Dantedì: le mostre virtuali ai tempi del Coronavirus

Dantedì. Nicola Monti. Francesca da Rimini nell'Inferno, 1810. Tecnica: Olio su tela. Gallerie degli Uffizi
Nicola Monti. Francesca da Rimini nell'Inferno, 1810. Tecnica: Olio su tela. Gallerie degli Uffizi

“Temp’era dal principio del mattino,

e ‘l sol montava ‘n su con quelle stelle

ch’eran con lui quando l’amori divino

mosse di prima quelle cose belle.”

(Divina Commedia, Canto I, vv. 37-40)

Il viaggio di Dante, secondo questi versi del I Canto dell’Inferno, inizia alle prime ore del mattino e proprio al principio della primavera, nello stesso momento in cui, secondo la tradizione, Dio creò il mondo, sotto la costellazione dell’Ariete. Più o meno, quindi, Dante colloca la sua partenza dalla Selva oscura, il 25 marzo del 1300, anno del Giubileo indetto da Bonifacio VIII, nei pressi della Pasqua.

Ecco perché il Consiglio dei Ministri italiano ha recentemente indetto una giornata interamente dedicata a Dante, chiamata “Dantedì”, da celebrare mercoledì 25 marzo 2020, in attesa dei settecento anni dalla morte del sommo Poeta nel 2021.

Ci troviamo in una situazione sanitaria difficilissima, il Coronavirus ci ha costretti ad una lunga quarantena all’interno delle nostre case, ma non per questo le celebrazioni per il Dantedì verranno meno, grazie ovviamente alluso della tecnologia, che mai più di adesso sta unendo le persone anziché dividerle.

Il giorno 25 marzo alle 12,00 in punto, da studenti, scuole, istituzioni, verranno letti versi danteschi sui social, in streaming, su Youtube, tenendo sempre presenti gli hashtag #dantedì e #IoleggoDante. Numerose saranno le adesioni e le partecipazioni, dall’Accademia della Crusca alla Rai, alla Società Dante Alighieri, fino ad arrivare ai musei.

Il Dantedì nei Musei italiani: il caso degli Uffizi

L’impegno del Dantedì è stato visto con particolare attenzione dalle istituzioni museali italiane, che si sono mosse con largo anticipo per celebrare adeguatamente la figura di Dante, nel suo giorno ufficiale.

Parteciperanno all’evento virtuale, con le loro collezioni che fanno riferimento a Dante e ai personaggi presenti all’interno della Commedia, diversi musei, tra cui: le Gallerie Estensi di Modena, La Galleria Nazionale dell’Umbria, la Reggia di Caserta, il Palazzo Ducale a Mantova, il Museo di Capodimonte a Napoli e soprattutto gli Uffizi di Firenze, città del poeta.

Gli Uffizi hanno deciso di celebrare questo primo Dantedì con l’acquisto di un maestoso dipinto, Francesca da Rimini nell’Inferno dantesco, realizzato nel 1810 dal pittore preromantico Nicola Monti (Pistoia, 1780 – Cortona, 1864).

Durante la frequentazione dell’Accademia di Belle Arti di Firenze all’inizio dell’Ottocento, sotto la guida di Luigi Sabatelli (1772-1850), già nel 1806, risulta vincitore della classe di pittura. Quattro anni dopo, nel 1810, dipinge per il negoziante livornese Luigi Fauquet la Francesca da Rimini nell’Inferno.

Il dipinto, passato al mercato antiquario, è stato acquistato dagli Uffizi proprio in occasione della celebrazione dantesca. Si tratta di un’opera importante che rappresenta alla perfezione il V canto dell’Inferno, in cui i Lussuriosi sono scossi da una “bufera infernal che mai non resta”.

Le figure, chiare e statuarie, dotate di un classico pathos contenuto, sono già inoltrate verso un tenue romanticismo, confermato dalla scelta di rappresentare Virgilio colpito dal vento di fornte a Paolo e Francesca e Dante quando cade “come corpo morto cade”, svenuto per la partecipazione emotiva suscitata dalla drammatica vicenda dei due amanti.

L’acquisto di quest’opera giovanile di Nicola Monti viene poi accompagnata, agli Uffizi, dalla bella esposizione virtuale realizzata sul sito della Galleria. Non per foco ma per divin’arte. Immagini dantesche dalle Gallerie degli Uffizi è il titolo mostra “aumentata” che presenta undici opere, presenti nel Museo, che riguardano Dante e la sua Divina Commedia.

Tra le immagini dell’Ottocento, sono state scelte Dante in esilio di Domenico Peterlin (1822-1927), la statua di Dante di Emilio Demi (1798-1863), il gruppo di Pio Fedi (1816-1892) Nello con la Pia, l’opera romantica di Enrico Pollastrini (1817-1876) Nello alla tomba della Pia e la drammatica e concitata scena di Raffaello Sorbi (1844-1931) Piccarda Donati fatta rapire dal Convento di Santa Chiara dal fratello Corso.

Questa meravigliosa carrellata d’immagini, scelte dalla coordinazione scientifica di Anna Bisceglia, sono accompagnate da puntuali ed interessantissimi testi, che mettono in relazione le opere d’arte con i versi danteschi ed il contesto storico,  sono stati curati e scritti di da Andrea Biotti, Anna Bisceglia, Daniela Parenti, Patrizia Naldini, Chiara Toti, Chiara Ulivi.

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