" /> Divisionismo a Novara. Mostra al Castello Visconteo Sforzesco

Il Divisionismo al Castello di Novara

Divisionismo. Giuseppe Pellizza da Volpedo. La Neve. Crepuscolo invernale, 1906
La Neve. Crepuscolo invernale, 1906. Tecnica: Olio su tela, 94 x 94 cm, Collezione privata

Novara, Castello Visconteo Sforzesco

Fino al 5 aprile 2020

A novembre si è aperta l’imponente mostra Divisionismo. La rivoluzione della luce, presso il Castello di Novara. Nella sua accezione di prima avanguardia italiana, il Divisionismo, viene snocciolato in questa mostra, che ne evidenzia tutte le più nascoste sfaccettature, in un percorso espositivo denso e studiato.

La curatrice Annie Paule-Quinsac si è concentrata in particolare sugli autori piemontesi e lombardi, scegliendo come luogo dell’esposizione Novara, città piemontese non troppo lontana dalla Lombardia, nucleo di nascita del Divisionismo.

Ma la città è anche vicinissima alle maestose montagne e valli ritratte da autori come Carlo Fornara (1871-1968), dal Monferrato, luogo carissimo ad Angelo Morbelli (1853-1919) e da Volpedo, paese d’origine di Giuseppe Pellizza (1868-1907).

Divisionismo. La rivoluzione della luce

Novara, città dell’inverno e del freddo, di quella neve tanto amata dai divisionisti ed elemento anche preso in analisi in una delle sezioni della mostra. Otto sono le parti che compongono il percorso espositivo, che narra, con precisione cronologica, tutte le tappe del Divisionismo italiano:

  • Il prologo
  • La prima triennale di Brera. Uscita ufficiale del Divisionismo
  • L’affermarsi del Divisionismo
  • Pellizza da Volpedo. Tecnica e simbolo
  • Il colore della neve
  • Verso il sogno
  • Il gioco dei grigi
  • Il nuovo secolo. L’evolversi del Divisionismo.

Come ben si nota dalla scelta delle sezioni, la mostra, realizzata in collaborazione con METS Percorsi d’Arte, pone la sua attenzione su diversi snodi fondamentali del Divisionismo, dalla sua prima comparsa alla Triennale braidense del 1891, agli sviluppi attraverso le visioni di tre protagonisti fondamentali, Pellizza, Gaetano Previati (1852-1920), Giovanni Segantini (1858-1899).

La divisione del colore viene declinata in maniera diversa da questi tre maestri, insieme ai loro compagni di viaggio, tra cui il teorico, mercante e pittore Vittore Grubicy de Dragon (1851-1920).

Fondamentale è la trattazione cromatica, che ben si nota nelle sezioni Il colore della neve e Segantini. Il gioco dei grigi. Ma tanta attenzione viene anche data ai temi affrontati dagli autori divisionisti, dal paesaggio, al simbolo, al sogno, con le opere di Emilio Longoni (1859-1932) e Giovanni Sottocornola (1855-1917).

Un costante rimando tra colore e idea intercorre nel Divisionismo, ricco di riferimenti simbolisti, di visioni liriche e oniriche, ma anche di scene della quotidianità, sempre denotate, però, da un velo di evocazione poetica.

Si parte da opere intense e cromaticamente esplosive, come Il ponte di Pellizza, per arrivare a veri e propri brani di tensione spirituale, come la maestosa Maternità di Gaetano Previati.

Rivoluzione della luce è il sottotitolo che accompagna il titolo della mostra, proprio per rimarcare quanto i rappresentanti del Divisionismo siano riusciti nell’intento di consegnare la massima importanza comunicativa alla tavolozza e alla resa della luce.

Rivoluzione che ha preso poi il volo nell’evoluzione della corrente stessa, attraverso la nascita del Futurismo, che pone sicuramente le basi nel lirismo ancestrale della luce divisionista.

ORARI:

Martedì – domenica 10,00 – 19,00

BIGLIETTI:

– Intero € 10,00

– Ridotto € 8,00 (Visitatori dai 6 ai 25 anni e over 65, Gruppi composti da almeno 15 persone, Soci TCI Touring Club e FAI, Giornalisti con tesserino ODG con bollino dell’anno in corso non accreditati dall’ufficio stampa, Soci di altri enti convenzionati muniti di tessera)

– Ridotto scolaresche € 5,00 (Gruppi di almeno 15 studenti di scuole elementari, medie e superiori accompagnati dai loro insegnanti)

– Gratuito (Minori di 6 anni, Disabili muniti di certificazione, Guide turistiche abilitate con tesserino di riconoscimento, Giornalisti accreditati dall’Ufficio Stampa, Insegnanti accompagnatori di gruppi composti da almeno 15 studenti, Soci di “Abbonamento Musei Piemonte”)

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