Fra le opere pittoriche, che non sfuggono comunque alla narrazione dell’attualità coeva all’autore, si ritrovano ritratti di politici, dipinti che raccontano il conflitto da poco terminato, fino ad arrivare alle nature morte e alle opere sociali dedicate alla questione meridionale. Fino al 22 marzo 2020 ai Musei di Villa Torlonia, Casino dei Principi, Roma

Il visitatore, passando tra le opere a terra, i “Dischi”, li percepisce e li anima, così come avviene per i “Plurimi”, lavori che hanno identificato la produzione dell’artista per molti anni. La gestualità irruenta di Emilio Vedova accompagna il visitatore per tutta la mostra, in uno spazio vivo e pulsante. Fino al 9 febbraio 2020 a Milano, Palazzo Reale.

L’esposizione si concentra soprattutto sul “primitivismo colto” di Tullio Garbari, che si è sempre riempito e arricchito dello studio dei grandi maestri del passato, trasportati in un presente simbolico, onirico e visto dalla personalissima interpretazione filosofica e spirituale dell’autore. Fino al 23 febbraio 2020 a Palazzo delle Albere, Trento.

La stupefacente rappresentazione della realtà dell’opera suscitò grande ammirazione nella critica e nel pubblico, non soltanto per l’eccezionale dimensione della tela, ma anche per la straordinaria ricchezza di particolari e dettagli filologici, che dimostrano un’attento studio dei costumi e delle tradizioni seicentesche. Fino al 13 aprile 2020 alla GAM di Torino.

Ritratto di Donna. Nella mostra vicentina, la curatrice Stefania Portinari ha voluto evidenziare il percorso artistico di Ubaldo Oppi attraverso la rappresentazione della donna, dalla fase secessionista prebellica a quella novecentista postbellica. Dalle muse bidimensionali della Secessione viennese, alle donne solide e italiche degli anni Venti. Vicenza, Basilica Palladiana, fino al 13 aprile 2020.

L’incantesimo della pittura. “Incantesimo” è la parola utilizzata dai curatori della mostra di Barletta per descrivere la potenza della pittura di Giovanni Boldini, che è stato in grado di operare, da italiano, una delle più grandi rivoluzioni stilistiche a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Fino al 3 maggio 2020 a Barletta, Pinacoteca De Nittis.

La mostra intende ripercorrere tutta la parabola artistica di Giuseppe De Nittis, dagli esordi veristi alla scelta più affascinante e charmant della pittura alla moda di fine secolo. Il titolo sottolinea come il pittore abbia prodotto una rivoluzione dello sguardo, assecondando la poetica impressionista dell’inquadratura rapida e “fotografica”. Al Palazzo dei Diamanti, Ferrara, fino al 13 aprile 2020.

Le venti opere esposte, oli, disegni, bozzetti e acqueforti, illustrano il percorso artistico di questo pittore modernissimo, che parte dal luminoso naturalismo veneto di tradizione ottocentesca, per approdare ad una pittura moderna, secessionista, ricca di riferimenti simbolici e mistici. Fino al 1 marzo 2020 a Venezia, Ca’ Pesaro, Fondazione Bevilacqua La Masa.

Più di duecento opere dell’artista marchigiano sono state allestite all’interno del percorso espositivo. Disegni, bozzetti, oli, tavole, sculture ed oggetti teatrali costituiscono l’ampio nucleo di pezzi che narrano con precisione e totalità il percorso artistico e personale di Corrado Cagli. Fino al 6 gennaio 2020 a Roma, Palazzo Cipolla.

Un particolare rilievo è stato dato dalla curatrice alla tecnica usata dal pittore piemontese. Le sue sperimentazioni cromatiche e soprattutto quell’utilizzo così puro e perfetto del colore diviso gli derivano sicuramente dalla vicinanza a Segantini, ma anche da un personale esercizio degli accostamenti e sui contrasti. Fino al 15 marzo 2020 al Museo Archeologico Regionale, Aosta.

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