Orizzonti di luce. Segantini e il paesaggio divisionista: natura, memoria e simbolo alla Galleria Civica di Arco

Giovanni Segantini, Ritorno dal bosco olio su tela 1890 “Ritorno dal bosco”, fa parte della stagione verista di Giovanni Segantini, con un’attenzione al fatto quotidiano e al dato naturale, affascinato in particolare dalle ambientazioni montane. Fondazione Otto Fischbacher - Giovanni Segantini, in deposito presso Segantini Museum, St. Moritz

Fino al 22 ottobre alla Galleria Civica di Giovanni Segantini di Arco sarà possibile visitare la mostra Orizzonti di luce. Segantini e il paesaggio divisionista: natura, memoria e simbolo, il secondo capitolo di un percorso espositivo volto ad indagare a trecentosessanta gradi l’attività del maestro divisionista. Le opere ripercorrono le ricerche del pittore, dalle prime prove in Brianza alle sperimentazioni simboliste, modulate secondo tre aree tematiche: la natura, la memoria e il simbolo. 

L’esposizione nasce con l’intento inoltre di mettere in relazione la figura di Segantini con altri pittori divisionisti e non, mostrando le diverse indagini e le connessioni che hanno caratterizzato una delle stagioni pittoriche più rilevanti dell’arte italiana. Infatti ad affiancare le opere del pittore di Arco ci sono i lavori di Giuseppe Pellizza da Volpedo, Angelo Morbelli, Emilio Longoni, Vittore Grubicy De Dragon, Luigi Conconi, Giovanni Sottocornola, Cesare Maggi, Carlo Fornara, Benvenuto Benvenuti, Guido Cinotti, Baldassarre Longoni, Carlo Cressini, Alberto Bonomi e Matteo Olivero.

Dal verismo al simbolismo divisionista di Segantini

In Orizzonti di Luce, grazie a rilevanti prestiti di Gallerie, Musei, Fondazioni e Privati, vengono mostrate tutte le anime di Giovanni Seganti, dal periodo realista, a quello divisionista e simbolista.

L’esordio artistico del pittore si inscrive infatti in ambito verista, con uno sguardo attento al quotidiano e all’osservazione mimetica della natura. I suoi primi riferimenti provengono da Jean-François Millet o la scuola di Barbizon. Dopo il suo trasferimento a Savognino nel Cantone Svizzero, si dedica invece alla sperimentazione divisionista e inizia a cogliere il simbolismo della natura, attraverso suggestive immagini e una luce spirituale che bagna soggetti e paesaggi.

Il percorso espositivo: tematiche ed artisti a confronto

La concezione panteistica che Segantini ha del paesaggio è rintracciabile nella prima sezione della mostra che racconta l’interesse per il dato naturale da un punto di vista estetico, soprattutto per le atmosfere montane. Qui le celebri tele Ritorno dal bosco e Vacca bruna all’abbeveratoio dialogano con i lavori di Cesare Maggi e Carlo Fornara, due artisti che ne reinterpretano il linguaggio secondo personali variazioni. 

La seconda sezione della mostra Orizzonti di luce racconta invece il paesaggio come territorio di sperimentazione divisionista, luogo dell’anima e dell’inconscio. In questa sala le opere di Segantini come L’angelo della vita e L’ora mesta colloquiano con quelle di Giuseppe Pellizza da Volpedo, Vittore Grubicy De Dragon, Matteo Olivero, Benvenuto Benvenuti e Alberto Bonomi. 

La terza sezione estrinseca il pensiero di Vittore Grubicy De Dragon: l’idea che il paesaggio possa diventare un luogo della memoria, una vista in grado di risvegliare sensazioni ed emozioni sopite nel tempo, rivelate tramite i pennelli degli artisti. Qui trovano collocazione le albe, i tramonti e la pittura di luce di Giovanni Sottocornola, Carlo Cressini e Luigi Conconi.

Un’ultima sala ospita invece le opere di Segantini del periodo milanese facenti parte della Collezione permanente della Galleria Civica di Arco.

 

Orari:

Dal martedì alla domenica: 10.00 – 18.00.

Fino al 22 ottobre 2023.

 

Biglietti:

biglietto intero € 7,00

biglietto ridotto € 5,00

 

error: © Copyright Berardi Galleria d\'Arte S.r.l.