatori del Bosforo, ufficiali di cavalleria del Sultano. I suoi quadri vengono esposti in librerie e acquistati da turisti stranieri, desiderosi di portare con loro un ricordo esotico.

Quando riesce a diventare pittore di corte del Sultano, nel 1896, Fausto Zonaro riceve diverse committenze. Una di queste è un dipinto sulla guerra greco-turca dal titolo Hucum (L’attacco). Il quadro viene talmente apprezzato da Abdul Hamid, che Fausto Zonaro riceve in cambio una abitazione vicino al Palazzo.
Ottiene invece un notevole aumento di paga quando realizza il quadro allegorico sulla conquista di Costantinopoli ad opera di Mehmed il Conquistatore nel 1453.

L’orientalismo

Agli anni turchi appartengono, oltre che i dipinti ufficiali, una serie di scene di genere e paesaggi orientali che hanno conquistato immediatamente il mercato. Ne sono esempio Barbieri all’aperto, Bagno turco, Il Corno d’Oro, Sul Ponte di Galata.

Tutti dipinti questi, che offrono un variegato, sontuoso e sincero sguardo sulla vita e la bellezza costantinopolitana. Così Zonaro, tra i diplomatici europei, critici, politici e viaggiatori, acquista la fama di pittore orientalista. Le sue scene vivide, la ricchezza di particolari, i ritratti di figure orientali conquistano i collezionisti.

Verrà amato soprattutto dal Sultano, esprimerà mai un giudizio negativo su Fausto Zonaro. L’artista porterà sempre con sé il fascino di Istanbul, dei suoi colori, della sua gente. Li ricorderà sempre con tanto amore e malinconia.

La riviera ligure

Tornato in Italia, dopo il passaggio a Roma, Zonaro si stabilisce il Liguria. Qui continuerà costantemente a inviare alle mostre opere di memoria orientale. Ma inizia anche a ritrarre le coste liguri e francesi, riempiendole di una luce viva, solida, vibrante.

I protagonisti dei dipinti sono ormai i paesaggi dei piccoli villaggi marini o collinari, con i loro abitanti intenti nelle tradizionali attività quotidiane. Lo stile ricorda quello del periodo napoletano o parigino, con pennellate veloci ma allo stesso tempo attente al dettaglio.
Anche in questo periodo però, viene sempre apprezzato per i suoi quadri orientalisti, che lo fanno ricordare come uno degli ultimi pittori della corte ottomana.

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