Da Duchamp a Dalì: i Ribelli del ‘900 in mostra

I ribelli del '900. Man Ray. Observatory Time – The Lovers, 1932-34/1964. Color photograph (unique), 50 X 124 cm. The Vera and Arturo Schwartz Dada and Surrealist Art Collection
Man Ray. Observatory Time – The Lovers, 1932-34/1964. Color photograph (unique), 50 X 124 cm. The Vera and Arturo Schwartz Dada and Surrealist Art Collection

Non è un azzardo definire Rivoluzione il periodo artistico del ‘900 che ha visto protagonisti i vibranti pennelli di Marcel Duchamp, Man Ray, René Magritte, Max Ernst, Francis Picabia, Kurt Schwitters e Salvador Dalì.
Amina Kamien-Kazhdan e David Rockefeller, curatori dell’evento, mettono in mostra circa 200 capolavori dei Ribelli del ‘900.

I ribelli del '900. Marcel Duchamp, L.H.O.O.Q., 1919/1964. Rectified readymade: pencil on reproduction 30X23. Collection the Israel Museum, Jerusalem. The Vera and Arturo Schwarz. Collection of Dada and Surrealist Art
Marcel Duchamp, L.H.O.O.Q., 1919/1964. Rectified readymade: pencil on reproduction 30X23. Collection the Israel Museum, Jerusalem.

Sede della manifestazione è il Palazzo Albergati di Bologna, dove sarà possibile ammirare fino all’11 febbraio 2018 le icone artistiche del ‘900.
Dalla dissacrante Gioconda con i baffi L.H.O.O.Q. (1919/1964) di Duchamp a Le Chateau de Pyrenees (1959) di Magritte e poi ancora lo stravagante Surrealist Essay (1934) di Dalì, il Ready made (1935) duchampiano, l’incredibile Main Ray di Man Ray. E ancora i mondi visionari di Yves Tanguy e i ritratti scomposti di Picabia. 

Nel mondo digitale odierno le loro ingegnosità artistiche e le loro interpellanze creative e politiche sanno di antico.
E’ proprio da questi grandi e geniali innovatori che circa cento anni addietro sono scaturite creazioni e abbinamenti impensabili.
Hanno inventato il ready made, i fotomontaggi, l’automatismo,  il biomorfismo e plasmato sulle tele miraggi combinati alla sensualità..

Le opere esposte contemplano quadri, sculture, fotografie, collage, ready-made ed una serie di documenti originali.
La maggior parte di queste provengono dal Museo di Israele a Gerusalemme, tra le principali istituzioni di arte e archeologia del mondo.
Il Museo deve questa ricchezza al docente e poeta milanese Arturo Schwarz che ha donato più di 700 opere di arte Dada, Surrealista e pre-surrealista.

Nelle parole di Matteo Scardovelli, amico e per alcuni anni collaboratore di Schwarz si rivive l’intonazione di questa collezione: “Nell’inverno 2005-2006 mi trovavo a casa sua per aiutarlo a sistemare l’enorme biblioteca. Fuori aveva iniziato a nevicare. Per ripulire il vialetto di casa, Arturo stava dando istruzioni al maggiordomo di usare un badile che teneva nel suo studio, ma che in realtà è un’opera di Marcel Duchamp (Anticipo del braccio rotto, 1915). L’ho fermato all’ultimo minuto, altrimenti avrebbe davvero utilizzato un’opera d’arte per spalare la neve! Questo mostra quanto Arturo sia surrealista non tanto nell’estetica, ma in primo luogo nel modo di vivere e di vedere le cose. ‘Il surrealismo è una filosofia di vita’, l’ho sentito ripetere qualche decina di volte”.

Le 5 sezioni della ribellione: tra sogno e giustapposizioni

I ribelli del '900. René Magritte. Le Chateau de Pyrenees, 1959. Oil on canvas, cm 200×145. The Israel Museum, Jerusalem, Gift of Harry Torczyner, New York- Photo © The Israel Museum, Jerusalem by Moshe Caine. © Renè Magritte by SIAE 2017
René Magritte. Le Chateau de Pyrenees, 1959. Oil on canvas, cm 200×145. The Israel Museum, Jerusalem, Gift of Harry Torczyner, New York

Un passo dopo l’altro per ritrovarsi tra “Illusioni e paesaggi da sogno” e poi ad “Automatismo, biomorfismo e metamorfosi” e ancora a “Meravigliose giustapposizioni”. Una sorpresa dopo l’altra con fotomontaggi, collage e spiazzanti assemblaggi di oggetti.

Tra le sezioni anche “Desiderio” nella quale si esplora il mito della donna nelle sue declinazioni più oscure, tra cui il celebre Le rêve de Vénus di Dalì.
Conclude il viaggio: “Il paesaggio onirico”. La frontiera tra la vita e l’arte: l’investigazione degli aspetti più profondi sul funzionamento reale del pensiero. Il desiderio sessuale che si tramuta in una energia rinnovatrice. La supremazia eccitante ed emancipatrice dell’immaginazione. Questi sono soltanto alcuni contenuti di approfondimento delle cinque sezioni dell’esposizione. Un percorso durante il quale si delineano principalmente due movimenti artistici del XX secolo: il Surrealismo e il Dadaismo

Surrealismo e Dadaismo: lo strappo

Entrambi i movimenti si sono palesati come rottura con la tradizione.
Hanno hanno utilizzato materiali e strategie visive che hanno sovvertito il linguaggio dell’arte, trasformandolo per sempre.
Il dadaismo ha preferito i collage, gli assemblaggi, i montaggi, i film, gli spettacoli e la poesia fonetica all’insofferenza della pittura e della scultura.

Il surrealismo ha messo al centro del suo pensiero il sogno e l’inconscio. I temi principali di questo movimento sono: amore, sogno, follia e libertà. Le tecniche utilizzate dagli artisti sono le più disparate: frottage, grattage, collage, assemblage, pittura e dripping. 

Questo allestimento è stato curato dall’architetto Oscar Tusquets Blanca che ha riorganizzato la famosa sala Mae West di Dalì e l’installazione “1.200 Sacks of Coal” progettata da Duchamp per l’Exposition Internationale du Surréalisme del 1938.

 

 

Link: www.palazzoalbergati.com/

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