Angelo Morbelli alla GAM di Milano

Angelo Morbelli. Sogno e Realtà, 1905. Tecnica: Olio su tela, 112 x 80 cm.
Sogno e Realtà, 1905. Tecnica: Olio su tela, 112 x 80 cm. Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, Gallerie d’Italia, Milano

GAM, Galleria d’Arte Moderna, Milano

Fino al 16 giugno 2019

Angelo Morbelli (1853-1919) nasce ad Alessandria da una famiglia agiata. Si forma all’Accademia di Brera dal 1867 al 1876, grazie ad una borsa di studio offertagli dal Comune di Alessandria.

In Accademia, parte dalla pittura di storia conosciuta grazie ai maestri Raffaele Casnedi (1822-1892) e Giuseppe Bertini (1825-1898). Passa poi per la prospettiva, come testimonia il grande dipinto La Galleria di Vittorio Emanuele II in Milano, del 1872.

Ma è grazie alla conoscenza di Vittore Grubicy de Dragon (1851-1920) e alla vicinanza di Giuseppe Pellizza da Volpedo (1868-1907) che Angelo Morbelli si avvicina al Divisionismo. La luce diviene uno dei principali motivi di indagine e di ricerca, come ben si evince anche dalle lettere scambiate con Pellizza nel corso degli anni Ottanta.

Il poema della vecchiaia

È proprio attraverso il Divisionismo che Angelo Morbelli affronta uno dei temi più presenti nel corso della sua carriera artistica: quello della vecchiaia. Il primo dipinto che apre questa fase è Giorni ultimi, esposto a Brera nel 1883. Il Pio Albergo Trivulzio è l’ospizio che lo ispira nella trattazione di questo tema, l’epopea della vecchiaia in tutte le sue sfaccettature.

La tematica sociale, dunque, diventa una delle sue cifre caratteristiche, accompagnata sempre da quel melanconico e delicatissimo studio della luce. Una luce pulviscolare e radente che entra nelle camere e nelle sale dell’Albergo Trivulzio e che illumina le giornate spente degli anziani. Le tele che costituiscono il poema della vecchiaia sono Il Natale dei rimasti, Mi ricordo quand’ero fanciulla, Un Natale al Pio Albergo Trivulzio, presentate alla Biennale del 1903.

Ma importantissime sono le opere di carattere simbolista come S’avanza, dove la protagonista è una morte invisibile che si avvicina alla fanciulla di cui noi vediamo solo un braccio che pende dal bracciolo della sdraio. Una delle ultime opere divisioniste sarà il bellissimo Era già l’ora che volge al desio, un dipinto simbolista e crepuscolare, quasi un annuncio della sua morte, sopraggiunta a Milano nel 1919.

La Colma, villa del riposo e della ricerca

Negli ultimi anni, Angelo Morbelli si era ritirato nella Villa della Colma di Rosignano, appartenuta ai suoi genitori. Posiziona lì il suo studio, e quindi la Villa non diventa solo un luogo di riposo, ma anche un territorio di incontro e di scambio con i suoi amici di sempre, Pellizza ed Emilio Longoni (1859-1932).

La Colma assume un po’ lo stesso ruolo dell’Albergo Trivulzio. Con i suoi paesaggi collinari, gli offre un motivo di ricerca in più, quello della luce che al tramonto o all’alba pervade i campi, i monti, le case.

La poesia di questi magnifici luoghi accompagna Angelo Morbelli in tutta la sua maturazione artistica, dallo studio della tematica sociale, a quella dei vecchioni, fino ad arrivare all’interpretazione simbolica della realtà, della vita e della morte.

Angelo Morbelli nel centenario

In occasione del centenario della morte di Angelo Morbelli, sono state numerose le iniziative portate a termine in Italia. Una su tutte, il catalogo ragionato a cura di Enrico Gallerie d’Arte e delle Gallerie Maspes, entrambe di Milano. Ma poi, anche la mostra dedicata esclusivamente al Poema della Vecchiaia alla Ca’ Pesaro a Venezia.

Adesso, è il turno della GAM di Milano: la mostra “Morbelli 1853 – 1919” è a cura di Paola Zatti con la collaborazione di Alessandro Oldani, Giovanna Ginex (curatrice anche della mostra veneziana) e Aurora Scotti.

Le opere in mostra, che intendono ripercorrere la suggestiva ed unica carriera di questo speciale pittore, non provengono solo dalla collezione della GAM, ma da importanti prestiti nazionali ed internazionali. Vi sono dipinti de La Galleria Nazionale di Roma, del Museo D’Orsay di Parigi, della Galleria Ca’ Pesaro di Venezia.

Naturalmente, il percorso è coronato da una serie di confronti che fanno osservare da vicino l’opera di Angelo Morbelli con quella di altri artisti del Divisionismo e del Simbolismo italiano. Una mostra da non perdere dunque, anche per gli spunti di ricerca e studio che offre sul Divisionismo, definito felicemente dall’artista stesso una Via Crucis.

ORARI DI APERTURA

Martedì – domenica 9.00 – 17.30 (ultimo accesso un’ora prima dell’orario di chiusura)

Lunedì chiuso

TARIFFE MUSEO

  • biglietto intero € 5,00
  • biglietto ridotto € 3,00

Ingresso incluso nel biglietto del museo.

Ingresso gratuito il primo e il terzo martedì del mese dalle ore 14.00 e ogni prima domenica del mese.

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