“Dante. Gli occhi e la mente” Mostra a Ravenna

Dante. Galileo Chini. Manifesto per il Secentenario della Morte di Dante, 1921 (dettaglio). Litografia su Carta. Archivio Storico del Manifesto Italiano
Manifesto per il Secentenario della Morte di Dante, 1921 (dettaglio). Litografia su Carta. Archivio Storico del Manifesto Italiano

Ravenna

fino al 9 gennaio 2022

Per celebrare i settecento anni dalla morte di Dante, la città di Ravenna ha progettato una serie di tre mostre che sono raccolte sotto il nome di Dante. Gli occhi e la mente.

Il comune ha instaurato una collaborazione con gli Uffizi di Firenze, per rendere gli onori al poeta che si definiva “Florentini natione non moribus”, perché scelse di andare in esilio volontario, prima a Verona e poi Ravenna, sua città adottiva dal 1318 all’anno della sua morte, il 1321.

L’idea delle tre mostre è nata per offrire una panoramica ben precisa e variegata sulla figura di Dante, e su come l’arte, la letteratura, il cinema, la pubblicità e la grafica abbiano riflettuto, nel corso dei secoli, sul problema della rappresentazione della Commedia e della figura dello stesso Sommo Poeta.

Inclusa est flamma

La prima mostra, curata da Benedetto Gugliotta, si tiene nella Biblioteca Classense ed è stata inaugurata a settembre. Si tratta di un progetto espositivo veramente intelligente che ci introduce al settecentenario della morte di Dante, narrando prima il secentenario del 1921.

Il titolo dell’esposizione, Inclusa est flamma. Ravenna 1921: il Secentenario della morte di Dante, ci riporta subito nella Ravenna degli anni Venti, nella mostra inaugurata dall’allora Ministro della Pubblica Istruzione Benedetto Croce.

Il taglio grafico e illustrativo della mostra si nota subito dalla selezione delle opere – manifesti, frontespizi, libri, grafiche, fotografie – e dalla scelta della Biblioteca come luogo espositivo. Come logo della mostra, inoltre, è stato scelto il Manifesto del VI centenario realizzato da Galileo Chini (1873-1956).

Vi sono poi gli iconici sacchi di foglie d’alloro donati posizionati da D’Annunzio sulla tomba di Dante e decorati esternamente da Adolfo De Carolis (1874-1928), col motto “Inclusa est flamma” che ha dato il nome alla mostra.  Da segnalare, infine, è il modello bronzeo del Monumento a Dante che è stato realizzato a Trento dallo scultore Cesare Zocchi (1851-1922) nel 1896.

Le arti al tempo dell’esilio

Dal 6 marzo al 4 luglio si svolgerà la seconda mostra del programma Dante. Gli occhi e la mente.  La chiesa camaldolese di San Romualdo ospiterà l’esposizione Le Arti al tempo dell’esilio, curata da Massimo Medica.

Questa mostra sarà concentrata sugli anni dell’esilio dantesco, intrecciando la storia personale del poeta con le opere d’arte più significative prodotte proprio durante il periodo del suo allontanamento da Firenze.

Compaiono, tra gli altri capolavori selezionati, la scultura in bronzo dorato di Bonifacio VIII di Manno Bandini, frutto di un prestito del Museo Civico Medievale di Bologna. Ma soprattutto, nell’emozionante percorso si possono ammirare ben quattro opere di Giotto e Cimabue.

Dante: un’epopea pop

La mostra che chiude il cerchio di Dante. Gli occhi e la mente è intitolata Un’epopea pop, a cura di Giuseppe Antonelli. Ospitata dal MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna, è concentrata sulla fortuna iconografica che Dante ha avuto nel corso dei secoli, fino ai giorni nostri.

Le sue iconiche sembianze sono ormai un simbolo dell’italianità più pura e preziosa, testimonianza di una letteratura medievale che rimane un’attuale chiave di lettura di qualsiasi epoca successiva e precedente.

Questa mostra è costruita da opere letterarie, pittoriche, cinematografiche, fotografiche che rappresentano il poeta in tutte le sue sfaccettature, dai suoi manoscritti agli oggetti pop, in un’analisi interessante di come il suo inconfondibile profilo, così come le sue immortali frasi, siano presenti nella vita di tutti i giorni.

Un’interessante sezione, a cura di Giorgia Salerno, è dedicata agli artisti contemporanei che hanno rielaborato temi danteschi, dal viaggio, alla luce, alla redenzione. Tra di essi, Richard LongKiki SmithRä di Martino, Tracey EminRobert RauschenbergGilberto Zorio ed Edoardo Tresoldi, con la sua architettura percorribile il Castello degli Spiriti Magni, che si riferisce al Limbo dantesco.

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