Lucio Fontana. Terra e oro a Galleria Borghese

Lucio Fontana. Lucio Fontana. Concetto Spaziale, 1961.
Lucio Fontana. Concetto Spaziale, 1961. Tecnica: Olio, oro, vetri rosa e verdi su tela, 65 x 81 cm. Collezione Merlini

Roma, Galleria Borghese

Fino al 28 luglio 2019

Ancora una volta, la Galleria Borghese ospita un artista del Novecento per dialogare con la collezione d’arte antica e con le magnifiche sale immerse in Villa Borghese. Questa volta tocca a Lucio Fontana (1899-1968), con una specifica produzione che si data al decennio che va dal 1958 al 1968.

La curatrice e direttrice della Galleria Borghese, Anna Coliva, ha scelto in particolare i dipinti ad olio in oro e le ceramiche, da qui il titolo della mostra Lucio Fontana. Terra e Oro.

Lo “spazio” che dialoga con lo spazio

Le opere di Lucio Fontana sono state inserite tra i capolavori del Barocco e del Rinascimento. Non a caso sono stati scelti pezzi di Fontana che dialogano perfettamente non solo con quelli del passato, ma anche e soprattutto con lo spazio della Galleria.

L’artista ha lavorato tanto sul “concetto spaziale” come entità a se stante, per questo, i suoi ori e le sue ceramiche riescono ad integrarsi alla perfezione con le altre opere, ormai quasi assorbite dalle pareti e dalle sale del Museo romano.

In più, soprattutto le opere in oro, stabiliscono un rapporto profondo con le sculture e gli arredi barocchi. Questi Concetti spaziali sono stati realizzati da Lucio Fontana nel suo periodo newyorkese, tra il 1961 e il 1968.
Il gesto dell’incisione e dello squarcio risulta naturalmente più violento rispetto a quello delle tele, essendo la materia più dura, metallica.

Questi lavori riportano alla memoria l’idea di “spazio altro” e trascendente e allo stesso tempo prezioso, prodotto dai fondi oro delle tavole medievali. L’oro, con le sue capacità riflettenti, sembra incanalare in sé lo spazio, anche grazie ovviamente ai tagli e ai buchi effettuati dall’artista sulla superficie.

Tra oro e ceramica

Ma questa materia così nobile e ricca di significati viene affiancata a quella poverissima  allo stesso tempo maestosa della terracotta. Negli anni Trenta, prima delle ricerche spaziali, Lucio Fontana aveva sperimentato l’uso della ceramica, terracotta che dopo il processo di cottura presenta dei colori particolari. Questo materiale viene lavorato di nuovo a partire dal 1949, fino ai suoi ultimi giorni.

Le ceramiche hanno un valore prettamente decorativo e si legano sia ai concetti spaziali, sia ad una spiritualità nuova. Negli anni Cinquanta, infatti, Lucio Fontana si dedica ad una serie di Crocifissi, presenti in mostra, in ceramica colorata e riflessata, vibrante e fortemente espressiva. Oppure, realizza le Stazioni della via Crucis, una Madonna col Bambino e la Resurrezione.

Mentre gli ori si uniscono ai dipinti della collezione permanente, le ceramiche sono mescolate con sapienza alle sculture, in un dialogo suggestivo e insolito.

Biglietti:

Intero € 18,00 + € 2,00 di prenotazione obbligatoria; Ridotto € 7,00 + € 2,00 di prenotazione obbligatoria

Orari:

dal martedì alla domenica, dalle 9.00 alle 19.00 (ultimo ingresso alle ore 17.00). Apertura serale ogni giovedì fino alle 21.00 (ultimo ingresso alle ore 19.00)

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