Balla, Boccioni, Depero. Costruire lo spazio del futuro

Costruire lo spazio. Tullio Crali. Le Forze della curva, 1930. Tecnica: Olio su cartone. Mart, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto
Le Forze della curva, 1930. Tecnica: Olio su cartone. Mart, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto

Musei Civici di Palazzo San Francesco, Domodossola

Fino al 3 novembre 2019

Nella piccola città di Domodossola, nella Val d’Ossola, sarà possibile visitare una ricca mostra su tre protagonisti formidabili del Futurismo. Il titolo Balla, Boccioni, Depero. Costruire lo spazio del futuro, già ci indica come il percorso espositivo all’interno del Museo Civico di palazzo San Francesco non sia solo fatto da dipinti.

Sì, perché l’attenzione è profondamente concentrata sulla rivoluzione che Giacomo Balla (1871-1958), Umberto Boccioni (1882-1916) e Fortunato Depero (1892-1960) hanno dato vita nella concezione dello spazio: quello della tela e quello reale.

Grazie alla collaborazione con il Mart di Trento e Rovereto, la mostra è composta da circa settanta opere che invitano lo spettatore a concentrarsi sul tema del confronto tra l’uomo e il dinamismo, la velocità e i cambiamenti della natura circostante. Non sono presenti solo opere di Balla, Boccioni e Depero, ma anche di aeropittori come Gerardo Dottori (1884-1977) e Tullio Crali (1910-2000) che ci portano fino agli anni Sessanta del Novecento.

Una mostra fluida e dinamica

La mostra, proprio come le opere su cui si concentra, è tutta indirizzata a rendere gli spazi delle tre sezioni fluidi e dinamici. Dalla contemplazione del paesaggio, silente e emozionante della fine dell’Ottocento, si passa ad una visione meccanicistica della natura, in cui è l’uomo, con le sue tecnologie e il suo tempo moderno a stabilire un rapporto con essa.

Treni in velocità, macchinari in movimento, la traiettoria del proiettile di un fucile, ed infine il volo rappresentano il dinamismo all’interno dello spazio. E nella mostra, contemplazione, movimento e vorticoso volo aereo rappresentano le tre sezioni e soprattutto l’evoluzione della concezione di rapporto tra uomo e natura.

Antonio D’Amico, curatore della mostra, si è avvalso della collaborazione di diversi studiosi, per la realizzazione di questa bella esposizione: Nicoletta Boschiero, della Casa d’Arte Futurista Depero, Massimo Duranti, Presidente Archivi Dottori, Elena Gigli, dell’Archivio Balla, Aurelio Sciaraffa, coordinatore organizzativo.

Ma perché la città di Domodossola? Perché emblema della velocità dal 1906, quando Vittorio Emanuele III inaugura proprio nella città della Val d’Ossola il Traforo del Sempione. Ma anche perché nel 1910 ospita il tragico atterraggio di Geo Chávez, il pilota peruviano che per primo valica le Alpi con l’aeroplano.

Quindi Domodossola svolge un ruolo da protagonista nell’immaginario di modernità di inizio Novecento. E la mostra vuole proprio mettere in evidenza i legami e le connessioni che intercorrono tra gli eventi storici e quelli artistici, inevitabilmente congiunti al Futurismo.

Un frammento dell’aereo di Chávez che scende dal soffitto dialoga, alla fine della mostra con le aeropitture, mentre all’inizio i costumi tradizionali della Valle Anzasca colloquiano con i costumi futuristi di Depero.

ORARI:

da mercoledì a domenica 10-12 / 15-19;

lunedì e martedì chiuso

BIGLIETTI:

€ 5 intero; € 3 ridotto per: residenti a Domodossola, over 65 e portatori di handicap, studenti universitari in Conservazione dei Beni Culturali e Accademia di Belle Arti con tesserino, tesserati AMO,

€ 10 biglietto famiglia con figli gratuito

€ 2 scuole

Gratuito bambini fino a 5 anni, guide, interpreti e accompagnatori turistici

 

error: @ Copyright Berardi Galleria d\'Arte S.r.l.