De Nittis a Ferrara

De Nittis a Ferrara. Giuseppe De Nittis. Flirtation, Hyde Park, 1874. Tecnica: Olio su Tela, 33 x 43 cm, Collezione privata, Napoli, courtesy Enrico Gallerie d’Arte
Giuseppe De Nittis. Flirtation, Hyde Park, 1874. Tecnica: Olio su Tela, 33 x 43 cm, Collezione privata, Napoli, courtesy Enrico Gallerie d’Arte

Ferrara, Palazzo dei Diamanti

Fino al 13 aprile 2020

Nato a Barletta, Giuseppe De Nittis (1846 – 1884), dopo la morte dei genitori, si trasferisce a Napoli, dove frequenta l’Istituto di Belle Arti. Ma l’ambiente accademico non è fatto per lui: viene espulso all’inizio degli anni Sessanta, quando si reca a Portici e unisce al gruppo di pittori formato da Marco De Gregorio (1829-1876), Federico Rossano (1835-1912) e Adriano Cecioni (1836-1886), i componenti della cosiddetta Scuola di Resina.

Insieme a loro, Giuseppe De Nittis diviene uno dei principali rappresentanti del verismo partenopeo, con l’intenzione di sviluppare il realismo lenticolare palizziano, portandolo avanti e rispettando le novità del tempo.

Dall’altra parte, lo scopo principale della Scuola è anche quello di creare una netta alternativa al morellismo, mettendo in atto una poetica attentissima al vero, alle variazioni di luce, ai temi del presente e anche alla questione sociale.

Gli esordi del giovane De Nittis sono dunque pienamente legati alle istanze veriste partenopee. Partecipa alla Promotrice del 1864 con un dipinto atmosferico, realizzato en plein air, L’avanzarsi della tempesta. Seguito poi da altre opere, presentate nel corso degli anni Sessanta, come Una fattoria sul lago di Salpi, Una traversata negli Appennini, Casale nei dintorni di Napoli.

Alla fine degli anni Sessanta, il pittore soggiorna a Firenze, dove ottiene un enorme successo alla Promotrice del 1867. Proprio nello stesso anno, soggiorna per la prima volta a Parigi, città che lo cattura immediatamente, tanto da spingerlo a trasferirvisi l’anno successivo.

Qui sposa Léontine Gruvelle, animatrice eccellente del loro salotto culturale, ma soprattutto donna in grado di procurare a Giuseppe De Nittis numerosi contatti e commissioni. Il trasferimento in Francia comporta un decisivo cambiamento stilistico nel pittore.

Prima, influenzato da Meissonier, inizia ad occuparsi di dipinti in costume, graditissimi al mercato del tempo. Il suo tocco diventa luminoso, veloce e virtuosistico e di conseguenza il realismo della prima ora si trasforma in una pittura elegante e raffinata, vicina a quella degli impressionisti.

Nonostante la feroce critica dell’amico Cecioni e il breve ritorno del pittore ad una poetica strettamente verista, De Nittis rimarrà per sempre legato ad un tipo di pittura alla moda, agile e ricercato narratore della vita urbana di Parigi e Londra.

Giuseppe De Nittis e la rivoluzione dello sguardo

La mostra, a cura di Maria Luisa Pacelli, Barbara Guidi e Hélène Pinet intende ripercorrere tutta la parabola artistica di Giuseppe De Nittis, dagli esordi veristi alla scelta più affascinante e charmant della pittura alla moda di fine secolo.

Il titolo serve proprio a sottolineare come il pittore abbia prodotto una rivoluzione dello sguardo, assecondando la poetica impressionista dell’inquadratura rapida e “fotografica”, in grado di cogliere ogni momento della quotidianità cittadina.

Modernità è la parola chiave che riesce a spiegare alla perfezione il cambiamento portato avanti da De Nittis dopo il suo trasferimento in Francia. Baudelaire, nel Pittore della vita moderna del 1863, scrive: «Ammira la bellezza eterna e la stupenda armonia della vita nelle capitali, l’armonia provvidenzialmente conservata nel tumulto della libertà umana. Contempla i paesaggi della grande città, paesaggi di pietra blanditi dalla nebbia o schiaffeggiati dal sole».

E ancora: «la modernità è il transitorio, il fuggitivo, il contingente, la metà dell’arte, di cui l’altra metà è l’eterno e l’immutabile». Giuseppe De Nittis, negli anni Settanta, sembra rispettare costantemente queste parole di Baudelaire dedicate alla brulicante metamorfosi della modernità.

Il percorso espositivo, ricco e variegato, intende sottolineare la rivoluzione operata da De Nittis mettendo anche a confronto i suoi dipinti con le foto d’epoca, ad evidenziare lo sguardo impermanente e rapido della sua visione.

ORARI:

Tutti i giorni: 9.00 – 19.00

BIGLIETTI:

Audioguida inclusa per i singoli visitatori, radioguida obbligatoria inclusa per i gruppi

– Intero: euro 13,00

– Ridotto: euro 11,00 (dai 6 ai 18 anni compresi, disabili, over 65, studenti universitari, categorie convenzionate)

– Gratuito: bambini sotto i 6 anni, disabili al 100% con un accompagnatore, giornalisti e guide turistiche con tesserino, membri ICOM, militari in divisa.

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