Domenico Ponzi ad Anticoli Corrado

Domenico Ponzi. Anna, 1953 (dettaglio). Tecnica: Busto in gesso.
Anna, 1953 (dettaglio). Tecnica: Busto in gesso. Collezione privata

Civico Museo d’Arte, Anticoli Corrado

Fino al 1 settembre 2019

Domenico Ponzi (Ravenna, 1891 – Anticoli Corrado, 1973) si forma come scultore all’Accademia di Belle Arti di Ravenna. Ancora studente, partecipa alla decorazione del Padiglione dell’Emilia Romagna all’Esposizione Internazionale di Roma del 1911.

Durante la guerra, viene inviato a Roma, città dove rimane anche alla fine del conflitto, per approfondire la sua formazione, come aveva sempre desiderato fare. Quindi, agli anni Venti risale il raggiungimento di un linguaggio personale, elaborato a Roma, sempre nella volontà di non aderire ai dettami dell’arte ufficiale e imposta dal regime.

Mentre dirige una fabbrica di arredamento, sposa la modella di Anticoli Corrado Angela Toppi, e da questo momento in poi, la vita di Domenico Ponzi si lega indissolubilmente alla cittadina tanto cara agli artisti.

Inizia, proprio tra Roma e Anticoli, a comporre i primi busti e ritratti: alla Sindacale romana del 1930 espone un Ritratto di bambino. Nello stesso anno realizza la famosa scultura La madre, che lo rende noto al grande pubblico.

L’opera, intensamente plastica e ricca di movimenti chiaroscurali, viene collocata nel Palazzo delle Poste di Grosseto e segna per Domenico Ponzi il momento più alto della sua produzione. Alla Sindacale romana del 1932, presenta L’amico Fabbri e Ritratto di signora, mentre nel 1934 espone Mio figlio Piero, Eleonora e Il burattinaio Campogaliani.

Il realismo profondo di queste sculture si unisce alla componente certamente lirica ed emotiva delle espressioni, come avviene per il busto contadino di Rurale Littoria, presentato alla Quadriennale romana del 1935.

Famose sono le opere presentate da Domenico Ponzi alla Sindacale fascista del 1936, Marcella, Nazareno, Liliana, Ritratto e L’orfana. Alla Quadriennale del 1939 compare l’intensa rappresentazione rurale del Lazio negli anni Trenta, con Oltre l’aratro, poi posta all’ingresso del Ministero dell’Agricoltura.

Dopo gli anni Quaranta, Domenico Ponzi fa di Anticoli Corrado il su rifugio, la sua cittadina ideale, dove può dedicarsi con tranquillità al lavoro di scultore. Con un bellissimo Nudo parteciperà alla Quadriennale del 1943, per poi dedicarsi soprattutto a sculture monumentali, tra cui quelle dei santi per la Basilica del Rosario a Pompei. Muore ad Anticoli nel 1973.

Domenico Ponzi al Museo di Anticoli Corrado

Il Museo di Anticoli Corrado, presenta la mostra Domenico Ponzi (1891-1973), a cura di Andrea Iezzi. L’esposizione vuole soprattutto sottolineare il rapporto privilegiato che lo scultore, come molti altri artisti dell’epoca, ha avuto con la piccola cittadina di Anticoli Corrado, ad est di Roma.

Sua moglie, la bellissima e famosa modella anticolana Angela Toppi, lo lega indissolubilmente a questo territorio, che sceglierà come patria d’adozione, in cui collocare il suo studio, tra la natura e la bellezza rurale del luogo.

La mostra si apre con alcune fotografie delle opere giovanili dello scultore, per poi passare a quelle degli anni Trenta. Una sezione è poi dedicata alle sculture successive, realizzate soprattutto su committenza religiosa.

Lo scultore è stato forse ingiustamente dimenticato nel secondo dopoguerra, quindi la mostra dona all’autore una riscoperta, soprattutto per quanto riguarda gli intensi e profondi ritratti realizzati ad Anticoli, come quello di Anna o Maria, contadina di Anticoli.

Orari: martedì – venerdì: h. 10-16 / sabato – domenica: h. 10-18

Biglietti: intero 3€; ridotto 2€

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