Franco Mazzucchelli. Non ti abbandonerò mai

Franco Mazzucchelli. Non ti abbandonerò mai. Franco Mazzucchelli. Elica, 1985. Intervento Ambientale Cortile di Brera
Franco Mazzucchelli. Elica, 1985. Intervento Ambientale Cortile di Brera

Museo del Novecento, Milano

Fino al 10 giugno 2018

“Non ti abbandonerò mai– AZIONI 1964 – 1979”. È questo il titolo della mostra personale di Franco Mazzucchelli (Milano, 1939), a cura di Sabino Maria Frassà e Iolanda Ratti, in corso fino al 10 giungo al Museo del Novecento di Milano.

L’artista, formatosi nel movimentato fermento intellettuale degli anni Sessanta, parte dal concettuale. L’idea del dialogo con lo spettatore e con gli spazi pubblici, nata dalle Avanguardie storiche, negli anni Sessanta si pone al centro dei lavori di Mazzucchelli. Unisce questo concetto fondamentale all’utilizzo di materiali industriali, come PVC gonfiabile, poliuretano espanso, plastiche.

Realizza imponenti forme gonfiabili da esporre in luoghi aperti, del quotidiano. Lo spettatore vi può entrare, giocarci, trasformare l’opera d’arte in uno scambio ludico tra artista e pubblico. Così, la plastica, principale agente di inquinamento, assume il valore di opera d’arte ambientale, abitabile, funzionante solo se lo spettatore ci si confronta.

Altro elemento fondamentale: Mazzucchelli spesso espone in luoghi particolari, il cortile di Brera, piazze, parchi, spiagge. Nell’atto artistico è compreso tutto l’insieme di azioni che l’autore svolge per chiedere permessi, occupazioni di suolo pubblico e una vasta serie di documenti.

Tutto, per poi permettere all’opera di dialogare con lo spazio attorno ad essa, per vivere della sua “teatralità”, per dirla con una parola usata da Michael Fried (Art and Objecthood, 1967). L’oggetto d’arte, infatti, non esiste di per sé, ma ha bisogno di essere osservato, o meglio vissuto nel campo espanso dell’esperienza.

La mostra

Oltre ad essere esposte le classiche opere ambientali e gonfiabili, il Museo del Novecento presenta per la prima volta una serie di opere inedite. Si tratta dell’assemblaggio di foto di archivio delle sue installazioni degli anni passati, con frammenti di PVC, memoria dell’opera reale. Un dialogo tra bidimensionalità e tridimensionalità, tra reale e virtuale, tra vissuto e presente.

Inoltre, le opere vengono accompagnate da una serie di filmati d’epoca che rendono più chiara la storia e l’azione di Franco Mazzucchelli.

La sua attività, infatti, è spesso sfociata in azioni di carattere sociale, basta pensare al titolo di questi meravigliosi oggetti, A.TO A. Ovvero, Art to Abandon – Arte da abbandonare, o anche A toi.

 

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