Carlo Fornara. Alle radici del Divisionismo

Carlo Fornara. L’Aquilone, 1902. Tecnica: Olio su tela, 135 x 154 cm
L’Aquilone, 1902. Tecnica: Olio su tela, 135 x 154 cm. GAMManzoni

Casa De Rodis, Domodossola

Fino al 20 ottobre 2019

Carlo Fornara (1871-1968), originario di Prestinone di Val Vigezzo, borgo montano del nord del Piemonte, si forma tra Lione e Milano. Qui, a partire dalla Triennale del 1897, in cui presenta En plein air, entra in contatto con il Divisionismo. Questo dipinto viene rifiutato dalla giuria perché troppo rivoluzionario, troppo violento dal punto di vista cromatico.

Ma dipinti come Pagina autunnale e Pomeriggio estivo, presentati alla Biennale veneziana del 1899, vengono invece notati da Giovanni Segantini (1858-1899), tanto che, nel suo ultimo anno di vita lo coinvolge proprio nella realizzazione del suo maestoso Panorama dell’Engadina.

Proprio l’appoggio del maestro del Divisionismo porterà Carlo Fornara a credere nel proprio operato, a cominciare dal trittico L’annuale vicenda del 1900, dedicato proprio all’amico, scomparso l’anno precedente.

Il divisionismo di Fornara è pieno, carico di colore, ma anche legato ad un naturalismo sentito, forse lontano dagli esiti simbolisti dei compagni come Angelo Morbelli (1853-1919) o Giuseppe Pellizza da Volpedo (1868-1907). Le Alpi della sua terra, il Piemonte, sono protagoniste di gran parte dei dipinti di Carlo Fornara, che sì, inserisce suggestioni simboliche, ma con meno intensità dei suoi amici divisionisti.

Alla Biennale del 1914 tiene un’importante personale con ventiquattro opere, tra cui Ultimi raggi di sole in ottobre, Pomeriggio invernale a Vocagno, L’Alpe, Sole e brine, Mattinata sulle Alpi, Vespero invernale. La natura è sempre presente nell’opera di Carlo Fornara, che dalla sua Prestinone, realizza una lunga serie di dipinti di ampio respiro, sempre caratterizzati da quel cromatismo così vivido e personale.

Il successo dell’artista raggiunge un livello internazionale, tanto da realizzare La conquista della terra, una grande tela conservata nel Parlamento della Repubblica Argentina. La vita e la vasta produzione di Carlo Fornara sono oggi ricordate in una mostra che celebra i cinquantuno anni dalla scomparsa del pittore vigezzino.

Carlo Fornara. Alle radici del divisionismo

Presso Casa De Rodis a Domodossola, dove si conserva la collezione Poscio, si terrà la mostra curata da Annie-Paule Quinsac, che analizza soprattutto la fase iniziale del lavoro dell’artista vigezzino, dal 1890 al 1910.

Il periodo in questione è dunque quello che va dagli esordi, quando scopre il potere suggestivo di Antonio Fontanesi (1818-1882) fino all’apice della maturazione divisionista. Quello in cui Carlo Fornara si forma al seguito di Enrico Cavalli (1849-1919) e soggiorna in Francia, dove lavora come ritrattista per la committenza borghese.

Poi, il periodo milanese e l’incontro con il Divisionismo e con il mercante e pittore Vittore Grubicy de Dragon (1851-1920). Il Divisionismo acceso e intenso di Carlo Fornara verrà poi prevalentemente messo in atto nelle valli del Piemonte, territorio al centro delle proprie composizioni, con la sua storia e la sua poetica quotidianità.

In mostra sono esposti trentacinque dipinti del pittore, molti dei quali sono stati restaurati proprio in occasione di questa esposizione. Accanto alle opere ad olio, sono stati esposti sedici disegni, che evidenziano le capacità chiaroscurali e di immediatezza nella reinterpretazione del vero dell’artista.

In questa mostra, di Carlo Fornara non viene solo esaminato il suo percorso individuale, ma anche i contatti con il Divisionismo degli amici Morbelli, Segantini e Pellizza, in un’ottica di confronti e rimandi che esaltano, però, il suo personalissimo linguaggio.

Orari

Sabato e domenica 10.00 – 13.00 e 15.00 – 19.00

Luglio e agosto anche da martedì a venerdì ore 15.00 – 19.00

Ingresso

Intero 5 euro, bambini e ragazzi fino a 18 anni: gratuito

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