Piero Manzoni. Distrutti 39 falsi dell’artista

Piero Manzoni. Nella foto il processo di distruzione di un falso attribuito all'artista
Nella foto il processo di distruzione di un falso attribuito a Piero Manzoni

Il tribunale civile di Milano ha emesso finalmente la sentenza su diverse opere attribuite a Piero Manzoni (1933-1963). Sono state dichiarate false. La fondazione Piero Manzoni, con il permesso degli eredi dell’artista, ha potuto distruggere le trentanove opere di proprietà del baritono Giuseppe Zecchillo.

Si trattava di una serie di Achromes contraffatti, realizzati con diverse tecniche. La Fondazione Manzoni, che sin dagli anni Novanta si è sempre battuta in difesa dell’autenticità delle opere, ha finalmente messo un punto alla triste vicenda.

Le dichiarazioni della Fondazione Manzoni

Secondo quanto dichiara la Fondazione, Zecchillo negli anni Novanta

Video e immagini della distruzione delle opere

È stata e continuerà ad essere una vera e propria guerra alla contraffazione, reato che da tempo tormentava le opere di Manzoni.
Per rendere ancora più chiaro il messaggio, la Fondazione, in accordo con gli eredi, ha messo in circolazione nel Web video e immagini della distruzione delle opere.

Una sorta di performance che assicura a collezionisti, storici dell’arte e conoscitori di Manzoni che la battaglia legale non ha assunto mezzi termini. Insieme a questa forte azione, la Fondazione Manzoni ha annunciato che a breve verrà pubblicata una nuova edizione del catalogo online dell’artista.
In tal modo potrà essere tranquillamente verificata dai collezionisti e non l’autenticità delle opere.

L’operazione dimostra non solo la difesa e la tutela di fruitori, amatori, esperti del settore e collezionisti, ma soprattutto la memoria e l’originalità dell’artista.
Nonostante Manzoni sia morto giovanissimo, solo a trent’anni, con la sua irriverenza, ha rivoluzionato la scena artistica italiana. Gli Achromes, iniziati nel 1957, sono tra i protagonisti di questo cambiamento. Meritano di essere preservati.

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