Futurismo a Palazzo Blu di Pisa

Futurismo. Giacomo Balla. Pessimismo e Ottimismo, 1923. Tecnica: Olio su tela
Pessimismo e Ottimismo, 1923. Tecnica: Olio su tela, 115 x 176 cm. La Galleria Nazionale, Roma

Palazzo Blu, Pisa

Fino al 9 febbraio 2019

«Musei e accademie, biblioteche e archivi, monumenti e cattedrali sono visti dagli artisti e dagli uomini assetati del nuovo come simboli: ma simboli di un mondo rifiutato che si identifica col passato, mentre tutto spinge l’umanità verso un’assoluta, seppure ancora vaga, liberazione» (M. Verdone, 1994).

Queste parole indicano una rivoluzione in atto, un esplicito bisogno di ridurre tutto al grado zero per ricominciare direttamente dal nuovo, dall’inconsueto. La bellezza non è più quella classica a cui sempre l’uomo è stato abituato, ma quella del movimento, della macchina, degli ingranaggi e dei rumori del futuro.

Filippo Tommaso Marinetti, chiamato “caffeina d’Europa”, mette in atto un moto di energie innovatrici e vitali che portano ad una sorta di battaglia culturale in cui si cerca di annullare gli stilemi di una vita borghese.

Organo principale di questa battaglia è il Manifesto, considerato uno strumento agile e rumoroso, antiaccademico e diretto, tipico di tutte le avanguardie di inizio Novecento. Ma anche le serate futuriste, anticipazioni degli happening, sono mezzi per portare il messaggio futurista nei teatri, nelle piazze, con veemenza e genialità fuori dagli schemi.

Proprio su questi molteplici aspetti di intervento è concentrata la mostra organizzata con la collaborazione di MondoMostre.
A cura di Ada Masoero, il percorso espositivo, variegato e libero, verte proprio sulla rappresentazione, attraverso le opere e gli oggetti futuristi, di quella Ricostruzione Futurista dell’Universo che auspica l’omonimo Manifesto firmato da Giacomo Balla (1871-1958) e Fortunato Depero (1892-1960).

I maestri del Futurismo

“Futurismo” è una mostra che ospita più di cento opere di artisti futuristi, tra oli su tela, disegni, tecniche miste e oggetti d’arredo e d’abbigliamento, proprio per evidenziare quell’intento totalizzante dell’avanguardia futurista, tesa ad invadere ogni campo dell’esistenza umana.

L’esposizione ha un andamento cronologico. Si apre infatti con l’esperienza del Divisionismo, agli esordi dei maggiori esponenti del primo Futurismo, Umberto Boccioni (1882-1916), Giacomo Balla, Carlo Carrà (1881-1966), Luigi Russolo (1885-1947) e Gino Severini (1883-1966).

Di seguito, si esaminano di diversi Manifesti futuristi, da quello primordiale del febbraio del 1909 comparso su “Le Figaro”, a quelli pittorici, scultorei e musicali pubblicati, numerosi, negli anni successivi, fino all’elaborazione di quello dell’Arte meccanica, ad opera di Vinicio Paladini (1902-1971), di Ivo Pannaggi (1901-1981) e di Enrico Prampolini (1894-1956).

Ecco che si giunge agli anni Trenta, con il Manifesto dell’Aeropittura, culmine e allo stesso tempo conclusione dell’avventura futurista e anche dell’articolato percorso espositivo, che vede esposte opere di Benedetta Cappa Marinetti (1897-1977), Gerardo Dottori (1884-1977), Tato (1896-1974).

Le opere in mostra provengono da prestigiose collezioni museali, come la Galleria Nazionale di Roma, il MART di Rovereto e la GAM di Milano, ma anche da importanti collezioni private.

ORARI

Lunedì – venerdì 10:00 – 19:00; Sabato – domenica e festivi 10:00 – 20:00

BIGLIETTI

Intero: 3,00 euro; Ridotto, convenzioni (Università di Pisa, Sant’Anna e Scuola Normale Superiore) e gruppi: 2,00 euro

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