Carlo Fornara e il Divisionismo

Carlo Fornara e il Divisionismo. Fine d’Autunno in Valle Maggia, 1908. Tecnica: Olio su tela, 153 x 173 cm. Collezione privata
Carlo Fornara. Fine d’Autunno in Valle Maggia, 1908. Tecnica: Olio su tela, 153 x 173 cm. Collezione privata

Aosta, Museo Archeologico Regionale

Fino al 15 marzo 2020

Nato a Prestinone di Val Vigezzo, Carlo Fornara (1871-1968), si forma tra l’Italia e la Francia, al seguito del pittore Enrico Cavalli.Dopo aver passato alcuni anni a Lione lavorando come ritrattista per gli esponenti della borghesia e della nobiltà locale, il pittore rientra in Italia.

In occasione della Triennale di Brera del 1897 (dove il suo En plein air viene rifiutato), si lega ai rappresentanti del Divisionismo e in particolare a Giovanni Segantini (1858-1899), che lo coinvolge nell’esecuzione del Panorama dell’Engadina.

L’esperienza francese lo aveva portato ad avvicinarsi al Post Impressionismo e ai Nabis, aprendosi alle più importanti tendenze europee della fine dell’Ottocento. Ma il contatto con Segantini gli apre la strada del Divisionismo, da lui elaborato tramite un’accezione tutta particolare.

Il linguaggio di Carlo Fornara è intenso: la pennellata, composta da filamenti di colore diviso, è accesa e brillante, nell’interpretazione del paesaggio piemontese e valdostano. Colpisce subito i fratelli Grubicy, che tramite la loro attività espositiva e commerciale, garantiscono al pittore un successo di livello europeo.

La mostra

In occasione del cinquantenario della morte di Carlo Fornara, il 2018 è stato un anno ricco di eventi dedicati al pittore divisionista. La mostra del Museo Archeologico di Aosta è l’ultima occasione che permette di approfondire ancora di più la poetica di questo straordinario autore.

Nel percorso espositivo, curato da Annie-Paule Quinsac, si esaminano sia i fruttuosi rapporti intercorsi tra Carlo Fornara e il più anziano maestro Segantini, nell’estate del 1898, prima della sua morte, sia il profondo rapporto con la Val Vigezzo.

La Valle, quasi sempre presente nelle opere del pittore, rappresenta il suo punto di riferimento, il luogo in cui è nato, vissuto e morto. La reinterpretazione dell’espressività delle montagne, dell’anima delle valli, della durezza delle genti è vitale nella sua fremente poetica.

A questo proposito, fondamentale nel percorso della mostra è l’analisi delle opere simboliste di Carlo Fornara, in cui la Valle Vigezzo acquista un valore quasi misterico, come dimostra la meravigliosa opera dedicata al vento nella neve, L’aquilone.

La tecnica di Carlo Fornara

Un particolare rilievo è stato dato dalla curatrice alla tecnica usata dal pittore piemontese. Le sue sperimentazioni cromatiche e soprattutto quell’utilizzo così puro e perfetto del colore diviso gli derivano sicuramente dalla vicinanza a Segantini, ma anche da un personale esercizio degli accostamenti e sui contrasti.

Attraverso una serie di studi diagnostici effettuati, in occasione della mostra aostana, in collaborazione con la Direzione Artistica di Banca Patrimoni Sella & C., è stata analizzata nel profondo la tecnica di Fornara.

Cinque dipinti in particolare sono stati presi in esame: L’Aquilone, Le lavandaie, Chiara pace, Fine d’autunno in Valle Maggia e Luci e Ombre. I risultati di queste indagini sono contenuti nel catalogo che correda la mostra con i testi di Quinsac, della direttrice delle attività espositive in Valle D’Aosta Daria Joriz e dello storico dell’arte Filippo Timo.

ORARI:

martedì – domenica: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00

BIGLIETTI:

intero: € 6,00; ridotto: € 4,00; gratuito: per i minori di 18 anni

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