Claude Monet, il rivoluzionario dell’Impressionismo

Claude Monet. Ninfee, 1916-1919. Olio su tela, 130x152 cm. Parigi, Musée Marmottan Monet © Musée Marmottan Monet
Ninfee, 1916-1919. Olio su tela, 130x152 cm. Parigi, Musée Marmottan Monet © Musée Marmottan Monet

Claude Monet. Una sconvolgente modernità anticipatrice dell’astrattismo. Questa è l’essenza della rassegna al Complesso del Vittoriano a Roma fino al 11 febbtaio 2018. 

“Monet. Capolavori dal Musée Marmottan Monet” è la grande retrospettiva romana che ci introduce nell’universo creativo del padre dell’Impressionismo, la cui tavolozza viaggiò ben oltre le tele, precorrendo l’arte moderna. Claude Monet (1840-1926) fu uno dei primi pittori a convertirsi alla pittura en plein air vivendo letteralmente tra la luce del giorno, la pioggia, tra i capricci delle variazioni atmosferiche e lo splendore del sole. Ancora una volta il “poco definito” del’artista, ci avvolgerà nel suo energico e abbagliante cromatismo.

Claude Monet. Il ponte giapponese, 1918-1919. Olio su tela, cm 74x92. Parigi, Musée Marmottan Monet
Il ponte giapponese, 1918-1919. Olio su tela, cm 74×92. Parigi, Musée Marmottan Monet

Sessanta opere per documentare una fenomenale rivoluzione pittorica. In mostra i ritratti dei figli, le graffianti caricature e i paesaggi rurali e urbani, le tele, le Ninfee e i Glicini dipinte nel suo amato giardino. “Il mio giardino è un’opera lenta, perseguita con amore. E non nascondo che ne vado fiero”.

Le opere provengono dal Musée Marmottan Monet di Parigi; tutte tele che l’artista conservava nella sua ultima dimora di Giverny, donate al Museo dal figlio.

Dopo aver viaggiato per l’Europa, Claude Monet, appena quarantenne, decise di trasferirsi nel villaggio di Giverny in Normandia, dando vita a quello che sarebbe diventato il suo celebre giardino a cui dedicò tanta cura e passione. Dieci anni dopo, ispirato dalle stampe giapponesi tanto in voga a Parigi, fece incanalare l’acqua del fiume Epte per costruire il famoso laghetto delle ninfee.

Claude Monet: il giardino incantato

Quel mondo di ninfee e di altre piante acquatiche, con l’incantevole ponte sospeso tra due filari di salici diventò il suo atelier en plein air dove dipingeva immerso nella natura. Le ninfee e i glicini del suo laghetto, dipinti in duecentocinquanta tele circa, furono il suo tormento e l’estasi negli ultimi trent’anni di vita. Tutte le sfumature delle molteplici partiture cromatiche orchestrano un gioco di luci e di colori danzanti creando composizioni che abbattono ogni barriera.

Claude Monet. Vetheuil nella nebbia, 1879. Olio su tela cm 81,5x92. Parigi, Museée Marmottan Mon
Vetheuil nella nebbia, 1879. Olio su tela cm 81,5×92. Parigi, Museée Marmottan Mon

“Forse devo ai fiori l’essere diventato un pittore” diceva, a testimonianza della passione che il maestro nutriva per il giardinaggio; gli elementi preferiti, salici piangenti e alberi, si eclissano in una competizione di luci palesando e occultandosi allo stesso tempo mentre l’osservatore resta ammirato e disorientato per la naturalezza di paesaggi da fiaba.

Dalle caricature alle Ninfee

Dalle Caricature alle Ninfe. La mostra si intervalla dalle famose” caricature”, che disegnò dagli anni del collegio a Le Havre (la sua città natale) a “Monet cacciatore di motivi”, che tratta dei viaggi, soprattutto a Londra dove ammirò le opere di ConstableTurner. L’esito di questo incontro con i maestri inglesi generò un nuovo linguaggio documentato da una serie -emblema del suo percorso artistico, come il Ponte di Charing Cross (1901) e Londra, Il Parlamento, Riflessi sul Tamigi (1905). Da lì andò a Parigi a Vétheuil, a Pourville, e anche in Liguria, come testimonia il dipinto del Castello di Dolceacqua. Tra i capolavori in mostra ci sono tra gli altri Ritratto di Michel Monet neonato (1878-79), Ninfee (1916-1919) e Le Rose (1925-1926).

Claude Monet. Ninfee e Agapanti, 1914-1917. Olio su tela, cm 140x120. Parigi, Museée Marmottan Monet
Ninfee e Agapanti, 1914-1917. Olio su tela, cm 140×120. Parigi, Museée Marmottan Monet

L’incantevole percorso continua con “I ponti giapponesi e salici piangenti” , poi ancora con le famose “Ninfee” nelle varie versioni, concludendosi con gli stupendi “Pannelli monumentali”.

L’evoluzione artistica di questo strabiliante protagonista è dettagliatamente tratteggiata in questa inestimabile mostra che ci permette di scrutare nell’intimo giardino dell’artista.

La mostra, divisa in sei sezioni, è curata da Marianne Mathieu, organizzata dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con il Musée Marmottan Monet di Parigi, ed arricchita dal catalogo pubblicato da Arthemisia Books.

Biglietti: Intero € 15,00 (audioguida inclusa). Ridotto € 13,00 (audioguida inclusa)
Orari: Dal lunedì al giovedì 9.30 – 19.30. Venerdì e sabato 9.30 – 22.00. Domenica 9.30 – 20.30

Link: ilvittoriano.com/mostra-monet-roma.html

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