Félix Vallotton. Painter of disquiet

Félix Vallotton. Chiaro di luna, 1895. Tecnica: Olio su tela, 27 x 41 cm. Museo d’Orsay, Parigi
Chiaro di luna, 1895. Tecnica: Olio su tela, 27 x 41 cm. Museo d’Orsay, Parigi

Royal Academy of Arts, Londra

Fino al 29 settembre 2019

I Nabis

Félix Vallotton. Painter of disquiet è il titolo della mostra che la Royal Academy Of Arts ha deciso di dedicare a questo speciale artista svizzero. Félix Vallotton (Losanna, 1865 – Parigi, 1925) è uno dei maggiori esponenti del gruppo francese dei Nabis.

Il movimento, germogliato nel 1888 a Pont Aven, nasce simbolicamente dall’incontro di Paul Sérusier (1864-1927) con Paul Gauguin (1848-1903). Quest’ultimo lo illumina su una nuova concezione di paesaggio, non basato sull’impressione ottica, ma al contrario sulla sensazione e sull’emozione astratta, da ricreare soggettivamente e quasi oniricamente sulla tela.

Seguendo questi consigli, Sérusier realizzerà la famosa tavoletta Paesaggio al Bois d’Amour. Il talismano, del 1888. Sì, diventerà un vero e proprio talismano di colori questa piccola tavola, per tutto il resto del gruppo, formato da Maurice Denis (1870-1943), Pierre Bonnard (1867-1947), Paul-Elie Ranson (1861-1909), Edouard Vuillard (1868-1940) e Félix Vallotton.

Denis, fondatore ufficiale del gruppo dei Nabis – “profeti” in ebraico -, dà l’impostazione fondamentale, ovvero quella dell’accordo tra superfici bidimensionali di colore. La linea ha un valore fondamentale, quello della costruzione dell’immagine e soprattutto quello decorativo, di sapore arabescato.

Nonostante l’attività dei membri del gruppo Nabis sia veramente eterogenea e impegnata in vari campi artistici, il punto di riferimento è proprio quello della linea arabescata e del valore simbolista della rappresentazione.

Félix Vallotton. Pittore dell’inquietudine

Félix Vallotton è l’artista che tra i Nabis più si interessa agli aspetti della vita quotidiana. Usa l’olio su carta e su tela, ma anche l’incisione. Nonostante l’artista ritragga interni borghesi e situazioni comuni, nelle sue opere si trova sempre una certa ricerca dell’ambiguo, del simbolico.

Non a caso, il titolo della mostra londinese lo definisce “pittore dell’inquietudine”, proprio perché è sempre evidente l’aspetto di incertezza, sospensione, enigma e oscurità.

Nel dipinto La donna che si sfila la camicia, conservato al Museé d’Orsay di Parigi, ciò che più risalta agli occhi è il senso si inquietudine che scaturisce dal volto lasciato completamente in ombra. Il delicato incastro di tinte piatte caratterizza tutta la poetica di Félix Vallotton, e l’assenza di contorni e la sapienza nello stabilire una sorta di “enigma cromatico”, sembra anticipare il pennello di Edward Hopper.

La mostra londinese, dunque, indaga con più di cento opere tra dipinti e grafica, l’attività dell’autore, partendo dal suo approdo a Parigi, adolescente, dopo la sua partenza dalla piccola Losanna. Le varie sezioni dell’esposizione, che verranno interamente riproposte al MET di New York in autunno, ricalcano tutte le fasi evolutive dell’artista.

L’esperienza fondamentale con i Nabis e nella rivista d’avanguardia “La Révue Blanche” dei fratelli Natanson, poi tutta la sua crescita personale attraverso la stampa, l’incisione e la pittura. vengono presentati i suoi dipinti enigmatici e le sue incisioni oniriche e simboliste, per narrare l’immenso valore della sua opera.

Orari:

tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00

venerdì dalle 10.00 alle 22.00

Biglietti: 

16 £ (senza donazione 14 £)

Under 16: gratuito a fronte di un adulto pagante

Amici della RA: gratuito

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