Emanuele Cavalli alla Galleria Nazionale di Roma

Autoritratto fotografico, 1955. Stampa ai sali d’argento. Emanuele Cavalli, Fotografo
Autoritratto fotografico, 1955. Stampa ai sali d’argento. Archivio Emanuele Cavalli

Roma, La Galleria Nazionale

Dal 10 febbraio al 20 marzo 2022

«Come per la composizione, così per il colore bisognerebbe giungere ad una assolutezza di colorito. […] prediligo una pittura forse ancora inesistente. Una pittura che non si veda profondamente armonica fino nella sua struttura intima – per dire- sempre uguale a se stessa come un cristallo che scisso in più parti conserva continuamente la sua forma». (E. Cavalli, 1935).

Con questa parole, Emanuele Cavalli (Lucera, 1904 – Firenze, 1981) esprime l’essenza del Primordialismo Plastico, di cui elabora il Manifesto, insieme a Roberto Melli (1885-1958) e Giuseppe Capogrossi (1900-1972), nel 1933.

La pittura «profondamente armonica», fatta di «energie spirituali», trova ispirazione nelle espressioni ancestrali e mitiche degli encausti pompeiani. È attraverso l’approccio tonale che Emanuele Cavalli si fa interprete di pittura autentica e semplice, solenne, quasi avvolta da un silenzio ieratico e archetipico.

È un pittore colto: negli anni Venti è assiduo frequentatore della Biblioteca di Storia dell’Arte a Palazzo Venezia. Si interessa ai Manieristi, che gli suggeriscono urgenze e tensioni spirituali da risolvere attraverso il colore e con “intelletto d’amore”.

Poco prima di dare alle stampe il Manifesto del Primordialismo plastico, Cavalli era stato a Parigi per fare visita a Fausto Pirandello (1899-1975). Avvicinatosi alla società esoterica di Kremmerz, la Fratellanza di Miriam, si appassiona alla teosofia: le sue tele a questo punto si riempiono di enigma e mistero, accompagnati da un tonalismo calibrato e poetico, che porta avanti nel corso degli anni Trenta e Quaanta, tra la vitalità del suo studio romano e la tranquillità di Anticoli Corrado.

Emanuele Cavalli e la Scuola romana: attraverso gli archivi

Lo storico dell’arte e direttore del Museo Civico di Anticoli Corrado, Manuel Carrera ha sapientemente curato la mostra che inizierà il 10 febbraio alla Galleria Nazionale. Recentemente, la figlia di Emanuele Cavalli Maria Letizia ha effettuato la donazione dell’archivio paterno alla Galleria Nazionale.

Ciò ha permesso di studiare la figura del pittore non soltanto attraverso le sue opere, ma anche grazie agli scritti, alle lettere, ai diari che narrano l’universo complesso e poetico della Scuola Romana e i rapporti tra i suoi membri.

I suoi dipinti. Il confronto con gli altri esponenti della Scuola romana

L’approccio della mostra si basa sul fecondo raffronto tra documenti di pugno di Cavalli e i suoi dipinti, quasi a voler svelare la strettissima relazione tra parola e immagine.

Il confronto, poi, con gli altri esponenti della Scuola romana e la proposta di fotografie scattate dall’artista tra gli anni Trenta e Quaranta ci offrono uno sguardo su quel mondo così intimo e acutissimo, nato negli anni più duri del regime fascista.

Orari:

Dal martedì a domenica dalle 9 alle 19; ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura

Biglietti:

intero: € 10,00

ridotto: € 5,00 – possessori di un biglietto del MAXXI – visitatori U30 possessori della Lazio Youth Card – possessori Roma Pass – studenti e docenti della Scuola Internazionale di Comics

ridotto: € 2,00 – cittadini UE di età compresa tra i 18 e i 25 anni.

 

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